Donald Trump annuncia un accordo per fermare gli attacchi alle infrastrutture energetiche di Russia e Ucraina, ma Kiev sostiene di non esserne stata informata. Zelensky denuncia nuovi bombardamenti russi sulle centrali elettriche e si dice pronto a una tregua reciproca. Intanto Washington minaccia lo stop delle forniture militari, mentre l’Europa conferma il sostegno al presidente ucraino.
Centrali colpite a Kiev e Kharkiv dopo l’annuncio Usa: blackout e forniture d’acqua ridotte
Una centrale elettrica a Kiev colpita da un drone ‘Shahed’, nuovi attacchi contro le infrastrutture energetiche nella regione di Kharkiv e blackout in diverse città ucraine. È quanto denunciato dal presidente Volodymyr Zelensky dopo l’annuncio di Donald Trump su una presunta tregua energetica concordata tra Russia e Ucraina. I bombardamenti, secondo Kiev, hanno provocato anche riduzioni nelle forniture di acqua potabile.
Il presidente americano aveva annunciato su Truth Social un accordo immediato tra i due Paesi: “Con effetto immediato, è in vigore una tregua energetica nella guerra tra Russia e Ucraina. Entrambe le parti hanno concordato. Non violatela”. Il messaggio è stato rilanciato anche dall’agenzia russa Tass, senza che nelle ore successive arrivasse una conferma ufficiale da parte del Cremlino.
La reazione del presidente ucraino ha però smentito l’esistenza di un’intesa già condivisa con Kiev. “L’annuncio del cessate il fuoco è stato una novità per me”, ha commentato Zelensky, aggiungendo: “Se il presidente Trump l’ha negoziata con Putin per favore diteci quando inizierà il cessate il fuoco, noi siamo pronti e l’accetteremo”.
Zelensky si è detto disponibile a sospendere gli attacchi ucraini contro le raffinerie petrolifere russe, ma soltanto se Mosca interromperà a sua volta i bombardamenti sulle infrastrutture energetiche dell’Ucraina. Il presidente di Kiev ha ribadito che “Putin non vuole farlo”, chiedendo dunque una tregua fondata sulla reciprocità degli impegni.
La guerra intanto prosegue anche sul territorio russo. I droni ucraini hanno continuato a colpire i data center di Yandex, il cosiddetto “Google russo”, con l’obiettivo di compromettere le connessioni internet a Mosca. Nella capitale russa si sarebbero registrati problemi di collegamento e interruzioni di alcuni servizi web.
Trump attacca Zelensky sulle elezioni, tensione sulle armi americane
La tregua annunciata dalla Casa Bianca arriva dopo un nuovo scontro tra Trump e Zelensky, aggravato dall’accordo americano con la Russia sul diesel e dalle pressioni di Washington per fermare i raid ucraini contro le raffinerie russe.
Secondo il Financial Times, l’amministrazione statunitense avrebbe minacciato di interrompere le forniture di armi a Kiev se l’Ucraina dovesse continuare a colpire gli impianti petroliferi di Mosca.
Lo scontro riguarda anche la leadership politica ucraina. Dopo le critiche del presidente americano e la richiesta di nuove elezioni, Zelensky ha replicato: “Con tutto il rispetto per Trump, spetta agli ucraini scegliere il proprio leader”. Il presidente ucraino si è comunque dichiarato pronto a organizzare il voto qualora la Russia accettasse un cessate il fuoco di “60 giorni”.
L’accordo tra Trump e Vladimir Putin sul diesel russo ha provocato critiche anche tra i repubblicani americani. L’ex vicepresidente Mike Pence ha chiesto di cancellarlo, mentre il deputato conservatore Don Bacon lo considera un errore. Anche altri esponenti del Partito repubblicano hanno contestato la decisione, mentre un sondaggio del Financial Times segnala difficoltà per la popolarità del presidente americano.
A sostegno di Trump è intervenuto invece Elon Musk, secondo il quale Zelensky “è andato troppo oltre”. Dal Cremlino, il portavoce Dmitry Peskov ha attaccato il leader ucraino sostenendo che “è attualmente in preda all’isteria e incapace di intraprendere azioni ponderate; se fosse razionale, sarebbe aperto ai colloqui di pace”.
L’Europa sostiene Kiev, nuovi fondi Ue per droni e missili
Mentre aumentano le tensioni con Washington, Zelensky ha ricevuto il sostegno dell’Unione europea. La presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, gli ha espresso piena solidarietà, confermando che l’Ucraina sarà tra le questioni principali del prossimo Consiglio europeo.
Il sostegno al presidente ucraino è arrivato anche da Gran Bretagna, Francia, Germania e Polonia. Zelensky ha inoltre avuto colloqui telefonici con i leader di Canada, Finlandia e Nato.
L’Ue sta valutando nuove sanzioni contro Mosca e, secondo quanto annunciato da von der Leyen, “fornirà inoltre ulteriori finanziamenti per droni e missili, per rafforzare le difese dell’Ucraina e proteggere i suoi cieli”.
Sul piano dei rapporti con Bruxelles, è prevista anche l’apertura di altri due gruppi di capitoli nei negoziati per l’adesione dell’Ucraina all’Unione europea.


