Esteri
Venezuela, Trentini e Burlò verso l'Italia. Il retroscena sulle pressioni "fino all'ultimo" per non liberarli
Il tentativo di riconoscimento del governo Maduro e gli altri ostacoli superati

Venezuela, la trattativa serrata e le richieste di Caracas: Trentini e Burlò liberi, ma non è stato semplice
Adesso è ufficiale, Mario Burlò e Alberto Trentini stanno rientrando in Italia dal Venezuela: sono liberi. Partito l'aereo che li riporterà nel nostro Paese. Ma farli uscire dal carecere di Caracas dove erano detenuti non è stato per nulla semplice. L’aereo di Stato per riportare in Italia Trentini e Burlò era pronto a decollare, ma - riporta Il Corriere della Sera - è rimasto a terra nonostante la Procura generale — che inizialmente aveva presentato ricorso in Cassazione — avesse rinunciato facendo diventare definitiva la sentenza accettata dagli stessi imputati. Dal Venezuela hanno continuato a premere per prese di posizioni politiche; se non di riconoscimento del governo Maduro, almeno di condanna o presa di distanza dalle posizioni statunitensi aggressive degli ultimi mesi nei confronti del regime. Richieste respinte fino all'ultimo e alla fine è arrivato il via libera. Resistenze vinte proprio dalla diplomazia di Washington impegnata per il rilascio dei propri connazionali, alla quale pure s’era rivolto Tajani.
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“Ho difficoltà ad esprimermi perché la gioia è immensa per la notizia di stanotte e potete immaginare come stiamo vivendo anche queste ore”. Armanda Colusso, la madre di Alberto Trentini, consegna a Marco Damilano durante la puntata de “Il Cavallo e la torre” di questa sera su Rai3, in una nota audio la prima dichiarazione pubblica dopo la liberazione del figlio: “Voglio darvi un merito, ci avete aiutato con la vostra presenza anche silenziosa ad arrivare al risultato che abbiamo ottenuto, grazie di cuore. E vorrei abbracciarvi tanta è la mia riconoscenza”. “Stiamo andando a Roma – aggiunge Alessandra Ballerini, avvocata della famiglia Trentini, rivolgendosi a Damilano - e volevamo ringraziare te e tutta la redazione e tutte le persone che ci sono state vicine in questi 423 giorni di sofferenza e soprattutto in queste ultime ore di gioia. Grazie, grazie davvero a tutti voi. E’ una liberazione per tutti questa”.
