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Esteri
Russia: sfida all'Europa anche da Sud. Putin incontra le imprese italiane

Occidente spaccato sui rapporti con la Russia

C'è chi piazza le armi ai suoi confini, c'è chi vuole nuove sanzioni, c'è chi vuole rompere qualsiasi rapporto. E c'è invece chi vuole portare avanti la diplomazia, in modo più o meno direttamente commercialmente o strategicamente interessato. L'occidente non sta approcciando il dossier riguardante la Russia in modo unitario. Tutt'altro. Ognuno persegue la propria strategia, a discapito della tanto famosa unità che resta come spesso accade una chimera. Un problema che di certo non ha Mosca, che bussa alle porte del Vecchio Continente sia da est sia da sud. 

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La principale protagonista di questa divisione interna al campo (o non campo) occidentale è la Germania. Sì, perché Berlino continua a muoversi in totale autonomia, in parte anche da se stessa mostrando peraltro le prime crepe interne alla coalizione semaforo che da poco più di un mese governa il paese dopo l'interminabile regno di Angela Merkel. Berlino richiama sempre all'unità dell'Europa anche in materia di politica estera ma intanto continua serenamente a muoversi in completa autonomia, spesso anche in modo contrario agli interessi degli altri paesi. Per esempio sul gasdotto North Stream 2 che fa infuriare Washington e i paesi baltici ma che va avanti nonostante le tensioni in Ucraina.

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Cortocircuito Germania: Baerbock a Mosca e niente armi a Kiev. Macron osserva, Biden si arrabbia

Qualche giorno fa si è tra l'altro verificata una clamorosa coincidenza di eventi: da una parte la ministra degli Esteri dei Verdi Annalena Baerbock che si è recata a Mosca a parlare con Vladimir Putin, dall'altra parte da Berlino il socialista Olaf Scholz che si schierava in maniera decisa con l'Ucraina. Cortocircuito interno che di certo non contribuisce a fare chiarezza. Il capo della Marina tedesca ha persino chiesto "rispetto" per le posizioni di Putin dopo la decisione del governo tedesco di non inviare armi a Kiev.

Una mossa, o mancata mossa, che ha fatto alzare più di qualche sopracciglio a Washington e nella cintura dei paesi nord orientali dell'Europa. La sensazione di Scholz sarebbe quella che andare al muro contro muro con Putin non farebbe altro che cementare definitivamente la partnership tra Russia e Cina, che aspetta solo un'ultima spintarella per diventare suo malgrado alleanza. Un timore non così dissimile da quello della Francia di Emmanuel Macron, che ha cercato per ora invano di rilanciare il dialogo quadrilaterale con Mosca, Berlino e Kiev. 

Salvini: "Italia ponte tra Russia e occidente". Putin incontra le imprese italiane

E poi c'è l'Italia, che ha come sempre una posizione peculiare. I rapporti con Mosca sono d'altronde storicamente profondi a tutti i livelli: politico, commerciale, culturale, filosofico persino. Matteo Salvini, la cui Lega ha come noto avuto a lungo un filo più o meno diretto con il Cremlino, si è augurato che l'Italia possa diventare un "ponte di dialogo tra Russia e occidente". Di certo Putin dialogherà con una delegazione di imprenditori e manager italiani mwercoledì 26 gennaio in un evento organizzato dalla Camera di Commercio Italo-Russa, organizzato in collaborazione con il comitato imprenditoriale italo-russo presieduto da Marco Tronchetti Provera, amministratore delegato di Pirelli.

La Russia si muove anche nel Mediterraneo e in Africa

Intanto, sul campo, l'Europa inizia a guardare con attenzione alle mosse russe non solo, come ovvio, sul fronte orientale ma anche su quello meridionale. In particolare in riferimento al teatro di Mediterraneo e Africa, dove di recente Mosca ha guadagnato tantissime posizioni. Per esempio il Mali, che di recente ha "espulso" Parigi sostituendola con la Russia. La giunta militare di Bamako, protagonista del recente golpe, ha deciso di rompere l'accordo difensivo in essere con Parigi. Scelta interessante se si guarda al fatto che solo di recente sono arrivati nel paese i mercenari russi del gruppo Wagner. Non è un caso isolato, con la Françafrique che guarda sempre più al Cremlino come partner difensivo.

Ma attenzione anche al Mediterraneo, dove Mosca sta per schierare sei navi per operazioni da sbarco: una mossa senza precedenti che potrebbe consentire un totale accerchiamento dell'Ucraina, obiettivo principale del Cremlino, ma anche un chiaro avviso ai "naviganti" di tutta l'Europa meridionale che la Russia è un attore col quale bisogna fare i conti anche nel "mare nostrum". Per non parlare della questione del gas. Nei giorni scorsi gli Stati Uniti hanno tenuto colloqui con il Qatar e altri grandi esportatori di gas per pianificare misure di emergenza nel caso in cui un'invasione russa dell'Ucraina interrompa le forniture all'Europa. Ma la dipendenza del Vecchio Continente da Mosca è ancora fortissimo. 

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