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Crisi climatica, allarme minori: 710 milioni vivono in 45 Paesi vulnerabili

La crisi climatica è una drammatica minaccia per 710 milioni di bambini in tutto il mondo che vivono nei 45 paesi a più alto rischio. Ma nell’ultimo anno l’attenzione al tema dell’ambiente è drasticamente calata rispetto all’anno precedente, l’informazione e le conversazioni sul web si sono infatti concentrate sulla pandemia di Covid-19. In occasione della Giornata Mondiale della Terra, Save The Children, lancia , attraverso un video distopico, un messaggio di allarme e di speranza, perché la crisi climatica è una grave minaccia, soprattutto per i più vulnerabili, ma si può e (deve) ancora fare qualcosa per salvare il pianeta e il futuro.  Nel breve racconto video si vede un bambino non ancora nato che immagina il mondo che lo accoglierà e chiede di agire subito e rendere i bambini e i ragazzi protagonisti delle scelte che riguardano il futuro del Pianeta. 

In particolare, secondo un'analisi condotta da Reputation Manager, nell'anno del Covid i contenuti online riguardanti ambiente, sostenibilità, inquinamento e alcuni fenomerni legati al cambiamento climatico come desertificazione, siccità e scioglimento dei ghiacciai, hanno subito un netto calo del 20%. Le conversazioni riguardo tali temi sono passate dalle 221mila del 2019 alle 176mila del 2020. La sostenibilità ambientale, invece, è stata la tematica maggiormente citata con un +25%, passando dai 39mila contenuti del 2019 ai 49mila del 2020.

Alla scarsa informazione, si aggiunge anche il problema della sostenibilità della vita. Secondo Save The Children sono ancora 710 milioni i minori che vivono in 45 Paesi con il più alto rischio climatico al mondo. L’Organizzazione, sottolinea come il 70% dei paesi ad alto rischio di impatto climatico sia nel continente africano. Ma gli effetti dei cambiamenti climatici stanno peggiorando la già disastrosa situazione di altre aree del mondo come lo Yemen, dove il conflitto ha già causato milioni di bambini denutriti, o il Bangladesh dove i minori sono esposti a inondazioni, cicloni e innalzamento del livello del mare o la Repubblica Democratica del Congo dove la malaria e la febbre dengue affliggono bambini e adolescenti.

“Purtroppo la crisi climatica sembra destinata a peggiorare, a meno che non si intraprendano azioni urgenti- ha affermato la direttrice di Save The Children Italia Daniela Fatarella-. È fondamentale che su questa problematica, vengano ascoltati i bambini, i primi a pagare le conseguenze dell’impatto di cambiamenti climatici sempre più disastrosi. I più piccoli dovrebbero essere coinvolti nella definizione delle politiche da portare avanti, proprio perché è in gioco il loro presente e soprattutto il loro futuro. Sfortunatamente, il fattore tempo è fondamentale e sembra che questo non giochi a nostro favore. Bisogna intraprendere un’azione tempestiva il prima possibile, per non perdere intere generazioni”. 

 

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