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Lavoro domestico, INPS avvia verifiche
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Parte il controllo su tutte le domande di assunzione di lavoratori domestici e sulle richieste di prestazioni INPS. Per ora l’operazione sarà sperimentale per 6 mesi e verrà avviata solo in Umbria. L’INPS, con il messaggio n. 7055/15 che dà l’avvio all’iniziativa, emana le linee guida per le sedi con l’obiettivo di ridurre il rischio di erogazione di prestazioni indebite (Naspi, ANF o maternità) connesse all’instaurazione di rapporti di lavoro fittizi.

I controlli andranno verificati innanzitutto sulla capacità reddituale del datore di lavoro, consultando tutti gli archivi in possesso dell’Istituto: ARCA, Punto fisco, estratto conto integrato casellario lavoratori attivi, cassetto previdenziale del cittadino e archivio anagrafico comunale. Questi controlli potranno riguardare anche i familiari, se per il datore non risulterà una capacità reddituale. Se da tali ricerche emergesse un’incapacità reddituale assoluta del nucleo familiare del datore di lavoro (assenza contribuzione, assenza dichiarazione dei redditi, assenza prestazioni pensionistiche e invalidità civile), si dovrà procedere all’annullamento del rapporto allo stato degli atti. Ulteriori controlli andranno poi fatti per verificare se il lavoratore abbia il permesso di soggiorno prossimo alla scadenza, se il rapporto è stato instaurato tra connazionali stranieri, se esistono rapporti di parentela o affinità tra datore e lavoratore (ammesso solo per invalidi civili), o se il datore risulti avere solo reddito da lavoro domestico. Inoltre, le sedi dovranno anche verificare se esistono pregressi rapporti di lavoro domestico attivati dal datore ed anche la loro frequenza.

Nei casi in cui la capacità reddituale risulti incongrua rispetto a quanto erogato mensilmente al lavoratore (con riferimento all’intera situazione familiare del datore), l’INPS procederà con la convocazione di entrambe le parti per ascoltarle separatamente.

Per il lavoratore extra UE dovrà essere verificata la data di scadenza di permesso di soggiorno e, per la totalità dei lavoratori, la possibilità che il rapporto di lavoro domestico in esame possa essere determinante per la concessione di prestazioni a sostegno del reddito. Al verificarsi delle suddette condizioni, correlate anche alla presenza di altri indici di rischio (scarsa capacità reddituale del datore), si dovrà procedere, a seconda dei casi, alla convocazione di entrambe le parti con colloquio separato, o al disconoscimento agli atti del rapporto di lavoro.

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