Raid russo su Sumy, quattro morti tra cui un bambino. Zelensky invoca l’aiuto dell’Europa
Quattro morti, tra cui un bambino: sono le vittime di un raid aereo russo sul centro di Sumy, di cui da notizia il presidente Ucraino Volodymyr Zelensky attraverso X. “A Sumy sono in corso le operazioni per far fronte alle conseguenze del raid aereo russo. I russi hanno utilizzato bombe aeree guidate contro civili nel centro della città. Potrebbero esserci ancora persone intrappolate sotto le macerie di un palazzo. Al momento, sono state confermate quattro vittime, tra cui un bambino. Le mie condoglianze alle loro famiglie e ai loro cari. Altre 27 persone sono rimaste ferite, tra cui sei bambini. Molti hanno riportato ferite gravi”, scrive Zelensky.
Il presidente ucraino ricorda che “nel corso della giornata, la Russia ha colpito anche Zaporizhzhia, dove un attacco con droni ha ucciso due persone e ne ha ferite altre sei, tra cui un bambino. Anche Kharkiv è stata presa di mira da un drone nemico a pilotaggio remoto, causando feriti. Anche diverse comunità nelle regioni di Kharkiv, Dnipro e Donetsk sono state colpite. È fondamentale che i nostri partner esercitino pressione sulla Russia affinché questo atto di terrore abbia fine. La Russia – aggiunge Zelenzky – ascolterà senza dubbio gli Stati Uniti, gli altri Paesi del G7 e del G20 e l’Europa. Dobbiamo ricordare che l’Europa dispone di strumenti per esercitare pressione su questo aggressore, soprattutto sul suo settore energetico, sulla sua flotta petrolifera e sul suo sistema finanziario. Questi strumenti devono essere utilizzati. Dobbiamo inoltre compiere ulteriori passi per rafforzare la nostra difesa, in primis la nostra difesa aerea. Ringrazio ogni leader che rimane attivo e non perde un solo giorno”, conclude il presidente ucraino.
Intanto, droni ucraini hanno colpito all’alba un terminale petrolifero di San Pietroburgo. Lo riportano alcuni canali di informazione russi su Telegram, rilanciati dal Kyiv Independent. Funzionari russi hanno affermato che decine di droni sono stati abbattuti nell’oblast di Leningrado, dove si trova San Pietroburgo, durante la notte. Il terminale colpito, situato sul Golfo di Finlandia presso il Grande Porto di San Pietroburgo, è uno dei più grandi impianti di stoccaggio ed esportazione di carburante della Russia. La struttura riceve e spedisce prodotti petroliferi via fiume, ferrovia e trasporto su strada per un totale di circa 12,5 milioni di tonnellate all’anno. L’entità dei danni non è ancora chiara.

