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Esteri
Venezuela, Maduro e la politica economica dei prossimi 100 anni

di Daniele Rosa


'L'Assemblea Nazionale Costituente che ho convocato formulerà il progetto economico del paese per i prossimi 100 anni' così dichiara, senza mostrare la benché minima vergogna relativamente all'assurdità della dichiarazione, il presidente dittatore del Venezuela Nicolas Maduro.

CRISI VENEZUELA. OLTRE 70 MORTI

Nel frattempo il bollettino di guerra delle manifestazioni in piazza indica che  sono oltre 70  i manifestanti morti sotto i colpi della polizia o delle 'squadracce' che affiancano il Governo in modo non ufficiale.

Il paese è da tempo in una totale crisi economica. La sua principale risorsa,  il petrolio (il cui prezzo non dà segni di ripresa ed anzi cala sotto i 42 dollari), è di fatto già stata ipotecata in maggior parte al Governo cinese. L'inflazione ha raggiunto livelli da Repubblica di Weimar, il FMI la stima superiore al 700% nel 2017 e del 2068% nel 2018.
Al popolo mancano persino i generi di prima necessità impensabile in uno dei paesi più ricchi di petrolio al mondo.

CRISI VENEZUELA. MADURO NON VUOLE LIBERE ELEZIONI

La chiamata per un' Assemblea Nazionale Costituente è stata fatta dal presidente il 1 maggio.
Da quel momento si è molto discusso, nella pubblica opinione, in merito alla costituzionalità di questo metodo e soprattutto a fare un simile progetto in un momento di crisi.
Unico motivo la volontà di Maduro, non dichiarata ma palese, di allontanare libere elezioni.

CRISI VENEZUELA. I VENEZUELANI NON STIMANO MADURO


L'ultima Survey dello studio Data Analysis fatta su un largo campione di cittadini allo scopo di misurare il gradimento del presidente e il suo operato ha dato risultati molto chiari.
Risultati che dovrebbero, in un paese democratico, portare immediatamente alle elezioni e pure all'impeachment di Maduro.
Ma il Venezuela non è un paese libero e democratico.

Nella Survey l'85% dei venezuelani considera l'attuale situazione  del paese disastrosa e il 73% vede l'attuale presidente in maniera negativa ( è praticamente un plebiscito, considerati quelli che non hanno risposto per paura di non restare anonimi).

CRISI VENEZUELA. IL POPOLO NON VUOLE CAMBIARE LA COSTITUZIONE


Una grande maggioranza poi, ben l'85%, giudica assolutamente non necessario cambiare la Costituzione soprattutto in un momento economico simile.
Inoltre la stragrande maggioranza è convinta che per convocarla sia  necessario un referendum popolare, cosi come aveva correttamente fatto Ugo Chavez e non come, invece, ha fatto l'attuale presidente.

Ben il 70% non la vuole e l'80%  conferma che , nel malaugurato caso  si andasse avanti, il voto per l'elezione dei suoi membri dovrebbe essere segreto.


CRISI VENEZUELA.IL DISINTERESSE DELLA COMUNITÀ INTERNAZIONALE

 

Un risultato complessivo che dovrebbe portare un presidente normale a dimettersi lasciando spazio al voto popolare.
Ma in Venezuela in questo momento la parola democrazia non esiste nel completo disinteresse ( saltato pure il vertice dei paesi della'America Latina) della comunità internazionale.
Il grido di dolore di Papa Francesco è una goccia che si è persa nel mare dell'indifferenza. Ma la protesta ancora continua.

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