In collaborazione con www.professionisti.it
E’ uno degli ultimi dilemmi rimasti aperti sulla questione (speriamo!). In molti si chiedono se, vista l’esenzione dal pagamento dell’Imu, anche la Tasi non verrà applicata sugli immobili rimasti invenduti da parte del costruttore. A differenza di quanto avviene per la tassa sugli immobili, infatti, il tributo sui servizi indivisibili deve essere corrisposto al comune di appartenenza. Sembrerebbe esserci un controsenso: trattandosi di immobili invenduti, e dunque non abitati, nessuno usufruisce dei servizi che il comune mette a disposizione. Eppure, in mancanza di un preciso provvedimento e delle imminenti scadenze, la tassa va corrisposta. Come affermato anche dalle associazioni che rappresentano i costruttori, tutto ciò ha pochissimo senso. Soprattutto considerando che dall’anno in corso le imprese non sono tenute a corrispondere l’Imu sui beni aziendali (compresi gli edifici invenduti). Il calcolo della Tasi, invece, non considera questi edifici alla stregua di merce invenduta ma come vere e proprie abitazioni, e come tali fruitrici di illuminazione e verde pubblico…anche se disabitate! I proprietari degli immobili invenduti, al momento, sono costretti al pagamento con le stesse modalità previste per gli altri cittadini. In riferimento alle scadenze per il saldo, ricordiamo che variano a seconda della data di avvenuta comunicazione al ministero dell’economia e delle finanze delle aliquote applicate da parte dei comuni. Le aliquote applicate per il calcolo, in più, variano anch’esse a seconda del comune di appartenenza.
Qualche consiglio utile ai nostri lettori. Fate riferimento al comune per conoscere tutte le delibere in merito o all’archivio presente sul sito del ministero. Una precisazione, infine, nel caso di immobili invenduti dati in affitto anche solo per brevi periodi. Sarà necessario calcolare la parte di Tasi spettante al proprietario e quella spettante all’affittuario per il periodo durante il quale l’immobile è stato concesso in locazione. Per le percentuali precise, ancora una volta, non si può far altro che rivolgersi al proprio comune di appartenenza, il responsabile della determinazione delle aliquote. …e anche della loro cancellazione! Sono molti i comuni nei quali è stato deciso di far corrispondere l’intero ammontare della tassa al solo proprietario, nonostante chi usufruisca dei servizi comunali sia a tutti gli effetti l’inquilino. Per il calcolo preciso è meglio recarsi da un esperto in materia o presso un centro di assistenza (soprattutto nel caso in cui il comune non avesse emesso i bollettini per il pagamento), per essere certi di non incorrere in sanzioni derivanti dai mancati o dai parziali pagamenti. Insomma, tanto per ricordarci ancora una volta che nel nostro Paese anche pagare le tasse non è un’impresa facile.
