Xi Jinping arriva a New Delhi: al via il vertice dei Brics tra guerre e divisioni interne
Il presidente cinese Xi Jinping è arrivato a Nuova Delhi per partecipare al vertice dei leader dei Brics. Lo ha riferito la televisione di Stato cinese Cctv, secondo cui Xi è atterrato alle 12 ora locale a bordo di un aereo speciale, su invito del primo ministro indiano Narendra Modi. Si tratta del primo viaggio del leader cinese in India dal 2019: l’anno successivo uno scontro militare lungo la contesa frontiera himalayana aveva causato vittime tra le forze dei due Paesi, aprendo una lunga fase di gelo diplomatico. Da allora Pechino e Nuova Delhi hanno avviato un lento processo di normalizzazione dei rapporti, anche se la disputa territoriale resta irrisolta e i due Paesi mantengono un’ingente presenza militare lungo circa 3.500 chilometri di confine. Nella giornata Xi avrà un incontro bilaterale con Modi, mentre a Nuova Delhi alcune decine di tibetani hanno manifestato contro la sua visita.
Cos’è il vertice dei Brics
Il forum fu creato nel 2009 per riunire le grandi economie emergenti – inizialmente Brasile, Russia, India e Cina, a cui si aggiunse poi il Sudafrica – al di fuori delle istituzioni dominate dagli Stati Uniti e dalle potenze occidentali. Il gruppo si è successivamente allargato a undici Paesi, tra cui l’Iran, arrivando a rappresentare circa il 49,5% della popolazione mondiale, il 40% del Pil globale e il 26% del commercio internazionale. Il summit di quest’anno, il diciottesimo, si apre oggi al centro congressi Bharat Mandapam con una prima sessione dedicata alla “governance globale inclusiva e al rafforzamento del multilateralismo”, priorità della presidenza indiana. I Paesi membri stanno negoziando una dichiarazione comune che dovrebbe chiedere la riforma delle istituzioni internazionali e del Consiglio di sicurezza dell’Onu, una maggiore rappresentanza dei Paesi in via di sviluppo e una posizione condivisa contro il terrorismo.
Il contesto in cui si svolge il summit resta però complesso. La Russia vi partecipa mentre è ancora impegnata nella guerra in Ucraina e sottoposta alle sanzioni occidentali. Il conflitto in Medio Oriente coinvolge direttamente l’Iran e ha ripercussioni anche su altri membri e partner del blocco, come Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti, alterando al contempo le rotte marittime e i mercati energetici. Alla vigilia del vertice, Modi ha ricevuto il presidente iraniano Massoud Pezeshkian, che ha sottolineato come le pressioni politiche e militari su un Paese finiscano per avere ripercussioni che superano i suoi confini – un riferimento al conflitto scoppiato a fine febbraio con gli attacchi americani e israeliani contro l’Iran. In risposta ai bombardamenti, Teheran ha bloccato lo stretto di Hormuz, da cui transitava prima della guerra circa il 20% del petrolio mondiale: la chiusura continua a spingere al rialzo i prezzi del greggio, con il Brent tornato sopra i cento dollari al barile questa settimana.
Il dossier iraniano
Il dossier iraniano rischia di essere la principale linea di frattura tra i membri del blocco: Russia e Cina continuano a commerciare con Teheran nonostante le minacce di sanzioni di Donald Trump, mentre gli Emirati Arabi Uniti hanno sospeso ad agosto gli scambi commerciali e finanziari con l’Iran dopo essere stati colpiti da missili iraniani. Modi ha incontrato ieri anche il presidente russo Vladimir Putin, con cui ha discusso di cooperazione nella difesa, nell’energia e nel commercio, oltre che dei conflitti in Medio Oriente e Ucraina.


