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Esteri

Un operatore della Croce rossa è morto a Donetsk, in Ucraina. Si tratta di un cittadino svizzero. In un primo momento il vice ministro degli Esteri russo, Aleksiei Meshkov aveva detto che l’operatore morto era un italiano. La notizia è stata però smentita poco dopo. La stessa Croce Rossa ha spiegato che non ci sono connazionali al lavoro nel paese per l’organizzazione. «Non ci sono né volontari né staff appartenente alla Cri operativi in Ucraina» ha spiegato il presidente della Cri, Francesco Rocca in missione in Georgia. La Croce Rossa internazionale ha poi confermato la morte di un suo operatore: "C’è stato un tragico incidente nel nostro ufficio a Donetsk, in Ucraina. Stiamo accertando i fatti e vi aggiorneremo il prima possibile".

L’operatore svizzero della Croce Rossa sarebbe rimasto ucciso nei combattimenti di giovedì. In giornata il centro della città, roccaforte dei miliziani separatisti nell’Ucraina sud-orientale, è stato pesantemente bombardato dalle forze governative di Kiev. Secondo quanto riportano le agenzie Interfax e Ria Novosti violente esplosioni sono state sentite anche nella zona di piazza Lenin e via Artiom.

Sulla violazione del cessate il fuoco l’Unione Europea ha espresso preoccupazione. "Sparatorie e bombardamenti si sono intensificati" ha detto la portavoce dell’Alto rappresentante per gli affari esteri, Catherine Ashton, ricordando che "è imperativa la sua stretta osservanza". La portavoce ha anche fatto le condoglianze alla famiglie delle vittime del bombardamento di una scuola di Donetsk che ha ucciso diversi civili e ricordando che molti soldati ucraini sono morti nelle ultime settimane, in particolare nel bombardamento dell’aeroporto di Donetsk.

 

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