Per la prima volta i giovani di tutte le forze politiche italiane si sono ritrovati insieme a Ceglie Messapica, nella cornice della nona edizione de La Piazza – Il Bene Comune, la kermesse politico-economica organizzata da Affaritaliani e dall’Associazione La Piazza, in programma dal 27 al 29 agosto. Un confronto trasversale sul futuro del Paese – che si è svolto alla presenza del Ministro del Lavoro Marina Calderone – con un format innovativo: ai rappresentanti delle forze politiche giovanili è stato chiesto di mettersi nei panni di una campagna elettorale e presentare una proposta concreta per il futuro del Paese, rispondendo a tre domande: quale problema si vuole risolvere, cosa si propone di fare e perché la misura dovrebbe funzionare.
Dopo una breve discussione le proposte che hanno ricevuto più voti sono state quella di FdI, votata anche dal Partito democratico, e quella del Pd votata da Azione e Iv. A chiudere il Ministro del Lavoro Marina Calderone. Di seguito tutte le proposte.
Fratelli d’Italia: “Affitti universitari, lo Stato deve essere vicino a chi merita”
Per Fratelli d’Italia il tema scelto è quello degli affitti universitari, a partire dal terzo comma dell’articolo 34 della Costituzione: “È un principio fondamentale: chi merita ha diritto, anche senza mezzi, a raggiungere il livello più alto possibile dei propri studi. È un principio cardine dello Stato italiano”. La proposta parte da quanto già fatto dal governo Meloni: “Lo abbiamo fatto partendo da ciò che è stato già fatto. Il governo Meloni ha approvato il Piano Casa, ma abbiamo voluto fare di più: l’abbassamento della cedolare secca dal 21 al 10%. Lo Stato vicino a chi fa impresa può andare avanti e i centristi saranno d’accordo con noi”. La seconda parte della proposta riguarda invece i criteri per la determinazione dei canoni: “La prima proposta non ha senso di esistere senza la seconda. Deve esserci una riformulazione dei criteri fatti a livello comunale per fissare le fasce di prezzo degli affitti. Il primo criterio è la zona in cui viene locato l’immobile, poi i servizi offerti e poi le fasce Isee. Lo Stato deve essere vicino a chi merita. Noi crediamo nel merito”.
Il Pd: “Il mare è di tutti, il 50% delle spiagge deve essere libero”
Filippo Gemini, per il Partito Democratico, ha presentato la proposta «Destinazione mare»: “La situazione degli stabilimenti balneari è insostenibile, con prezzi fuori controllo. Bisogna avere il coraggio di fare ciò che va fatto: mettere a bando le concessioni attraverso appalti. Il mare è di tutti e il 50% deve essere libero, mentre l’altro 50% può andare a gara, ma attraverso dei canoni. L’Italia riceve 120 milioni di euro da un settore che fattura 15 miliardi di euro l’anno: sono risorse che possiamo utilizzare per tutelare le nostre coste”. “Non esiste più la costa da Messina a Catania e sono effetti del cambiamento climatico. Prendiamoli da qui, tra i profitti delle nostre spiagge. Siamo inoltre per l’abolizione di un contratto firmato da sindacati privati dei balneari e per l’applicazione del contratto del turismo”.
Forza Italia: “Il diritto allo studio non deve avere colore politico”
Francesco Mancini, vicecoordinatore regionale di Forza Italia in Puglia, ha presentato una proposta sul tema delle borse di studio: “Ci è capitato di ricevere borse di studio per merito o Isee, ma le Regioni esaurivano i fondi. La nostra idea, che porteremo alla ministra Bernini, è introdurre un fondo che attinga dalle Regioni che riescono a coprire il 100% delle richieste e ridistribuisca le risorse a quelle che non riescono a coprirle. Il diritto allo studio è su base regionale, ma deve essere nazionale. Uno studente, per studiare, non deve scegliere Milano, Puglia o Calabria in base alla ragione di reddito e di soldi, ma deve poter scegliere la facoltà e seguire le proprie inclinazioni personali, senza trascurare il merito, che deve essere alla base. Il diritto allo studio non ha colore politico”.
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Italia Viva, “Liberi di restare”: quattro proposte per i giovani
Italia Viva ha presentato la maxi-proposta «Liberi di restare», articolata in quattro punti per garantire ai giovani la possibilità di costruire una carriera in Italia e, per chi è andato all’estero, di tornare nel Paese senza rinunciare a prospettive lavorative. Il primo punto è la «Star Tax», con un abbassamento delle tasse per i giovani: “Oggi un giovane paga le stesse tasse di una persona che ha già comprato una casa a 60 anni. Noi proponiamo aliquote fisse Irpef del 10% per gli under 30 e del 10% per gli under 40”. Il secondo riguarda i tirocini curriculari ed extracurricolari: “Abolire e dare una nuova veste di regolamentazione”. Il terzo punto è il rientro dei cervelli in Italia, garantendo “un salario di ingresso all’altezza del costo della vita”. Infine, il tema dell’università: “L’Italia è tra i Paesi con meno laureati, ma la possibilità o meno di laurearsi non deve dipendere dal conto in banca”.
Lega, livelli di equità generazionale e di autonomia per sostenere i giovani
La Lega ha presentato una proposta volta a istituire i «Livelli di equità generazionale e di autonomia», con l’obiettivo di intervenire su due fronti. Il primo riguarda un «Fondo Futuro Giovani» copartecipato, mentre il secondo punta a utilizzare i risparmi derivanti dalla riduzione degli interessi sul debito per finanziare interventi strutturali a favore delle nuove generazioni. La proposta interviene anche sul tema dell’accesso ai concorsi, in particolare nella Pubblica amministrazione: “Abbiamo ragionato anche sul problema dell’accesso ai concorsi, soprattutto della PA. Vogliamo introdurre delle riserve per i giovani tra i 18 e i 35 anni, dando priorità a chi ha acquisito un diploma o una laurea”.
AVS, Corvino: “Emancipazione per ripopolare le aree interne”
Corvino, dei Verdi, ha presentato la proposta «Emancipazione», pensata in un duplice senso: “Nel senso di emancipazione delle aree interne rispetto alla grande città”. La proposta punta a intervenire sulle politiche di ripopolamento delle aree interne, affrontando il diritto all’abitare e il sostegno alle famiglie, ma anche il problema dello spopolamento. “Cosa proponiamo? Una legge per il diritto d’uso delle aree abbandonate, a livello di edifici e aree agricole e boschive. Si parte da un censimento delle aree, con bandi pubblici per l’assegnazione e criteri di preferenza per gli under 40 e per le associazioni no profit. L’assegnazione sarà temporanea e prevede un canone di affido: una parte di questo canone andrà al proprietario del terreno o dell’edificio abbandonato”. La proposta prevede inoltre «un sistema di incentivi per i lavoratori che lavorano stabilmente nelle grandi città», con l’obiettivo di favorire il ripopolamento e il ritorno a vivere nelle aree interne.
Azione: “Un fondo per ogni nascituro per sostenere natalità e futuro previdenziale”
Filippo Ricco, per Azione, ha presentato una proposta che punta a rispondere a due esigenze: «Calmierare il disequilibrio tra chi lavora e chi percepisce la pensione, ma anche invogliare i giovani a fare figli, nella consapevolezza che la prole riceverà un trattamento previdenziale». La proposta prevede «l’istituzione di un fondo azionario gestito dallo Stato, in cui lo Stato versa 10 euro al mese per ogni nascituro, a patto che la famiglia d’origine versi la stessa cifra». Il fondo avrebbe un tasso di interesse del 7% e una proiezione sui 25 anni: «Il beneficiario, al 25esimo anno di età, si ritroverebbe circa 16.900 euro». A quel punto, il beneficiario potrebbe scegliere come utilizzare la somma: «Può dirottare questa somma su un fondo previdenziale oppure farla transitare, anche nel privato, fino ad arrivare all’età pensionabile. Il beneficiario potrà scegliere se far transitare le somme su un rapporto previdenziale complementare, che integrerà la pensione, oppure farle transitare direttamente sull’Inps o sugli enti previdenziali, anticipando l’età pensionabile».
Il Movimento punta su tirocini e formazione
Federica Balba, del M5s, ha presentato una proposta sul tema dei tirocini e della formazione: «Ci chiedono di essere formati: tirocini e stage non retribuiti, dottorati con compensi insufficienti, scuole di specializzazione con sostegno esiguo. Sono anni di formazione che hanno costi di trasporto, spese quotidiane e nessun contributo dal punto di vista previdenziale». La proposta prevede che «per i tirocini extracurriculari vengano garantiti dei principi fondamentali: un’indennità congrua che riconosca il tempo e l’impegno del tirocinante, il rimborso obbligatorio delle spese per sostenere le famiglie che non possono mantenere gli studi e un patto formativo contrattualizzato, nel quale siano indicati» gli impegni e le condizioni del percorso. «Vogliamo migliorare la vita dei tirocinanti».


