La Germania non è più in grado, per il momento, di inviare altri sistemi di difesa aerea Patriot all’Ucraina. A chiarirlo è il ministro della Difesa Boris Pistorius, che avverte del rischio di lasciare scoperte le difese tedesche. Berlino chiede adesso un maggiore impegno ai partner internazionali per continuare a sostenere Kiev.
Il ministro tedesco avverte: nuovi invii rischiano di aprire vuoti nelle difese nazionali
I Patriot destinati all’Ucraina cominciano a pesare sulle disponibilità militari della Germania. Berlino ha già trasferito a Kiev diversi sistemi antiaerei e un numero consistente di missili guidati, ma ulteriori consegne non potrebbero essere compensate rapidamente con nuovo materiale. È la difficoltà illustrata dal ministro della Difesa tedesco Boris Pistorius in un’intervista al Berliner Morgenpost, nella quale ha spiegato perché la Germania non sia attualmente in condizione di aumentare le forniture di Patriot.
“Le forniture, in particolare quelle dei sistemi Patriot, si stanno rivelando difficili. La Germania ha già consegnato diversi sistemi e un gran numero di missili guidati destinati al loro impiego. Al momento non possiamo fare di più”, ha dichiarato Pistorius. Il ministro ha indicato soprattutto i tempi necessari a ricostituire gli arsenali della Bundeswehr, l’esercito tedesco: “Qualsiasi materiale che cedessimo adesso non potrebbe essere rimpiazzato per un certo periodo di tempo, e questo creerebbe vuoti nelle nostre difese che non possiamo permetterci”, ha spiegato. La decisione riguarda la possibilità di effettuare ulteriori trasferimenti di Patriot dalle disponibilità tedesche, senza rappresentare un’interruzione complessiva dell’assistenza militare all’Ucraina.
Pistorius chiede più aiuti agli alleati: il confronto a metà novembre
Il ministro della Difesa ha quindi rivolto un appello agli altri Paesi che sostengono Kiev, osservando che alcuni “hanno fatto significativamente meno” rispetto alla Germania. Berlino si aspetta un maggiore contributo dai partner internazionali, soprattutto sul fronte della difesa aerea, per evitare che il sostegno all’Ucraina dipenda eccessivamente dalle disponibilità militari di pochi Stati.
“Dobbiamo affrontare la questione con estrema serietà in occasione della prossima riunione del Gruppo di contatto per l’Ucraina, prevista per la metà di novembre”, ha aggiunto Pistorius.
Lo scontro con AfD e l’allarme sui profughi ucraini
Nell’intervista Pistorius ha affrontato anche la proposta di Alternativa per la Germania (AfD) di interrompere gli aiuti a Kiev. Secondo il ministro, una decisione del genere avrebbe conseguenze anche per i Paesi europei, che potrebbero trovarsi ad accogliere un numero molto elevato di persone in fuga dall’Ucraina: “Se interrompiamo gli aiuti all’Ucraina, milioni di ucraini verranno da noi”, ha avvertito. Pistorius continua dunque a sostenere la necessità di assistere Kiev, chiedendo però agli alleati di assumersi una quota maggiore delle forniture. Per quanto riguarda i Patriot, la Germania considera esaurito, almeno temporaneamente, il margine per nuove cessioni dalle proprie scorte.
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