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Streaming, emissioni di CO2: quanto inquiniamo con Netflix & Co

L’attività di streaming genera emissioni, ma non solo legate alla CO2. E' necessario tenere conto anche del terreno occupato dalle infrastrutture del web e del consumo di risorse idriche ad esso collegato. Un recente studio, pubblicato su Resources, Conservation & Recycling, e condotto dalla Purdue University, Yale University e Massachusetts Institute of Technology (Mit), cerca di dare un’idea dell’entità del problema. Prendendo in considerazione–fa sapere Repubblica­–anche del verde che sarebbe necessario per bilanciare l’impatto ambientale delle nostre attività digitali, cominciando da una delle più comuni, come ad esempio una videochiamata. 

Streaming, quanto inquiniamo con Netflix & Co

La ricerca– riporta Repubblica– ha analizzato sia lo sfruttamento delle risorse naturali sia l'impronta di carbonio della Rete partendo da alcuni esempi concreti: un'ora di videoconferenza o streaming emetterebbe fra i 150 i mille grammi di anidride carbonica. Per avere un'idea, un litro di benzina bruciato da un'automobile ne emette circa 2200 grammi. Ma si è anche ipotizzato– rivela Repubblica- il consumo di risorse idriche delle infrastrutture che la rendono possibile, circa dai due ai 12 litri d'acqua, e l'occupazione del suolo che è di circa dieci pollici.

Roshanak Nateghi, professore di ingegneria alla Purdue, ha spiegato: "Se ci si concentra solo su un aspetto, le emissioni di carbonio, non ci si rende conto del reale impatto ambientale. E a volte basterebbe poco per migliorare la situazione". Secondo Nateghi– fa sapere Repubblica– lasciare ad esempio la fotocamera spenta durante la chiamata ridurrebbe l'impatto del 96%. Nello streaming invece se si adotta la definizione standard al posto di quelle più elevate, la riduzione è dell'86%. Ma dipende molto anche dal tipo di strumento:  l'impatto cambia se  si guarda una serie tv o un film su uno schermo a 65 pollici o su uno smartphone comune. 

Streaming, i dati e le stime approssimative della ricerca

Le stime della ricerca hanno riguardato: le impronte di carbonio e il consumo di acqua e territorio utilizzati su diverse piattaforme come YouTube, Zoom, Facebook, Instagram, Twitter, TikTok e altre 12, nei videogame online e nalla navigazione web. Maggiore è il numero di video utilizzati in un'applicazione–scrive Repubblica– maggiore è l'impatto. Netflix, rispetto a TikTok e Facebook, inquina di più. Da sottolineare che si parla di "stime su un utilizzo medio". E' infatti necessario specificare che lo streaming si svolge quasi sui televisori, mentre social come TikTok vengono fruiti esclusivamente su telefono. 

Streaming, l'impatto del web va studiato e calcolato

Kaveh Madani dello Yale MacMillan Center, collaboratore del gruppo di Nateghi, sottolinea: "L'impronta di carbonio di Internet era già aumentata prima della pandemia, arrivando a rappresentare circa il 3,7 per cento delle emissioni globali di gas serra. Ma l'assorbimento idrico e l'occupazione del territorio dell'infrastrutture del web, sono state ampiamente trascurate– e aggiunge– la situazione varia non solo in base alla piattaforma, ma anche in base al Paese se si guarda a i tre diversi indicatori".  

L'elaborazione e la trasmissione di dati negli Stati Uniti– rivela Repubblica– ha un'impronta di carbonio superiore del 9% rispetto alla mediana mondiale, ma il consumo di acqua e terra è inferiore rispettivamente del 45% e del 58%. Mentre la Germania ha un'impronta di carbonio al di sotto della mediana mondiale, ma di acqua e terra più alta.

 

 

 

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