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Esteri
Usa 2016, Trump cambia pelle: si mostra presidenziale

Esordio in versione "presidenziale" per Donald Trump al dibattito repubblicano di Miami, il dodicesimo della serie Gop. "Non posso credere quanto civile sia stato il dibattito fino a questo momento", ha tenuto a sottolineare lo stesso magnate newyorchese che ha mantenuto toni pacati ed evitato affermazioni al vetriolo nei confronti dei rivali, pur ribadendo le sue posizioni estreme, in particolare sui musulmani e i lavoratori stranieri. Ha insistito sul fatto che "l'Islam odia l'Occidente" e che per eliminare l'Isis serve una forza militare di almeno 20 o 30 mila uomini. E se non proprio tutti gli 1,6 miliardi di musulmani ci odiano, sicuramente "molti di loro - ha rimarcato - io non sono interessato al politicamente corretto, mi interessa risolvere il problema prima che sia troppo tardi". Un presidente "non puo' dire quello che vuole perche' cio' comporta delle conseguenze in patria e nel mondo. Dobbiamo lavorare con la comunita' musulmana e i paesi musulmani per combattere l'estremismo violento", e' stata la replica di Marco Rubio mente Ted Cruz ha provato l'affondo, accusando Trump di semplicismo su tutta la linea. "La risposta - ha attaccato il senatore texano - non puo' essere sempre alzare la voce e dire che i musulmani sono cattivi, che la Cina e' cattiva". Ma il tycoon non ha perso il suo inedito aplomb mostrando toni conciliatori.

"Siamo tutti sulla stessa barca - ha detto Trump - dobbiamo insieme trovare una soluzione e troveremo una risposta". L'unica battuta il miliardario l'ha riservata ai democratici, sottolineando di averli seguiti attentamente "sebbene siano davvero molto noiosi". Dal canto suo, ha promesso di fare di tutto per non toccare lo stato sociale mentre Rubio ha sottolineato l'esigenza di alzare gradualmente l'eta' pensionabile. Nonostante la sua linea dura sull'immigrazione, ha ammesso di aver assunto lavoratori stranieri, sfruttando i visti concessi a chi vanta capacita' particolari. "Sono un uomo d'affari e devo fare quello che devo fare", si e' facilmente districato Trump, indicando che e' sbagliata la legge Usa che lo consente. "Io sospenderei questi visti H1-B per almeno uno o due anni", ha asserito. Sia Cruz e sia Rubio, che hanno entrambi origini cubane, hanno contestato la normalizzazione delle relazioni con L'Avana mentre Trump si e' detto convinto della necessita' di cambiare politica perche' dopo mezzo secolo "ci vuole un grande accordo".

Sul palco di Miami hanno tutti, non solo Trump, giocato sul sicuro in vista delle importanti primarie di martedi' che potrebbero lanciare il miliardario americano, in caso di successo, verso la nomination ben prima della convention di luglio. Ci sono 165 delegati in palio tra Ohio e Florida, dove chi vince se li aggiudica tutti, mentre in Illinois, Missouri e Carolina del Nord la posta e' di 193 delegati che saranno assegnati in modo proporzionale. Trump guida i sondaggi in Florida, Illinois e Carolina del Nord mentre in Ohio il governatore in carica, John Kasich, appare in leggero vantaggio. "Batteremo i democratici e batteremo Hillary Clinton in modo sonoro", ha assicurato il mangnate del real estate, dando per scontata la sua nomination e annunciando che oggi ricevera' anche l'endorsement ufficiale dell'ex candidato Ben Carson.

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usa 2016trumpmiami
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