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Rapporto Svimez 2016: il Mezzogiorno torna a crescere
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2015 positivo per le regioni del Sud Italia che hanno fatto registrare un aumento del Pil del +1% rispetto allo 0,7% del resto del Paese. A determinare la crescita nell'anno precedente un’annata agraria particolarmente favorevole, lo sviluppo del turismo, che ha beneficiato delle crisi geopolitiche dell’area del Mediterraneo, e l’accelerazione della spesa pubblica per la chiusura della programmazione dei Fondi Strutturali europei 2007– 2013.

I dati sono contenuti nel rapporto sull'economia del Mezzogiorno del 28 luglio 2016 della Svimez, l'Associazione per lo sviluppo dell'industria nel Mezzogiorno, che analizza gli sviluppi del Prodotto interno lordo negli ultimi anni per poi soffermarsi sulle peculiarità delle regioni meridionali. Nel documento si legge che i consumi interni nel 2015 sono cresciuti dello 0,3%, a fronte del calo dello 0,6% del 2014. I consumi delle famiglie, in particolare, sono aumentati nel 2015 dello 0,7%; gli investimenti nel Mezzogiorno dello 0,8% dopo 7 anni di variazioni negative, raggiungendo quasi lo 0,8% del Centro-Nord.

A trainare la crescita del Sud il settore agricolo con un +7,3%, seguito dal terziario con un +0,8%, oltre il doppio delle regioni centro-settentrionali. Nel settore industria, le imprese resistono alla crisi ma è soprattutto il manifatturiero a registrare una crescita del +1,9% nelle regioni meridionali rispetto al +1,4% del resto d'Italia. La migliore performance è della regione Basilicata con un ritmo più intenso di crescita (+5,5%) soprattutto nell’automotive. A seguire il Molise (+2,9%) e l’Abruzzo (+2,5%) per quanto riguarda il settore industria. La Sicilia e la Calabria, per l’eccezionale performance dell’agricoltura, crescono rispettivamente dell’1,5% e dell’1,1%. Molto più contenuta (solo lo 0,2%) la partecipazione alla ripresa di Campania, Puglia e Sardegna, per la presenza di alcune crisi industriali. Per l'Associazione sarebbe necessaria una politica industriale, che non punti solo a sostenere le eccellenze ma sia finalizzata a consolidare la struttura dell’intero sistema. Tra gli strumenti proposti le Zone Economiche Speciali per le quali sarebbe opportuna una legge nazionale che ne consentisse un’implementazione in tempi brevi.

Nel rapporto sono contenute, inoltre, le previsioni per il 2016 e il 2017 che stimano una ripresa del Paese piuttosto lenta rispetto al previsto. Nel 2016 il Pil dovrebbe aumentare dello 0,3% al Sud e dello 0,9% nel resto del Paese grazie alla crescita della domanda interna e soprattutto della spesa delle famiglie sul territorio (+0,7% nel Sud, +0,6% nel Centro-Nord). Anche qui, secondo l'Associazione, sarebbe opportuno un piano nazionale di rilancio economico dal quale il Mezzogiorno possa prendere spunto.

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