ANBI, ASL Roma 6 ed Ente Parco trasformano boschi e laghi dei Castelli Romani in presidi terapeutici: con “Natura che cura” prevenzione, salute e adattamento climatico
Mentre l’Italia si prepara a vivere il picco dell’anticiclone africano Cerberus, con il bollino rosso in molte città e temperature estreme che stanno mettendo sotto pressione territori e popolazione, dai Castelli Romani arriva un segnale concreto di adattamento alla crisi climatica e di nuova alleanza tra salute, ambiente e prevenzione. Ad Ariccia, nella città metropolitana di Roma, ASL Roma 6, Ente Parco dei Castelli Romani e ANBI hanno firmato il protocollo d’intesa quinquennale “Natura che cura”, con l’obiettivo di trasformare il patrimonio naturale e lacustre del territorio in un presidio diffuso di salute pubblica. Il progetto si fonda sull’approccio integrato One Health, che lega benessere umano, tutela dell’ambiente, prevenzione sanitaria e salute degli ecosistemi.
L’accordo punta a valorizzare boschi, sentieri e laghi come luoghi di cura, prevenzione e promozione di corretti stili di vita. Le tre realtà firmatarie guideranno un programma articolato, che prevede lo sviluppo controllato della terapia forestale nei boschi del Parco e il macro intervento “Un Lago di Salute”, concentrato in particolare attorno ai laghi di Castel Gandolfo e Nemi, con il coinvolgimento attivo delle amministrazioni locali.
All’interno del programma rientra anche il progetto pilota “Obiettivo Salute 2026”, pensato per migliorare gli stili di vita della popolazione attraverso attività fisica, alimentazione sana e contrasto alla sedentarietà. Il percorso sarà seguito da medici specialisti dell’azienda sanitaria attraverso un approccio multidisciplinare: fisioterapisti guideranno i partecipanti nella corretta postura del movimento in natura e nella prevenzione dei disturbi muscolo-scheletrici, mentre un’équipe di psicologi analizzerà le risposte emotive legate al contatto sensoriale con l’ambiente.
Il progetto monitorerà inoltre un campione di cittadini sedentari, con l’obiettivo di accompagnarli gradualmente verso la partecipazione a una competizione sportiva nel 2027. L’iniziativa vuole così trasformare il contatto con la natura in uno strumento concreto di prevenzione, educazione alla salute e benessere psicofisico. Nel quadro del protocollo sarà avviata anche una campagna di prevenzione attiva e di prossimità, con il potenziamento degli screening gratuiti e delle attività di counseling dedicate all’adozione di corretti stili di vita. L’obiettivo è contrastare i principali fattori di rischio cronico-degenerativi e rendere i cittadini protagonisti consapevoli della propria salute.
Un ruolo centrale sarà affidato anche all’area veterinaria, in coerenza con la visione One Health. Le attività saranno orientate a garantire l’equilibrio tra benessere animale e salvaguardia della fauna, monitorando l’interazione uomo-animale nei contesti naturali e promuovendo iniziative di sorveglianza e prevenzione dei rischi ambientali legati alla fruizione delle aree naturalistiche. “La medicina del futuro deve necessariamente uscire dalle sole mura degli ospedali per calarsi nel tessuto sociale e naturale”, ha affermato Giovanni Profico, direttore generale della ASL Roma 6.
Per Massimo Gargano, direttore generale di ANBI, la tutela della risorsa idrica e la gestione dei bacini lacustri di Castel Gandolfo e Nemi rappresentano un elemento essenziale per la salute del territorio e dei suoi abitanti. “Ci impegniamo a verificare costantemente la piena compatibilità idraulica e ambientale delle attività sportive e sociali programmate, assicurando che l’interazione con l’elemento acqua sia una risorsa di benessere per tutti”, ha sottolineato.
Anche l’Ente Parco dei Castelli Romani sarà parte attiva del progetto, garantendo la sicurezza e la sostenibilità delle attività nei sentieri e lungo le sponde lacustri. Il presidente Ivan Boccali ha evidenziato il valore di un territorio che, da semplice area protetta, diventa uno strumento di cura accessibile a tutti, nel rispetto della biodiversità e degli ecosistemi. Nei prossimi giorni sarà definito il calendario delle “Giornate della Salute”, che animeranno i Castelli Romani con camminate terapeutiche, eventi pubblici di sensibilizzazione e attività di prevenzione. A supporto del programma sarà attivata anche un’unità mobile polifunzionale, che offrirà screening gratuiti, consulenze mediche e materiale informativo, rendendo la prevenzione un servizio accessibile anche nei luoghi della natura.
Con “Natura che cura”, i Castelli Romani si candidano così a diventare un laboratorio innovativo di salute pubblica, adattamento climatico e valorizzazione ambientale. Un modello che unisce istituzioni sanitarie, gestione del territorio e tutela delle risorse naturali, trasformando boschi e laghi in alleati concreti del benessere delle comunità.

