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Ucraina, tregua sul Mar Nero? Kiev tende la mano a Mosca sui bersagli civili

La proposta è stata trasmessa attraverso un intermediario dopo settimane di raid sulle rotte del grano e sulle infrastrutture portuali

Ucraina, tregua sul Mar Nero? Kiev tende la mano a Mosca sui bersagli civili
Vladimir Zelensky e Vladimir Putin

Kiev chiede a Mosca di fermare reciprocamente gli attacchi contro obiettivi civili nel Mar Nero. La Russia non ha ancora risposto e i raid sulle spedizioni di grano alimentano i timori per i prezzi mondiali.

Raid su navi e infrastrutture del grano, cresce il rischio di ripercussioni sui prezzi alimentari

L’Ucraina ha proposto alla Russia una tregua sugli attacchi contro obiettivi civili nel Mar Nero. L’offerta è stata trasmessa a Mosca attraverso un intermediario e Kiev, secondo quanto riferito da Reuters, non ha ancora ricevuto una risposta.

La proposta arriva dopo settimane di attacchi reciproci contro navi, infrastrutture portuali e collegamenti utilizzati per le esportazioni agricole. L’escalation ha già creato difficoltà ai traffici commerciali nel Mar Nero, una rotta centrale per le spedizioni di cereali dei due Paesi.

Russia e Ucraina hanno entrambe segnalato il rischio che i raid contro le spedizioni di grano possano produrre conseguenze sui prezzi alimentari mondiali. Le preoccupazioni per le forniture provenienti dall’area del Mar Nero hanno già accompagnato nelle ultime settimane le tensioni sui mercati del grano.

Gli attacchi hanno colpito anche la capacità dell’Ucraina di utilizzare i propri porti sul Mar Nero per le esportazioni agricole. A luglio armatori avevano sospeso gli arrivi di alcune navi negli scali ucraini a causa dell’intensificazione dei bombardamenti, mentre Kiev aveva segnalato una riduzione della propria capacità di esportazione del grano attraverso quella rotta.

La proposta trasmessa da Kiev punta quindi a fermare gli attacchi contro gli obiettivi civili nelle acque del Mar Nero. Al momento della comunicazione dell’offerta, Mosca non aveva fornito una risposta all’Ucraina.

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