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Esteri
Ucraina, Osce: "Spari su convogli osservatori"

Un conguaglio di osservatori dell'Osce, in Ucraina per la pace, il dialogo politico e la cooperazione, è stato costretto a ritirarsi dalla zona per motivi di sicurezza: è stato raggiunto da proiettili di uomini armati e in uniforme mentre viaggiava nell'est del Paese, vicino a Marinka, una località controllata da Kiev a 15 chilometri da Donetsk, roccaforte dei separatisi filorussi. E' stata la missione dell'Osce a renderlo noto, precisando che gli ispettori erano a bordo di due veicoli quando uno dei due soldati ("personale in uniforme con elmetto") a bordo di un camion ha sparato due colpi da circa 80 metri di distanza. I proiettili sono finiti a due metri dal secondo veicolo dell'Osce. Gli osservatori hanno visto "segni tattici di due linee bianche verticali sulla sponda posteriore del vicolo e una portiera per i passeggeri", segno delle forze governative di Kiev.

Ma l'esercito nega. Andrei Lysenko, portavoce del Consiglio di sicurezza nazionale ucraino, ha invece accusato i ribelli filorussi, parlando di una provocazione contro gli osservatori internazionali per screditare le forze armate governative. Un portavoce della missione Osce, Michael Botsyurkiv, ha confermato ai media locali che non è chiaro chi sia responsabile dell'attacco. Un episodio simile però è avvenuto martedì, quando colpi di avvertimento sono stati sparati a un veicolo Osce proprio da un check-point delle truppe ucraine nei pressi di Debaltsevo.

Iatseniuk: "Putin vuole una guerra globale". Non c'è pace, e la tregua non ha mai retto veramente, l'accordo di Minsk è fragile. La stessa Russia si è dichiarata contro gli spari agli osservatori. "E' vergognoso. Protestiamo in modo categorico, tenendo conto che la parte ospite è obbligata ad assicurare tutte le garanzie necessarie per i movimenti e il lavoro della missione internazionale di monitoraggio del cessate il fuoco", ha dichiarato il portavoce del ministero degli esteri russo, Aleksandr Lukashevich. Ma la Russia è in bilico, i rapporti con Kiev sono tesissimi. Il premier ucraino Arseni Iatseniuk ha dichiarato che Putin "crede l'Ucraina sia un luna park" avvertendo che "le sue azioni sono una minaccia per tutti, per l'ordine globale, per la pace globale, una minaccia diretta per l'Unione europea e per i Paesi membri della Nato". Secondo il premier ucraino "impedire una guerra su larga scala, che la Russia sta deliberatemente provocando, deve essere un nostro obiettivo".

Merkel contro Russia e la "legge del più forte". "La Germania "è consapevole" del fatto che "la sicurezza in Europa, almeno nel lungo termine, non possa esser garantita senza la Russia", ha detto la cancelliera Angela Merkel in visita in Polonia. Lo stato pessimo dei rapporti aveva avuto una sua precisa rappresentazione al summit G20 a Brisbane, in Australia, quando il presidente russo Vladimir Putin era rientrato anticipatamente dopo essere stato oggetto di critiche esplicite da parte degli altri leader (L'INTERVISTA). Parlando a Sidney, la cancelliera tedesca Angela Merkel aveva espresso la propria preoccupazione: "La questione non è solo l'Ucraina. Ma anche la Moldova o la Georgia e se Putin continua allora dovremo preoccuparci anche della Serbia e dei Balcani occidentali". In merito alle sanzioni occidentali che hanno colpito l'economia russa da quando il Paese ha annesso la Crimea e sostiene le rivolte nell'est dell'Ucraina, la cancelliera ha spiegato che le sanzioni sono state applicate "solo quando sono diventate inevitabili" e non sono "fini a loro stesse". La Germania continuerà a coinvolgere la Russia nel dialogo, ha proseguito Merkel parlando da vicino Swidnica, nel sudovest della Polonia, durante una cerimonia con il premier polacco Ewa Kopacz per commemorare un momento chiave della riconciliazione tra Polonia e Germania 25 anni fa. "Per noi, gli Stati confinanti sono partner, non sfere di influenza", ha spiegato, riferendosi alle accuse del presidente russo, Vladimir Putin, secondo cui l'Unione Europea avrebbe interferito con il "vicino estero". "La forza della legge - ha concluso la cancelliera - è ciò in cui crediamo, non la presunta legge del più forte".

Mosca, oltre un milione i profughi per la guerra. - "Oltre un milione" di cittadini ucraini sono stati costretti a scappare dal loro Paese a causa della guerra e la Russia ne ha accolti centinaia di migliaia. Lo ha riferito il presidente della Duma, Serghei Naryshkin, durante un incontro ufficiale sul tema dell'immigrazione. A suo dire, i profughi arrivano per lo più dalle zone dove è in corso "l'operazione punitiva" dell'esercito di Kiev, cioè le aree dell'est, dove continua lo scontro tra forze regolari e separatisti filorussi. "Dobbiamo monitorare in modo costante la situazione dell'immigrazione, alla luce delle nuove dichiarazioni belligeranti della autorità di Kiev e l'arrivo del freddo nelle regioni, dove sono state danneggiate le infrastrutture", ha detto Naryshkin, secondo il quale la mancanza di volontà da parte del governo ucraino e dell'Occidente di riconoscere le proporzioni della crisi umanitaria in atto rende tutto più complicato.

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