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Esteri
Usa, Trump mangia Tacos su Twitter per farsi perdonare dagli ispanici

Dopo averli insultati, Donald Trump, ora che è quasi diventato il candidato ufficiale dei Repubblicani, cerca di ingraziarsi gli elettori ispanici ricorrendo agli stereotipi. E, in occasione la ricorrenza del cinque maggio diventata la festa dell'orgoglio messicano, ha pubblicato su Twitter un foto mentre mangia, seduto nel suo ufficio nelle Trump Tower, un piatto che afferma essere un taco bowls.

"Happy Cinco de Mayo! I migliori taco bowls sono al ristorante della Trump Tower, amo gli ispanici!", scrive nel tweet il miliardario che quando annunciò la sua candidatura - lo scorso giugno con un discorso proprio nella sua Torre newyorkese- ha accusato gli immigrati ispanici di essere "criminali" e "stupratori". Senza contare che nel suo programma elettorale afferma di voler deportare 12 milioni di immigrati senza documenti e costruire sul confine con il Messico un muro, facendo poi pagare il conto a Città del Messico.

La foto di Trump ovviamente è diventata virale sui social, e non mancano commenti e prese in giro soprattutto per la scelta di un piatto molto americanizzato e molto poco messicano. La Cnn è anche andata a controllare il menù online del ristorante del grattacielo di Trump, verificando si tratta di un "Taco fiesta" che, in una recensione dei migliori beef taco di New York viene definita "un insulto ai messicani come le affermazioni di Trump".

Intanto all'interno del partito dell'elefantino, restano fortissime le resistenze all'avanzata del miliardario newyorkese. Dopo l'annuncio di Mitt Romney, George W. Bush, Jeb Bush e John McCain, che hanno detto che non parteciperanno alla convention del partito a luglio, ieri in serata lo speaker della Camera, Paul Ryan, ha dato un nuovo colpo al magnate Usa. "In questo momento non posso sostenere Donald Trump", ha detto la più alta carica eletta dei repubblicani in una intervista a Cnn. Solo poche ore prima Ryan aveva ripreso i quattro politici, chiedendo unità all'interno del partito. E allora qual è il motivo che ha portato Ryan a questa scelta? Più volte lo speaker ha detto che sosterrà il candidato alla presidenza del Grand Old Party (come è naturale che sia), ma lo farà ad alcune condizioni. Ryan infatti vuole che Trump si avvicini di più ai valori e alle politiche che definiscono i confini del partito repubblicano. E il miliardario di New York in questo momento sembra essere ben lontano da essi.

"Non voglio sminuire la sua impresa - ha detto Ryan - ma noi speriamo che il nostro candidato faccia riferimento ai valori di Lincoln e del reaganismo" a qualcuno "che parli alla vasta maggioranza degli americani", ha continuato. C'è da dire che Ryan nei mesi scorsi aveva più volte cercato di smarcarsi dalle politiche di Trump con una serie di interventi, tanto che alcuni osservatori avevano pensato potesse candidarsi. Eventualità poi smentita dallo stesso speaker. ma adesso il clima è totalmente cambiato. E sembra che Trump abbia vinto la guerra interna contro l'establishment. Che fare allora? Negli ultimi giorni, dopo il ritiro di Ted Cruz e John Kasich, il partito ha cercato di avvicinarsi al miliardario con un obiettivo, che poi è lo stesso di Ryan. Quello di farlo rientrare nei ranghi della normalità repubblicana.

Mitch McConnell, a capo della maggioranza repubblicana al Senato, ieri ha ricordato che sosterrà Trump, "la persona scelta dagli elettori repubblicani". Quindi il richiamo di Ryan più che essere un attacco diretto a Trump, sembra un tentativo per riportare il messaggio del candidato in linea con il pensiero dei repubblicani. Alcuni tentativi li aveva già fatti nei mesi scorsi. A dicembre Ryan aveva commentato gli attacchi ai musulmani di Trump con una frase: "Questo non vuol dire essere conservatori". "Quello che abbiamo sentito ieri (Trump che chiedeva il blocco agli ingressi dei musulmani negli Stati Uniti) non sono i valori per cui si batte il partito, e più precisamente, non sono i valori di questo Paese", aveva detto. E ancora Ryan aveva criticato le posizioni poco chiare del miliardario sul Ku Klux Klan. "Dobbiamo essere contro ogni gruppo o causa costruiti sul bigottismo. Questo è il partito di Lincoln", aveva detto.

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