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Clima: Verdi, lettera appello a Renzi #cambiaclima

Signor presidente,

L’Enciclica Laudato si’ di sua Santità Papa Francesco rappresenta un forte richiamo etico e morale per tutti i governi affinché si faccia presto per salvare il Pianeta dai cambiamenti climatici in atto che rappresentano un grave problema per le sorti della Terra e per le sorti dell’umanità.

In un passaggio di questa storica enciclica si afferma che «la tecnologia basata sui combustibili fossili, altamente inquinanti – specialmente il carbone, ma anche il petrolio e, a un livello minore, il gas – devono essere sostituiti gradualmente e senza ritardi». Si tratta di un messaggio importante che chiede a chi guida i governi di sostenere la conversione delle politiche energetiche verso fonti pulite.

L’inquinamento dell’aria, secondo l’Agenzia europea per l’ambiente in uno studio presentato a ottobre, in Italia costa 43 miliardi di euro l’anno: si tratta di 2,5 punti di Pil della nostra economia. Nonostante questi dati si taglia il trasporto pubblico e si consente di inquinare di più come accaduto con il decreto 91/2014.

Chiediamo al governo un radicale cambio di rotta sulle politiche ambientali e di contrasto ai cambiamenti climatici: con le scelte fino ad oggi adottate, non solo non si aiuta l’economia ma non si preserva nemmeno il futuro delle generazioni presenti e future del nostro Paese.

I costi economici e sociali dell’inquinamento, in Italia, sono pesanti se pensiamo che studi epidemiologici europei parlano di decine di migliaia di morti ogni anno nelle maggiori città italiane solo a causa delle polveri sottili; secondo uno studio dell’Agenzia europea per l’ambiente in Italia i morti causati dall’inquinamento sarebbero più di 67 mila ogni anno. A ciò vanno aggiunti i costi a carico del servizio sanitario e le giornate di lavoro perse che, in Italia, ammontano a 2,5 milioni.

Le politiche dell’Italia non vanno nella direzione di un reale cambio di strategia e di concreto contrasto ai cambiamenti climatici. La scelta fatta con il decreto Sblocca Italia di rilanciare la ricerca del petrolio attraverso le trivellazioni va nella direzione opposta a quello che si dovrebbe fare per ridurre il surriscaldamento del Pianeta. Insieme a questa scelta gli ultimi governi che si sono susseguiti hanno pesantemente penalizzato il settore delle fonti energetiche rinnovabili, a partire dal fotovoltaico, a tal punto che migliaia di imprese hanno chiuso provocando un grave danno all’economia e occupazione.

Le politiche di bilancio hanno portato a una drastica riduzione dei fondi per il trasporto pubblico locale a tal punto che oggi da Milano passando per Roma e Napoli arrivando a Palermo utilizzare i mezzi pubblici da parte dei cittadini è diventato un gesto eroico.

Le chiediamo un ripensamento e quindi un cambiamento su alcune scelte effettuate dal governo in materia di politiche energetiche, sul trasporto pubblico, sul consumo del suolo e della difesa della biodiversità:

1.    Solarizzare e decarbonizzare l’Italia per puntare a una politica energetica 100% rinnovabile;

2.    Un piano strategico per il trasporto pubblico;

3.    Una politica per i parchi, la difesa della biodiversità e lo stop al consumo del suolo;

4.    Una strategia industriale che investa nel radicale abbattimento dell’inquinamento e contestualmente favorisca l’innovazione tecnologica e di prodotto;

5.    Politiche di defiscalizzazione per chi investe pulito.

Dobbiamo guardare al futuro creare le condizioni per anticipare la terza rivoluzione industriale e non è utopistico pensare che un giorno non tanto lontano, grazie anche alle nostre azioni e con accordi globali, il motore a scoppio sarà consegnato alla storia per far posto all’auto del futuro 100% pulita e non più alimentata dal petrolio.

 

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