Il Consiglio di Sicurezza si appresta ad adottare una risoluzione che obblighi Assad a smantellare il proprio arsenale chimico. Il testo, già approvato dai cinque membri permanenti, non attribuisce a nessuna delle parti del conflitto siriano una responsabilità specifica per l’attacco chimico ad al Goutha dello scorso 21 agosto e include un riferimento al capitolo 7 della Carta delle Nazioni Unite ma senza prevederne l’applicazione automatica. Pertanto, nel caso in cui Bashar Assad non dovesse rispettare gli accordi, la comunità internazionale potrà ricorrere all’uso della forza solo dopo l’approvazione da parte del Consiglio di Sicurezza di una ulteriore risoluzione.
Il testo in discussione potrebbe inoltre dare nuovo impulso alla convocazione di una Conferenza internazionale per trovare una soluzione politica alla crisi siriana. La bozza, infatti, riafferma l’impegno comune a convocare un summit a Ginevra dove tutti gli attori coinvolti e le differenti posizioni del popolo siriano siano rappresentati. Tuttavia, molti sono i possibili ostacoli al dialogo politico a partire dalla difficoltà di portare attorno ad un tavolo i rappresentanti dell’opposizione siriana sempre più frammentata, dalle richieste avanzate dal governo di Damasco e dal ruolo che potranno svolgere paesi chiave quali l’Iran.
da ispionline.it

