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Lavoro
Senza mansioni la presenza è irrilevante
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Se il dipendente viene privato delle sue mansioni dalla dirigenza aziendale, non può essere licenziato per essersi assentato senza motivazione dal lavoro. Secondo la Suprema Corte, la mancata attribuzione di mansioni rende irrilevante la sua presenza.

E’ il principio richiamato dalla sentenza 24051/15, depositata dalla Cassazione il 25 novembre, con cui si conclude la controversia tra un lavoratore e il suo datore di lavoro in tema di demansionamento, mobbing e licenziamento. Il lavoratore aveva chiamato in giudizio l'azienda, sostenendo di aver subito l'assegnazione a compiti inferiori rispetto a quelli previsti dalla sua qualifica contrattuale, subendo dequalificazione professionale, e pertanto chiedeva il risarcimento dei danni subiti. Inoltre, il dipendente aveva impugnato anche il licenziamento disciplinare intimato nei suoi confronti per essersi assentato dal lavoro senza giustificazione per un periodo superiore a quello previsto dal contratto collettivo nazionale di lavoro applicato.

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