Agosto è il mese in cui l’agricoltura lombarda lavora a pieno regime. Tra vendemmia e raccolta di angurie, meloni e pomodori, nella regione si contano oltre diecimila addetti impegnati tra i filari e i campi aperti. Ed è in questa finestra che la curva degli infortuni sul lavoro nel settore registra la sua impennata. A tracciare il quadro è Daniele Cavalleri, segretario generale della Fai Cisl Lombardia, che invita a leggere i numeri alla luce della concentrazione delle attività estive: “Sono periodi dove i numeri aumentano in maniera esponenziale e quindi aumentano anche gli infortuni, perché aumentano gli addetti“, osserva all’Adnkronos.
Il cuore della denuncia sindacale sta però in una contraddizione che chi lavora nei campi conosce bene: si stacca quando il termometro tocca i trenta gradi e si riprende quando ne segna trentotto. Significa affrontare le ore più roventi della giornata con un fisico che ha già accumulato fatica e disidratazione. Un meccanismo che il sindacato giudica insostenibile sul piano della sicurezza di chi raccoglie.
Il cambiamento climatico riscrive il calendario agricolo
C’è poi un fattore che sta ridisegnando in profondità l’organizzazione del lavoro agricolo, ed è il cambiamento climatico. Le raccolte vengono anticipate e compresse in intervalli di tempo sempre più stretti, con ritmi che si fanno più serrati. L’esempio arriva dalla Franciacorta: “Quest’anno era da anni che l’uva non veniva raccolta nella prima settimana di agosto, se non addirittura nell’ultima di luglio”, racconta il segretario. “Le ondate di caldo hanno fatto maturare molto più velocemente l’uva“. Un’accelerazione che comprime le finestre operative e costringe le squadre a lavorare più intensamente in meno giorni.
Il Mantovano nel mirino: la provincia più difficile
Tra i territori lombardi, il sindacato indica il Mantovano come l’area di maggiore complessità. È qui che la combinazione tra estensione delle colture, concentrazione della manodopera stagionale e condizioni climatiche estreme genera il quadro più delicato dell’intera regione. Un fronte su cui la Fai Cisl chiede attenzione, perché la stagione della raccolta non finirà con l’ultima ondata di calore.

