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Economia
Bitcoin, l'azzardo di Mister Tesla. Musk è la nuova droga dei mercati

Se Giano bifronte dovesse avere un volto umano, probabilmente sarebbe quello di Elon Musk. Il dio dell’antichità che conteneva al suo interno le opposte tensioni dell’animo umano, è quanto di più vicino al magnate sudafricano. Il quale continua a giocare con l’economia mondiale come se fosse il suo orticello. In un anno ha scalato tutte le posizioni della classifica dei più ricchi al mondo, eppure si fuma le canne in diretta radio come se fosse uno studentello qualsiasi; plaude allo spontaneismo finanziario dei gruppi su Reddit che hanno messo a ferro e fuoco Wall Street (lasciandosi però dietro le macerie di chi li ha seguiti senza avere l’esperienza necessaria per farlo), ma poi strepita quando la sua Tesla non viene ammessa sul listino principale. 

Annuncia una rivoluzione green capitanata proprio dalla sua auto futuristica, ma poi investe 1,5 miliardi di dollari in bitcoin, la valuta più inquinante che ci sia visto che i consumi necessari per “sminare” la blockchain sono – secondo il Centro di Finanza Alternativa dell'Università di Cambridge - pari a 92,8 terawatt/ore annualizzate, pari ai consumi di una città come Kansas City o di un’intera nazione come lo Sri Lanka. 

Elon Musk non è la causa, ma semmai il prodotto di un turbocapitalismo che lui ha imparato a decrittare rapidamente. È un genio, questo sudafricano, perché ogni giorno mette alla berlina i difetti e le perplessità dei mercati. Se qualcuno investisse quasi il 10% della cassa disponibileTesla ha liquidità per 19,4 miliardi – in un prodotto volatile per natura andrebbe contro a qualsiasi dettato di finanza che suggerisce di diversificare quanto più possibile gli investimenti.

Eppure Musk ne esce ogni volta con quella faccia sorridente, quello sguardo sfrontato che sembra ogni volta preludere a una nuova sfida. Anche perché tutte le volte in cui si lancia in qualcosa porta avanti il più classico dei trucchi, ribaltandolo: punta la luna mentre l’oggetto da guardare sarebbe il dito. Quando si è lanciato nell’avventura di SpaceX lo ha fatto lanciando la proposta di un turismo “spaziale” accessibile a tutti.

Ora che l’azienda funziona a regime scopriamo che il vero interesse di Musk era quello di lanciare satelliti in orbita per governare la connessione mondiale delle zone più difficilmente raggiungibili e, al tempo stesso, fornire supporto alla Nasa e alle altre agenzie spaziali per svolgere lanci a prezzi più bassi. La valutazione dei bitcoin è decollata fino a 40mila dollari, salvo poi rientrare a 37mila.

(Segue...)

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