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Esteri
Ucraina-Russia, truppe ai confini. Putin all'Ue: "Perderete 1000 mld di euro"

Nell'est dell'Ucraina potrebbe scoppiare di nuovo una guerra aperta tra ribelli filorussi e militari di Kiev, dopo la notizia dell'ingresso di carri armati e truppe di Mosca nelle zone orientali dell'ex repubblica sovietica. "Siamo profondamente preoccupati per la possibilita' di un ritorno di combattimenti di larga scala", ha affermato l'assistente segretario generale Onu, Jens Anders Toyberg-Frandzen, nel corso di una riunione di emergenza del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. La convocazione e' stata richiesta dagli Stati Uniti, dopo che la Nato ha confermato lo sconfinamento nell'est dell'Ucraina di carri armati russi, artiglieria e truppe. Piu' di 930mila persone sono state costrette ad abbandonare le proprie case per i combattimenti e l'Onu ha messo in guardia sul fatto che "il numero potrebbe aumentare in modo esponenziale", con un'escalation delle violenze. "In alternativa, il conflitto puo' cuocere a fuoco lento cosi' per mesi, con sporadiche battaglie di basso livello, segnate da periodi di aumenti di ostilita' e vittime", ha spiegato ancora Toyberg-Frandzen. Entrambi gli scenari delineati significano una "catastrofe per l'Ucraina", ha aggiunto. Si tratta della 26esima riunione del Consiglio di sicurezza sulla crisi nell'ex repubblica sovietica. I 15 membri non hanno in programma di adottare una risoluzione di condanna nei confronti della Russia, che ha diritto di veto all'Onu.

In una sorta di pericoloso gioco al rincorrersi delle accuse oggi e' Mosca ad accusare Kiev di aver ammassato truppe lungo il confine. Replica speculare a quanto il governo ucraino, Nato e Usa denunciano, la Russia stia facendo da mesi. Il n.2 della rappresentanza russa all'Onu Alexander Pankin, ha sostenuto che "il cessate il fuoco (nell'est dell'Ucraina) non e' viene rispettato completamente. Non e' cominciato il ritiro degli armamenti pesanti (di Kiev) mentre un si e' assistito ad rafforzamento delle forze ucraine lungo quasi tutto il confine dall'inizio della tregua", firmata il 5 settembre scorso a Minsk.

Se gli Stati Uniti vogliono avere relazioni migliori con la Russia debbono rimuovere tutti gli ostacoli revocando le sanzioni adottate per la crisi ucraina. Questa la richiesta avanzata dal premier russo Dmitry Medvedev al termine dell'incontro con Barack Obama a margine del vertice Asean in corso in Myanmar. Medvedev ha aggiunto che lo stesso vale anche per l'Ue: "La palla e nelle loro mani (di Washington e Bruxelles)" e sono loro a dover assumere le giuste decisioni per allenttare la tensione.

"Se le sanzioni dell'Occidente contro la Russia continueranno, l'Unione europea puo' perdere fino a mille miliardi di euro". L'avvertimento e' arrivato dal consigliere di Vladimir Putin per l'integrazione euroasiatica, Serghei Glazyev, intervenuto a una conferenza in Kirghizistan sulla sicurezza economica. A detta del consigliere, come riportato da Ria Novosti, le sanzioni si riflettono in modo negativo sulla stessa Europa, la cui economia e' gia' in crisi. Lunedi', i ministri degli Esteri dell'Ue discuteranno la questione di una possibile ampliamento delle sanzioni contro Mosca per la crisi ucraina. Le misure, pero', non dovrebbero riguardare la sfera economica, ma toccherebbero solo la black list di personalita', tra cui figura lo stesso Glazyev. Ieri fonti di Bruxelles pero' sembravano escludere l'inasprimento delle misure contro Mosca.

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