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Bitcoin, il nuovo oro della rete che consuma più energia dell’Argentina

Bitcoin, la moneta virtuale per scambiare denaro online in sicurezza, senza passare da nessuna banca, sembra essere diventata il nuovo oro della rete. Ne sono tutti pazzi, tranne il nostro caro ambiente. La criptovaluta, secondo un recente studio dell’Università di Cambridge, consumata più elettricità dell’intera Argentina. A pesare sono sui consumi sembra essere la mole dei calcoli informatici necessari a verificare tutte le transizioni. 

In un mondo dove tutto è anche digitalizzato a pagare il prezzo più alto è l’ambiente. I bitcoin– si legge nel report– sono criptovalute “assetate di potere”, che richiedono pesanti calcoli informatici per verificare le transazioni. I ricercatori di Cambridge affermano che queste monete virtuali consumano circa 121,36 terawattora (TWh) all’anno ed è improbabile che queste cifre calino a meno che il valore della valuta non crolli.

Bitcoin, la mossa di investimento di Elon Musk

E' infatti "fresca" la notizia del multimilionario di Tesla, Elon Musk, di investire proprio in bitcoin, portando il loro valore alle stelle. Secondo quanto riportato dalla testata economica Forbes, in particolare, solo nella settimana 8-11 febbraio, il loro prezzo è arrivato intorno ai  $ 50.000, proprio dopo che Tesla ha annunciato di aver acquistato $1,5 miliardi di Bitcoin e di aver pianificato di accettarlo come pagamento in futuro, aumentandone il valore del 350% negli ultimi 12 mesi.

L’aumento del prezzo e quindi della loro “appetibilità”– fa sapere Green Me– sta spingendo infatti i minatori di Bitcoin a far funzionare sempre più macchine, incrementando il consumo di energia. La moneta non è infatti “reale” e le transazioni che vengono effettuate (a volte in modo truffaldino) hanno necessità di essere monitorate in continuazione. 

Michel Rauchs, coautore dello strumento online che genera queste stime, spiega alla BBC che “è davvero in base alla progettazione che Bitcoin consuma così tanta elettricità. Questo non è qualcosa che cambierà in futuro a meno che il prezzo dei Bitcoin non scenda in modo significativo”. Il valore stimato di 121,36 terawattora (TWh) all’anno appare così più alto dei consumi energetici totali dell’intera Argentina. Se i Bitcoin fossero uno Stato– riporta Green Me– sarebbero tra i primi 30 al mondo per consumi e quindi estremamente dannosi all’ambiente.

“Il Bitcoin è letteralmente anti-efficiente – commenta David Gerard, autore di Attack of the 50 Foot Blockchain – Quindi un hardware di mining più efficiente non sarà d’aiuto: sarà solo in competizione con altri hardware di mining efficienti. Ciò significa che l’uso di energia di Bitcoin, e quindi la sua produzione di CO2, è solo una spirale verso l’esterno”.

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