Punti chiave
- Iran, Teheran: "Attacco a siti nucleari espandera' guerra"
- Trump: "Per ogni colpo a Hormuz distruggeremo ponte o centrale"
- Iran, Baqaei: "No nucleare a Pickaxe Mountain, ossessione Trump"
- Iran, sirene in Bahrein: allarme anche in Arabia Saudita
- Iran, attacco Usa a isola Larak in Stretto Hormuz
- Iran, Giordania: "Intercettati 4 missili e 4 droni"
- Iran, funerali vittime identificate del raid su scuola di Minab
- Iran: Hegseth in Senato, urgente e necessaria l'iniezione di fondi supplementari
- Attacchi contro target militari in Iran
Il Comando Centrale iraniano di Khatam al-Anbiya ha lanciato un duro avvertimento in seguito alla minaccia, espressa dal presidente statunitense Donald Trump, di colpire uno dei siti nucleari iraniani. Qualora l’esercito statunitense dovesse effettivamente condurre un’operazione di questo tipo, Teheran la considererebbe un’estensione del conflitto, si legge in una dichiarazione pubblicata su Mehr. Secondo la dichiarazione, in caso di un simile attacco, tutti gli interessi statunitensi, cosi’ come quelli dei suoi alleati e sostenitori, diventerebbero bersaglio di quella che viene definita una potente risposta da parte delle forze armate della Repubblica Islamica dell’Iran.La dichiarazione e’ stata rilasciata poche ore dopo che Trump aveva affermato che gli Stati Uniti avrebbero presto preso di mira uno degli impianti nucleari iraniani.
“Da questo momento in poi, ogni volta che la Repubblica Islamica dell’Iran sparera’ contro una nave nello Stretto di Hormuz, sia con missili, razzi, droni o qualsiasi altro dispositivo o arma, gli Stati Uniti bombarderanno e distruggeranno un ponte o una centrale elettrica, comprese quelle situate vicino o all’interno della capitale Teheran”. Lo ha scritto su Truth il presidente Usa, Donald Trump.
L’Iran “rimarra’ risoluto e unito, pronto a contrastare con tutte le sue forze qualsiasi atto di ostilita’ da parte degli Stati Uniti”, dopo che Trump ha minacciato di attaccare a breve il presunto sito nucleare che si trova sotto Pickaxe Mountain. “I ripetuti attacchi e le minacce statunitensi contro le pacifiche strutture nucleari iraniane non solo costituiscono una flagrante violazione dei principi fondamentali della Carta delle Nazioni Unite, del diritto internazionale e delle pertinenti risoluzioni del consiglio dei governatori dell’Aiea…ma rivelano anche la profonda ostilita’ degli Stati Uniti nei confronti del progresso scientifico e dello sviluppo tecnologico dell’Iran”, ha dichiarato su X Esmaeil Baqaei, portavoce del ministero degli Esteri di Teheran. “L’attenzione ossessiva di Washington su Kolang Kouh (Pickaxe Mountain), dove non si svolge alcuna attivita’ nucleare, non e’ altro che un pretesto fabbricato per aggredire, distruggere e sabotare”, ha sostenuto Baghaei. Nella notte, Trump ha rilanciato le minacce, avvertendo che gli Usa attaccheranno “molto presto e con grande intensita’” i siti dove gli iraniani potrebbero aver trasferito materiale nucleare, come Pickaxe Mountain.
Sirene d’allarme sono risuonate in Bahrein e testimoni hanno udito un’esplosione nella capitale Manama. “E’ suonata la sirena… Si invitano i cittadini e i residenti a mantenere la calma e a recarsi nel luogo sicuro piu’ vicino”, ha dichiarato il ministero dell’Interno in un comunicato stampa diffuso su X. Un breve allarme e’ stato diramato anche in Arabia Saudita rivolto ai residenti della citta’ orientale di Dammam. L’avviso e’ stato revocato pochi minuti dopo, mentre le sirene antiaeree si attivavano nel vicino Bahrein.
L’agenzia di stampa iraniana Tasnim ha riferito di un attacco missilistico Usa contro l’isola di Larak nello Stretto di Hormuz, citando una forte esplosione udita dai residenti. “Le autorita’ competenti stanno attualmente conducendo un’indagine per determinare la portata dell’attacco, il punto esatto dell’impatto e l’entita’ dei potenziali danni”, ha aggiunto.
L’esercito giordano ha fatto sapere di aver intercettato quattro missili lanciati dall’Iran, mentre altri due sono caduti in un’area aperta, senza causare vittime o danni materiali. Successivamente, le forze armate hanno aggiunto di aver abbattuto anche quattro droni iraniani.
L’Iran ha celebrato oggi i funerali di alcune delle vittime recentemente identificate dell’attacco contro una scuola elementare nella citta’ meridionale di Minab, nel quale morirono 168 persone il primo giorno della guerra avviata da Stati Uniti e Israele contro la Repubblica islamica. Centinaia di persone hanno accompagnato il corteo funebre per le strade della citta’ portando i ritratti delle vittime, secondo le immagini trasmesse dalla televisione di Stato iraniana. La cerimonia si e’ svolta dopo che le autorita’ sono riuscite a identificare, attraverso test del Dna, alcuni resti rimasti senza nome a causa delle condizioni in cui erano stati ritrovati i corpi dopo il bombardamento, avvenuto quasi cinque mesi fa. Teheran ha piu’ volte indicato l’attacco alla scuola, nel quale persero la vita 168 persone, in maggioranza bambine, come uno dei principali esempi di “crimine di guerra” attribuito a Stati Uniti e Israele. Secondo le conclusioni preliminari dell’inchiesta iraniana, la responsabilita’ del bombardamento sarebbe degli Stati Uniti. La Casa Bianca ha pero’ confermato a meta’ luglio che il Pentagono sta ancora indagando sull’accaduto, dopo che il presidente Donald Trump aveva negato qualsiasi coinvolgimento americano nell’attacco. A maggio il comandante del Centcom, Brad Cooper, aveva sostenuto che la scuola si trovasse “all’interno di una base attiva di missili da crociera dei Guardiani della Rivoluzione”, una ricostruzione che Teheran ha definito una “menzogna scandalosa”.
I fondi supplementari per la guerra in Iran rappresentano un’iniezione di risorse “urgente e necessaria” e, insieme al bilancio della difesa da 1,5 trilioni di dollari proposto dal presidente Usa Donald Trump, costituiscono un investimento generazionale nelle forze armate. È quanto ha detto il capo del Pentagono, Pete Hegseth, durante la sua audizione al Senato Usa. “Senza questi fondi, ci troveremo di fronte a gravi carenze”, ha aggiunto Hegseth nella sua testimonianza.
L’audizione del segretario alla Difesa giunge mentre i repubblicani promuovono un pacchetto di bilancio da 95 miliardi di dollari per finanziare le forze armate, insieme agli aiuti agli agricoltori e alle modifiche alla legge elettorale che rappresentano le priorità principali della Casa Bianca. Hegseth, il generale Dan Caine, presidente del Comitato dei capi di Stato maggiore, e il segretario all’Agricoltura Brooke Rollins sono stati chiamati a testimoniare davanti alla Commissione Bilancio del Senato pochi giorni dopo che le forze armate hanno annunciato che altri 3 militari americani sono morti nel conflitto, portando il bilancio dei morti a 17, e che più di 100 sono rimasti feriti dall’inizio di luglio.
I finanziamenti per la guerra costituiscono la parte principale della nuova proposta di bilancio del Partito Repubblicano, un ultimo pacchetto prioritario che i repubblicani sperano di varare prima che i legislatori sospendano i lavori per dedicarsi alla campagna elettorale in vista delle elezioni di medio termine che determineranno il controllo del Congresso. Il pacchetto include anche 10 miliardi di dollari in aiuti per gli agricoltori in difficoltà a causa dei dazi di Trump e 10 miliardi di dollari per modifiche alla legge elettorale che probabilmente includeranno nuovi requisiti di identificazione, il tutto senza alcuna copertura finanziaria.
Gli Stati Uniti hanno lanciato nuovi attacchi contro obiettivi militari in Iran per l’undicesima notte consecutiva. Lo annuncia il Us Central Command sottolineando che i raid puntano a “degradare le capacità dell’Iran di minacciare le imbarcazioni commerciali nello Stretto di Hormuz”.

