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soldi in mano

Nuova puntata della rubrica di Affaritaliani.it in collaborazione con www.nonsprecare.it Vuoi non sprecare? Scrivi e chiedi consiglio ad Antonio Galdo: angaldo@gmail.com

Di Antonio Galdo

Ci risiamo. Come a proposito delle polizze assicurative, anche per quanto riguarda i costi dei conti correnti l’Italia resta un’anomalia: paghiamo troppo, la trasparenza è poca, e facciamo fatica a scansare i trucchi delle banche. La Banca d’Italia ha appena segnalato una scoperta interessante: i vecchi conti correnti costano di più, circa il 40 per cento. Conviene, dunque, cambiare banca, dove come nuovo cliente si può ottenere una spesa attorno ai 60 euro l’anno, rispetto al costo medio di un conto vecchio che si aggira sui 101 euro.

DIMINUISCONO LE SPESE FISSE, AUMENTANO LE VARIABILI. È sempre la Banca d’Italia a dirci che le banche hanno diminuito le spese fisse (che valgono il 57 per cento dei costi), ma aumentato quelle variabili (26,2 per cento dei costi) e innanzitutto le spese per gli utilizzi a debito (16,5 per cento): tirando le somme, restiamo i più cari d’Europa.

E i numeri della Banca d’Italia non coincidono con le statistiche della Commissione europea che, invece, segnala un costo per le spese annua del conto corrente in Italia pari a 259 euro rispetto a una media europea di 114 euro. Qualcosa non torna in questa contabilità, e andrebbe fatta chiarezza a tutela dei consumatori, anche perché le differenze tra le due statistiche sono troppo ampie.

CONTI CORRENTI COME RISPARMIARE. Intanto ci sono alcune buone regole da seguire per provare a sfuggire alle trappole degli istituti di credito. Ecco le più importanti:

1) Fate una verifica periodica dei costi del conto. Non c’è bisogno di leggere le tonnellate di carte che arrivano dalla banca, spesso incomprensibili, ma basta parlare con un funzionario e chiedere i numeri chiari. Fatevi dire anche i costi dei bolli e della tassazione: è tutto aumentato.
2) Confrontate le condizioni proposte dalla vostra banca con le offerte sul mercato. Potete recarvi direttamente presso altri sportelli, oppure utilizzare la Rete, ottimo strumento per le verifiche incrociate. Un sito da segnalare per i confronti è sostariffe
3) Prendete in considerazione, ma studiatele bene, le proposte “a pacchetto”. In pratica la banca non contabilizza più i costi per ciascuna singola operazione, ma propone un costo complessivo a forfait. E’ uno strumento che gli istituti utilizzano per farsi concorrenza, e dunque apre spiragli ai risparmi dei consumatori.
4) Il conto online è un’opportunità. Si tagliano i costi anche del 30 per cento, e per chi è pratico del web è anche facile da gestire. Sconsigliabile, invece, per le persone anziane e per chi non ha alcuna intenzione di aggiornarsi sul piano informatico.
5) Se avete subito qualche torto, protestate. E se la banca non vi ascolta potete rivolgersi, anche tramite qualche associazione dei consumatori, all’Arbitro bancario e finanziario. Lo scorso anno ci sono stati 4.301 ricorsi e nel 65 per cento dei casi l’esito è stato favorevole ai clienti. Un buon auspicio.
6) Non scoraggiatevi per cambiare banca e conto. Il trasferimento è molto semplice, e nessuno può complicarvelo.
 

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