Punti chiave
- Iran, raid Usa sull'isola di Qeshm nello Stretto di Hormuz
- Iran, Trump: "Sto considerando un attacco enorme"
- Pasdaran e mezzi per Houthi su volo attaccato da Riad
- Iran, Camera Usa approva voto per limitare poteri Trump
- Rubio, Iran occhio per occhio? Trump e' "testa per occhio"
- Iran, Mossad sventa piano per attentati in Israele
- Iran, Guterres: "La regione e' sull'orlo dell'inimmaginabile"
- Iran, Pasdaran: "B1 Usa partiti da base Gb che ora obbiettivo"
- Iran, Germania "molto preoccupata" da possibile escalation
- Iran, Araghchi: "Approccio Usa egemonico. Da noi risposta ferma"
Un’agenzia di stampa iraniana ha riferito che un missile statunitense ha colpito l’isola di Qeshm, situata nei pressi dello Stretto di Hormuz. “A seguito di un attacco del nemico americano, un missile si e’ abbattuto sulla costa della citta’ di Suza, sull’isola di Qeshm”, ha riferito l’agenzia Tasnim.
Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha dichiarato ad Axios di stare valutando seriamente la possibilita’ di riprendere operazioni militari su larga scala contro l’Iran, compresi attacchi “piu’ grandi di quelli condotti durante l’Operazione Epic Fury”. In una breve intervista, Trump ha riconosciuto che una simile decisione avrebbe conseguenze, precisando pero’ di non aver ancora preso una decisione definitiva. “Sto valutando un attacco massiccio. Piu’ grande che mai. Sono vicino a prendere una decisione. Siamo pronti”, ha affermato Trump. Il presidente ha aggiunto che Israele “si unirebbe in due minuti se glielo chiedessi”, ma ha sottolineato che “non abbiamo bisogno di nessuno” per lanciare una nuova operazione contro l’Iran. Ha inoltre avvertito che la partecipazione israeliana comporterebbe “conseguenze”, lasciando intendere possibili ritorsioni iraniane contro Israele.
C’erano comandanti del Corpo delle guardie rivoluzionarie, consiglieri militari e attrezzature collegate a missili e droni provenienti dall’Iran e destinati agli Houthi sull’aereo che il 13 luglio l’Arabia Saudita ha cercato di fermare colpendo l’aeroporto di Sanaa. Lo ha riferito l’agenzia Reuters. Secondo quattro fonti sentite dall’agenzia, sul volo Mahan Air viaggiavano tra i 10 e i 21 membri dei Pasdaran, compresi gli alti comandanti. L’aereo era originariamente diretto a Sanaa, ma e’ stato dirottato verso la citta’ portuale del Mar Rosso di Hodeidah dopo il raid saudita sullo scalo della capitale yemenita. “I comandanti dell’Irgc sono andati li’ per sostenere le operazioni Houthi e fornire addestramento su nuovi sistemi missilistici”, ha detto una delle fonti. Nella stiva non ci sarebbero stati solo armamenti ma anche oro per finanziare le attivita’ Houthi. Tre giorni dopo l’arrivo del volo in Yemen, Teheran ha chiesto agli Houthi di tenersi pronti a chiudere lo stretto di Bab el-Mandeb, rotta petrolifera del Mar Rosso, se gli Stati Uniti avessero colpito le infrastrutture elettriche iraniane. Lunedi’, il gruppo ha annunciato un blocco navale attorno all’Arabia Saudita in risposta al bombardamento del 13 luglio dell’aeroporto di Sanaa.
La Camera dei rappresentanti degli Stati Uniti ha approvato una risoluzione che ordina al presidente Donald Trump di porre fine alla guerra con l’Iran, con quattro deputati repubblicani che si sono uniti ai democratici per censurare la gestione del conflitto da parte della Casa Bianca mentre i combattimenti continuano a intensificarsi. L’aula ha approvato il provvedimento con 214 voti favorevoli e 208 contrari. La risoluzione, presentata dalla deputata democratica dello Stato di Washington Pramila Jayapal, chiede al presidente “di ritirare le Forze armate degli Stati Uniti dalle ostilita’ contro la Repubblica islamica dell’Iran o qualsiasi parte del suo governo o delle sue forze armate, comprese eventuali forze terrestri impiegate in combattimento o in operazioni di occupazione”, salvo un’esplicita autorizzazione del Congresso. Hanno votato a favore anche i deputati repubblicani Tom Barrett (Michigan), Brian Fitzpatrick (Pennsylvania), Warren Davidson (Ohio) e Thomas Massie (Kentucky), rompendo la linea del partito.
Se per la politica iraniana nei confronti degli Stati Uniti e’ “occhio per occhio”, quella del presidente americano, Donald Trump, nei confronti dell’Iran e’ “testa per occhio”. E’ la strategia delineata dal segretario di Stato americano, Marco Rubio, parlando con i giornalisti a margine della riunione Asean a Manila. “Credo di aver visto Araghchi, il loro ministro degli Esteri, l’altro giorno dire qualcosa sulla loro politica, ‘occhio per occhii’”. La politica del presidente e’ ‘una testa per un occhio’. E lo dico sinceramente: sara’ cosi’”, ha affermato il capo della diplomazia. “Pagheranno un prezzo molto alto per quello che stanno facendo. Lo stanno gia’ pagando, un prezzo molto alto. Voi non lo sapete perche’ non lo raccontate. Non siete in Iran, non siete li’ per strada. Li’ non c’e’ una stampa libera. Ma continueranno a pagare un prezzo molto elevato. La loro base industriale e’ stata decimata. La loro industria della difesa e’ stata decimata. Stanno perdendo lanciatori. Stanno perdendo capacita’”, ha aggiunto.
Il Mossad ha annunciato di aver sventato un piano iraniano per infiltrare in Israele una cellula terroristica per assassinare alti funzionari. Lo ha rivelato l’emittente israeliana I24. L’operazione, ha spiegato il giornalista Guy Azrel, e’ stata scoperta grazie alla cooperazione di intelligence con diversi servizi stranieri. Secondo Israele, il ministero dell’Intelligence iraniano e i Pasdaran hanno intensificato gli sforzi per compiere attentati terroristici utilizzando reti criminali di proxy per reclutare agenti stranieri capaci di entrare nel paese, raccogliere informazioni e portare a termine attacchi. Il presunto reclutatore e’ stato identificato come Thurot Ozkur (‘Philip’); faceva base in Francia e avrebbe viaggiato in Iran piu’ volte per incontrare i suoi datori di lavoro e ricevere pagamenti. Sarebbe stato ingaggiato da due criminali iraniani legati al presunto boss della droga Naji Sharifi Zindashti. Il Mossad ritiene che quello usato da Teheran sia un vero e proprio metodo: utilizzare ‘amici degli amici’ cosi’ da allontanare i sospetti di un coinvolgimento dell’Iran.
Il conflitto in corso in Medio Oriente ha spinto la regione “sull’orlo dell’inimmaginabile”. Lo ha avvertito il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, intervenendo a una riunione del Consiglio di Sicurezza. “La situazione sta sfuggendo al controllo. E’ in bilico sull’orlo dell’inimmaginabile. La regione viene trascinata in un circolo sempre piu’ ampio di confronto. Una crisi alimenta l’altra. Un’escalation ne innesca un’altra”, ha dichiarato Guterres. “Con il diffondersi di questa dinamica, gli obiettivi politici vengono sempre piu’ oscurati dallo scontro stesso”, ha aggiunto.
Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno minacciato la Gran Bretagna di colpire la base da cui sono partiti i B1 utilizzati dagli Stati Uniti per gli ultimi attacchi. “Il nemico statunitense e’ ricorso all’impiego di bombardieri B-1 decollati dalla base aerea Raf di Fairford, nel Regno Unito”, hanno ricordato i Pasdaran in una nota diffusa dai media iraniani. Da qui l’avvertimento a Londra: “Qualsiasi base utilizzata per condurre operazioni militari contro il territorio iraniano costituisce un obiettivo legittimo”.
La Germania e’ “molto preoccupata” dopo gli attacchi contro petroliere saudite nel Mar Rosso, rivendicati dai ribelli Houthi dello Yemen sostenuti dall’Iran, che “fanno temere una possibile escalation” del conflitto in Medio Oriente. Lo ha dichiarato il ministro della Difesa tedesco, Boris Pistorius. La situazione sta evolvendo “chiaramente nella direzione sbagliata”, ha affermato Pistorius durante una visita a un sito dell’azienda della difesa Hensoldt a Oberkochen, nel sud-ovest della Germania. Secondo il ministro, “al momento nulla, assolutamente nulla, lascia pensare che nella regione possa essere raggiunto un cessate il fuoco, e tanto meno la pace”.
L’Iran ha accusato gli Stati Uniti di avere un approccio “egemonico” che ha provocato una risposta ferma. “Il problema e’ la natura dell’approccio degli Stati Uniti: un approccio irrazionale, eccessivo ed egemonico, che ha ricevuto una risposta ferma da parte nostra”, ha dichiarato Araghchi a quanto riporta al-Jazeera. “Finche’ non comprenderanno che non esiste altra strada se non quella del rispetto del popolo iraniano e dei suoi interessi, questo approccio non sara’ efficace”, ha avvertito.
L’esercito statunitense ha utilizzato un bombardiere a lungo raggio B-1 per colpire obiettivi del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche in Iran, secondo quanto riferito da funzionari statunitensi. Lo scrive Axios. Si tratta della “prima missione condotta dagli Stati Uniti con un B-1 da quando sono ripresi i combattimenti con l’Iran 12 giorni fa. L’utilizzo dei bombardieri B-1, in grado di trasportare una ventina di bombe da 900 kg o decine di missili da crociera – prosegue l’articolo – ha segnalato una significativa escalation ed espansione della campagna militare statunitense. Il B-1 può volare a velocità supersonica a bassa quota, trasportando un carico bellico più pesante di qualsiasi altro tipo di bombardiere. Il B-1 ha lanciato la sua missione da una base aerea nel Regno Unito ed è stato avvistato su siti web di tracciamento aereo”. Axios fa notare che il CentCom “non ha menzionato la missione del B-1 nel suo comunicato”. Non è chiaro cosa abbia colpito il B-1 e se la massiccia missione sia stata più efficace di altri attacchi degli ultimi giorni.
Il comando militare iraniano di più alto grado ha promesso di impedire completamente il transito di petrolio globale attraverso lo Stretto di Hormuz se gli Stati Uniti dovessero dare seguito alla minaccia di colpire le infrastrutture della Repubblica Islamica: “Nemmeno una goccia di petrolio” Lo scrivono i media iraniani. Il generale di brigata Seyyed Majid Mousavi ha avvertito che qualsiasi attacco statunitense contro ponti o centrali elettriche iraniane incontrerebbe una rappresaglia immediata. “Il presidente criminale, assassino di bambini e canaglia ha minacciato ancora una volta di colpire le infrastrutture nazionali dell’Iran”, ha dichiarato il Comando. “Si annuncia che lo Stretto di Hormuz rimane chiuso. Qualora gli Stati Uniti dovessero dare seguito alle loro minacce, le Forze Armate della Repubblica Islamica non permetteranno l’esportazione di nemmeno una singola goccia di petrolio e prenderanno di mira le infrastrutture petrolifere, del gas, dell’elettricità e dell’economia della regione”.
“Tre petroliere sostenute dagli Stati Uniti hanno tentato di attraversare la rotta minata a sud dello Stretto di Hormuz. Dopo che una delle petroliere, dopo una esplosione, ha preso fuoco, le altre due si sono rapidamente voltate e si sono ritirate”. E’ quanto si legge in una nota delle Guardie Rivoluzionarie, diffusa dai media iraniani. “Lo Stretto di Hormuz è sotto il nostro controllo e rimarrà completamente chiuso finché gli Stati Uniti continueranno i loro atti di aggressione nella regione – si legge ancora nella nota dei pasdaran – Nessuna petroliera sarà autorizzata ad entrare o uscire, e qualsiasi nave che cada nella trappola degli Stati Uniti e tenti di passare senza coordinamento con la Repubblica Islamica dell’Iran subirà la stessa sorte”.
Gli Stati Uniti hanno lanciato alle 23.30 ora italiana di mercoledì una nuova ondata di attacchi contro l’Iran prendendo di mira target militari come chiesto dal commander-in-chief- Lo afferma il Us Central Command.

