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Energia, l’era del petrolio si è conclusa: la roadmap a emissioni zero al 2050

"Un salto precedenti", uno "sforzo collettivo": così l'Agenzia internazionale dell’energia (Iea) definisce la portata della grande sfida globale che da qui al 2050 i governi e le economie mondiali dovranno affrontare per il raggiungimento delle "zero emissioni". Un obiettivo sempre più prossimo che ha portato, nel corso del 2020, diversi Paesi come Stati Uniti, Cina e Unione Europe ad annunciare traguardi climaticamente neutri entro 30 o 40 anni. Ma "gli impegni dei governi fino ad oggi sono ben al di sotto di ciò che è necessario per portare le emissioni globali di anidride carbonica legate all’energia a zero entro il 2050 e dare al mondo una possibilità di limitare l’aumento della temperatura globale a 1,5 gradi", rivela l'Iea nel suo ultimo rapporto "Net Zero by 2050", stilato su richiesta della presidenza della COP26, la conferenza ONU sul clima che si terrà il prossimo novembre a Glasgow. 

“La nostra tabella di marcia mostra le azioni prioritarie che sono necessarie oggi per assicurare che l’opportunità di emissioni nette zero entro il 2050, ancora raggiungibili, non vada persa", afferma il direttore esecutivo dell’Iea Fatih Birol. "Il percorso dell’Iea verso questo futuro più luminoso porta un’ondata storica di investimenti in energia pulita che crea milioni di nuovi posti di lavoro e garantisce una crescita economica globale. Spostare il mondo su questo percorso richiede azioni politiche forti e credibili da parte dei governi, sostenute da una maggiore cooperazione internazionale”, sottolinea Birol. Decisioni politiche, investimenti economici e innovazioni tecnologiche saranno alla base della transizione. Il cambiamento- avverte l'Iea- deve avvenire ora: la strada è lunga e percorribile, ma il tempo sempre più "stretto". Già dal 2022 la roadmap punta allo stop dei combustibili fossili (carbone, petrolio e gas), all'accelerazione sulle fonti rinnovabili, con un occhio privilegiato per solare ed eolico, alla riduzione del consumo energetico e all'utilizzo integrato di bioenergie, idrogeno e cattura e stoccaggio di carbonio. 

Secondo la strada indicata dall'Iea avverrà una "trasformazione senza precedenti del modo in cui l’energia viene prodotta, trasportata e utilizzata a livello globale". Per quanto riguarda la produzione, le fonti fossili non saranno più al centro del mix energetico: il loro consumo dovrebbe calare fino a fornire non più del 20% del fabbisogno globale. I combustibili che rimaranno sul mercato dovranno essere utilizzati in beni in cui il carbonio è incorporato nel prodotto come plastica, cemento e acciaio e nei settori in cui le opzioni tecnologiche a basse emissioni sono scarse, rivela il report. Nel complesso, l’Iea ritiene che la domanda di petrolio nel 2050 scenderà del 75% e quella di gas del 55% rispetto ai livelli del 2020. Ma più in generale è la domanda globale di energia a scendere: secondo le stime del -8%, con un consumo pro capite in picchiata visto che ci saranno 2 miliardi di persone in più di oggi. 

Nel mix energetico a trovare maggiore spazio saranno le fonti pulite: due terzi della fornitura globale di energia entro il 2050 arriverà da fonti eoliche, solari, geotermiche e idroelettriche. In particolare, il solare diventerà la fonte principale, arrivando a rappresentare un quinto delle forniture energetiche, con una capacità di 20 volte superiore rispetto a quella odierna. Entro il 2050, quasi il 90% della produzione di elettricità sarà fornita dalle rinnovabili:  solo eolico e solare conquisteranno il 70% del totale, mentre il restante sarà occupato dal nucleare. Inoltre, secondo lo scenario entro il 2050 le auto in circolazione in tutto il mondo funzioneranno con elettricità o celle a combustibile. I combustibili a basse emissioni saranno invece essenziali laddove il fabbisogno energetico non potrà essere soddisfatto facilmente o economicamente grazie all'elettricità, sottolinea il report.  

Investimenti economici, politiche innovative e cooperazione tra Stati: sono queste le parole chiave per raggiungere un obiettivo così ambizioso. Ma non solo. Anche il singolo cittadino dovrà fare la sua parte: “I cambiamenti influiranno su molti aspetti delle vite delle persone, dal trasporto al riscaldamento, dalla cucina alla pianificazione urbana, fino ai lavori", sottolinea il report.  "Stimiamo che circa il 55% della riduzione delle emissioni dipenderà dalle scelte dei consumatori, come ad esempio procurarsi un auto elettrica, riqualificare la propria abitazione rendendola efficiente da un punto di vista energetico o installando pompe di calore. Cambiamenti nel comportamento, specialmente nelle economie avanzate, come sostituire all’auto una camminata, la bicicletta o il trasporto pubblico, o rinunciare a una longa tratta di volo aereo, porteranno a una riduzione complessiva del 4% delle emissioni”, si legge nel rapporto. Cambi di passo non solo politici ma anche individuali e "quotidiani" potranno quindi fare la vera differenza

Infine, in questa "roadmap" nessuno rimarrà escluso, "il percorso delineato è di portata globale, ma ogni paese dovrà progettare la propria strategia, tenendo conto delle proprie circostanze specifiche. I piani devono riflettere i diversi stadi di sviluppo economico dei paesi: nel piano le economie avanzate raggiungono lo zero netto prima delle economie in via di sviluppo. Ma l’Iea è pronta a sostenere i governi nella preparazione delle loro tabelle di marcia nazionali e regionali, a fornire guida e assistenza nella loro attuazione, e a promuovere la cooperazione internazionale per accelerare la transizione energetica in tutto il mondo”, ha precisato il direttore esecutivo Birol. 

 

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