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Svolta green, allarme materie prime: prodotti introvabili e prezzi alle stelle

Litio, cobalto e non solo: a guidare la transizione ecologica saranno sempre più le cosiddette "terre rare", materiali tanto preziosi quanto poco trovabili in natura, essenziali per il mercato elettrico e digitale. Materie prime fondamentali che, dopo lo stop pandemico, si sono ritrovate protagoniste di un "everything bubble", come lo chiamano gli inglesi, ovvero una bolla speculativa sui prezzi di qualunque cosa, che per un Paese trasformatore come l'Italia che importa quasi tutto, sta diventando un problema serio e cruciale. A pesare su tale contesto è la somma di una serie di fattori: da quelli reali legati all'approvigionamento, a quelli logistici, rimasti bloccati per mesi, fino ai finanziari: a oggi sul mercato finanziario le materie prime godono di una posizione privilegiata. Ma secondo alcuni esperti "questa situazione si sgonfierà, perché i livelli produttivi sono ancora più bassi di quelli del 2019, quindi nel giro di alcuni mesi i prezzi scenderanno a livelli che rispecchiano la domanda reale". 

In realtà per alcune commodities questo ragionamento non vale. Le materie prime sopra citate, tra cui rame, litio, silicio, cobalto, nichel, stagno, zinco e molte altre, indispensabili per le prossime rivoluzioni (green e digitale), negli ultimi mesi hanno subito aumenti record dei prezzi. Il Corriere della Sera, per rendere l'idea della situazione, riporta alcuni numeri: lo stagno, usato per le microsaldature nel settore elettronico, ha registrato un incremento del 133%. Il prezzo del rame è aumentato del 115%, il rodio, una "terra rara" utilizzata per collegamenti elettrici e per la realizzazione di marmitte catalitiche, è salita del  447%. O ancora il neodimio, che serve soprattutto nella produzione di supermagneti per i sistemi di illuminazione e l’industria plastica, è super richiesto: più 74%. 

A questo aumento, si aggiunge il fattore "rintracciabilità": secondo la Commissione europea le materie prime "critiche", difficili da trovare, a oggi sono ben 30. Tra queste spiccano il litio e il cobalto, fondamentali per il futuro ecologico. Secondo le stime della Commissione- riportate dal CorSera- nonostante il blocco la domanda continuerà a crescere: per le batterie dei veicoli elettrici e lo stoccaggio dell’energia nel 2030 l’Unione europea avrà bisogno di un approvvigionamento di litio fino a 18 volte superiore a quello attuale, e cinque volte di cobalto. Nel 2050 le stime parlano di dati "triplicati", mentre la domanda di terre rare utilizzate nei magneti permanenti come veicoli elettrici, tecnologie digitali e generatori eolici sarà quattro volte tanto. In tale quadro sarà quindi sempre più necessario potenziare l'attività di riciclo dei metalli pregiati, puntando sulle filiera di raccolta, stoccaggio e riciclo (a oggi mancanti). Infine, saranno sempre più essenziali politiche estere e industriali comunitarie per ottenere concessioni, operando in una relazione di "sinergia" con i Paesi esportatori. 

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