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Esteri
Ue, summit su nomine e Ucraina. Mogherini sarà lady Pesc

Ucraina e nomine, con Federica Mogherini in pole per la poltrona di nuovo Alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza dell'Ue: sono questi i temi al centro del Consiglio europeo che si terra' domani pomeriggio a Bruxelles. L'inconsueto summit straordinario, in un sabato di fine estate, era stato convocato a luglio per sciogliere gli ultimi nodi sulla composizione della Commissione europea che guidera' Jean-Claude Juncker. La crisi ucraina si e' pero' imposta sull'agenda e i leader dei Ventotto valuteranno nuove sanzioni economiche contro la Russia, alla luce dell'ormai provata presenza di oltre 1.000 militari di Mosca nelle province orientali. L'Italia con Matteo Renzi punta a incassare la successione a Lady Catherine Ashton con la 41enne Mogherini, che lascerebbe la Farnesina per guidare la politica estera comunitaria. Dal ministero degli Esteri italiano filtra una fiduciosa attesa, si parla di una dinamica positiva anche se nei vertici bisogna sempre guardarsi da possibili sorprese. Di certo, attorno al suo nome che quadra molte caselle del risiko (donna, area socialista, del sud Europa) sembra esserci un ampio sostegno, dopo che un fronte nord-europeo ne aveva bloccato la nomina al summit del 16 luglio. Per la stampa tedesca la Germania avrebbe dato il via libera chiedendo in cambio un aiuto di Renzi per bloccare la nomina di Pierre Moscovici, il francese favorevole a un allentamento del rigore finanziario, a commissario Ue agli Affari economici e monetari. Per la Mogherini e' arrivata anche la 'benedizione' del presidente dell'Europarlamento, Martin Schulz, il quale ha osservato che si occupa da molto di politica estera e "si e' guadagnata una 'chance'".

Meno scontato appare il nome del prossimo presidente del Consiglio europeo, che dovra' prendere il posto del fiammingo Herman Van Rompuy. L'opzione piu' probabile e' che sia un rappresentante di un paese dell'Est Europa in modo da mantenere l'equilibrio geografico tra le principali cariche istituzionali europee, nel caso Mogherini diventasse la Signora Pesc. In questo scenario, il candidato piu' quotato e' al momento il premier polacco, Donald Tusk, ma altri nomi potrebbero emergere come il belga Karel De Gucht candidato dai liberali. L'esito del summit non e' comunque scontato, e non a caso i leader si riuniranno sul tema delle nomine in una stanza del Consiglio riservata praticamente solo a loro, senza la presenza di collaboratori. Importanti snodi della giornata di domani saranno a questo riguardo i pre-vertici dei leader popolari e socialdemocratici. Questi ultimi, incluso il premier Matteo Renzi, si riuniranno i mattinata all'Eliseo, a Parigi, su iniziativa del presidente francese, Francois Hollande.

Il vertice europeo dovra' inevitabilmente concentrarsi anche sulla politica estera vista la recrudescenza di diverse crisi internazionali. L'attuale Madame Pesc, Catherine Ashton, partecipera' ai lavori al rientro da Milano dove affianca proprio la Mogherini nella riunione informale dei ministri degli Esteri Ue. Al primo punto il conflitto ucraino, per il quale i leader potrebbero dare mandato alla Commissione europea di preparare nuove sanzioni economiche contro la Russia. "Si profila l'idea che nuove misure possano essere prese e si comincia a lavorare in questa direzione," ha spiegato oggi una fonte europea prefigurando un ampliamento delle sanzioni economiche nei settori gia' colpiti da misure restrittive, e in particolare difesa, finanza ed energia. Il presidente ucraino, Petro Poroshenko, sara' a Bruxelles domani, e non e' esclusa la sua partecipazione al vertice dei leader Ue.

L'agenda del Consiglio prevede inoltre discussioni sulla situazione in Iraq e Siria. I leader non mostreranno toni piu' concilianti nei confronti del presidente siriano, Bashar al-Assad, nonostante la sua recente offerta di cooperazione contro gli estremisti dello Stato Islamico. La linea resta che il suo regime "brutale" ha contribuito al rafforzamento dell'Isis, ora Is, secondo un diplomatico europeo. I leader discuteranno anche del delicato tema dei guerriglieri estremisti europei di ritorno da Siria e Iraq, un problema "preoccupante", ha aggiunto la fonte. Anche il cessate-il-fuoco tra Hamas e Israele, e il contrasto all'epidemia di ebola in Africa Occidentale, saranno parte delle discussioni.

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