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Ucraina, Zelensky vola in Turchia: summit a Istanbul con Erdogan. Ue, via libera della Commissione a una tranche da 45 miliardi per Kiev

Su invito di Ankara, il leader di Kiev affronta i nodi regionali e le strategie per rafforzare l’asse tra Turchia e Ucraina

Ucraina, Zelensky vola in Turchia: summit a Istanbul con Erdogan. Ue, via libera della Commissione a una tranche da 45 miliardi per Kiev
Zelensky Erdogan

Missione a Istanbul, Zelensky incontra Erdogan: riflettori sulla guerra con la Russia

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky sarà domani in Turchia su invito del capo di Stato turco Recep Tayyip Erdogan. “Nel corso degli incontri che si terranno a Istanbul, verranno discusse le evoluzioni a livello regionale e internazionale – con particolare attenzione alla guerra tra Russia e Ucraina e alla situazione della sicurezza nel Mar Nero – nonché le iniziative da intraprendere per rafforzare ulteriormente la cooperazione bilaterale tra la Turchia e l’Ucraina”, si legge in una nota dell’ufficio di Erdogan riguardo all’imminente colloquio. 

Via libera della Commissione Ue a tranche da 45 miliardi per Kiev

La Commissione europea ha dato il via libera alla proposta, rivolta al Consiglio, per l’approvazione della parte restante del prestito da 90 miliardi per l’Ucraina, pari a 45 miliardi di euro per il 2027. La tranche fornirà al Paese un supporto di bilancio essenziale e prodotti per la difesa nel corso del 2026 e del 2027. Il sostegno sarà destinato al supporto al bilancio, per un importo fino a 13,3 miliardi di euro, suddiviso equamente tra l’Ukraine Facility e l’assistenza macrofinanziaria, e alla capacità industriale nel settore della difesa dell’Ucraina, per un valore di 31,7 miliardi di euro.

La linea di Meloni sul sostegno a Kiev

Sullo scenario di guerra e sulle prospettive della diplomazia interviene anche Giorgia Meloni, che nelle anticipazioni del nuovo libro di Bruno Vespa “Storia della Seconda Repubblica” ribadisce la linea di fermezza dell’Italia: “Sono perfettamente consapevole che il nostro appoggio all’Ucraina può avere un prezzo politico, che possa esserci anche una parte del nostro elettorato che non è d’accordo, ma non intendo cambiare posizione”. Il volume, edito da Mondadori-Rai libri, sarà nelle librerie da lunedì 2 novembre.

“Perché io non sostengo l’Ucraina semplicemente per gli ucraini – spiega la premier nel libro -. Lo faccio per l’Italia. Un contesto internazionale nel quale vige solo la legge di chi è militarmente più forte non conviene alla nostra Nazione. Non è un’opinione politica, è un dato di fatto”. 

“Se noi avessimo consentito una facile conquista dell’Ucraina – continua Meloni -, siamo sicuri che Mosca si sarebbe fermata, invece di portarsi più avanti, come peraltro è già accaduto in passato? E se avesse attaccato un paese Nato, cosa avremmo fatto noi, atteso che i paesi Nato hanno un impegno di difesa reciproca? Avremmo iniziato una guerra o, più semplicemente, avremmo sancito la fine dell’Alleanza atlantica, che ha garantito pace e prosperità all’Europa occidentale mentre l’Est europeo viveva oppresso e in povertà sotto il giogo sovietico? Io sostengo l’Ucraina perché tutti gli altri scenari sono potenzialmente più spaventosi”. Per la premier si è trattata di “una scelta giusta e doverosa, a difesa di una Nazione aggredita e di un ordine internazionale che non può accettare il prevalere della legge del più forte e delle guerre di aggressione”. 

“La resistenza eroica degli ucraini, con il sostegno fondamentale dell’Occidente, credo abbia dimostrato anche agli scettici che lì c’è un popolo, una storia, un’identità che non vogliono farsi schiacciare. Io lo chiamerei patriottismo e, da donna di destra, non posso che ammirarlo”, dichiara con fermezza la presidente del Consiglio. 

I negoziati e il ruolo dell’Europa

Un’eventuale presenza dei Paesi europei potrebbe rivelarsi opportuna in un secondo momento delle trattative sull’Ucraina, sebbene per ora non si sia ancora entrati nei dettagli della questione: ad affermarlo è stato il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov.

“I colloqui si terranno in un formato trilaterale. A un certo punto, sì, sarà necessario il coinvolgimento europeo, ma nessuno ne ha ancora discusso nello specifico“, ha dichiarato Peskov ai microfoni del canale Vesti. Nel corso di un recente confronto con l’inviato speciale della Casa Bianca Steve Witkoff, il capo di Stato russo Vladimir Putin ha ribadito l’apertura di Mosca a riavviare il dialogo a tre sul dossier ucraino, con un vertice che potrebbe prendere forma ad Abu Dhabi indicativamente verso il 10 novembre.

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