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Green

Contro i cambiamenti climatici la soluzione potrebbe non essere quella della mobilità elettrica. Lo ribadisce uno studio dell'Adema, l'agenzia pubblica francese dell'Ambiente e del Controllo dell'Energia.

Il problema è infatti l'origine dell'energia utilizzata per alimentare le vetture. In Francia, per esempio, l'auto elettrica diventa virtuosa dopo aver percorso 50mila chilometri mentre appena uscita dalla fabbrica, ha già emesso più Co2 di una a benzina. La colpa è delle emissioni prodotte dall'estrazione dei metalli che compongono la batteria. Ve detto, aggiungono gli studiosi, che il gap di emissioni si recupererebbe più velocemente se venisse utilizzato il nucleare, ma qui si aprirebbe tutto il problema delle scorie radioattive.

Se si considera un ciclo di vita medio stimato di 150mila chilometri, le vetture elettriche risultano comunque più green, con 10 tonnellate di Co2 emessa, contro le 22 di un diesel e le 27 di una macchina a benzina.

Completamente diversa la situazione in Germania dove il 44% dell'elettricità proviene dal carbone, molto inquinante. Qui una vettura elettrica sarà più inquinante di una tradizionale fino a 100mila chilometri e alla fine del ciclo medio di vità avrà emesso ben 21 tonnellate di Co2, praticamente quanto un diesel.

Lo studio sottolinea l'importanza della fase di fabbricazione del veicolo elettrico e, in particolare, dell'estrazione dei metalli per la produzione della batteria. E conclude che alcuni tipi di batterie possono ridurre questo impatto del 20-40%.

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