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Yemen, gli Houthi hanno preso il controllo totale dello stretto di Bab al-Mandeb: allarme per il traffico marittimo, occhi su Suez

L’Onu teme ripercussioni sulla libertà di navigazione, mentre Riad chiede invano a Trump di intervenire militarmente

Yemen, gli Houthi hanno preso il controllo totale dello stretto di Bab al-Mandeb: allarme per il traffico marittimo, occhi su Suez

Yemen, Houthi padroni del Mar Rosso: presa l’ultima roccaforte governativa su Bab al-Mandeb

Mentre sullo stretto di Hormuz la situazione resta relativamente calma, a parte le consuete scaramucce quotidiane tra Usa e Iran, la tensione in Medio Oriente si sposta ora sull’altro punto nevralgico della regione: lo stretto di Bab al-Mandeb. Secondo quanto riportato da Al Jazeera e confermato dall’Afp, gli Houthi avrebbero conquistato anche l’ultimo tratto di costa yemenita sul Mar Rosso, arrivando così a controllare l’intero litorale affacciato sullo stretto dopo un’offensiva durata oltre 18 ore. I ribelli hanno incontrato scarsa resistenza nell’avanzata verso sud, conquistando le città di Dhubab e Murad, l’ultima roccaforte rimasta in mano al governo. Resta da capire se i ribelli, sostenuti da Teheran, vorranno ora iniziare a interferire in modo più concreto con il traffico commerciale che dal Corno d’Africa arriva fino al Canale di Suez.

L’allarme dell’Onu

Anche le Nazioni Unite hanno espresso preoccupazione. L’inviato speciale Onu per lo Yemen, Hans Grundberg, ha sottolineato che gli Houthi si sono garantiti una presenza diretta vicino a uno degli stretti più vitali del mondo, con possibili ripercussioni sulla libertà di navigazione. Secondo Grundberg, la domanda che ora si pone alla comunità internazionale non è più se la guerra in Yemen riprenderà, ma come affrontare questa nuova e più pericolosa fase.

In stato d’allerta anche gli Stati Uniti. Secondo il sito americano Axios, il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman avrebbe telefonato due volte a Donald Trump per chiedergli di attaccare gli Houthi. Il presidente americano avrebbe però rifiutato di intervenire militarmente contro i ribelli, almeno per il momento, pur offrendo il supporto di Washington sotto forma di informazioni di intelligence e dati utili all’individuazione degli obiettivi. L’ammiraglio Brad Cooper, a capo del Comando centrale militare Usa, è intanto volato a Riad per incontri urgenti con le autorità saudite.

Restano intanto alte le tensioni anche sul fronte iraniano. Il New York Times ha rivelato che il vicepresidente JD Vance, contrario fin dall’inizio al conflitto, avrebbe consultato nei mesi scorsi diversi comandanti americani in Medio Oriente, Europa e Asia per valutare lo stato delle scorte militari, in particolare quelle di intercettori Patriot e missili di precisione, risultate fortemente ridotte. Nonostante ciò, Trump ha ribadito pubblicamente di non avere rimpianti sulla gestione della crisi con l’Iran.

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