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Lavoro
Covid, lavoro e sicurezza: come ci ha cambiati la pandemia

Progettare, costruire, vigilare: questo il trittico necessario per declinare una nuova concezione del lavoro, in tutte le sue forme e sfaccettature, in questa fase di transizione e – si spera presto – nel post Covid. Specie per un Paese come l’Italia, ancora e nonostante tutto seconda potenza manufatturiera d’Europa, il cui orizzonte strategico deve rimanere ancorato a una dimensione europea e globale. Che amplifichi le eccellenze e i primati delle nostre imprese, stimolandone al contempo efficienza e produttività, in un’imprescindibile ottica di economia competitiva.

Afferma un noto adagio latino, “la necessità non conosce legge ma diventa essa stessa la legge”, affermazione che ben si adatta alla gestione di una situazione improvvisa e imprevista (dunque emergenziale) come la pandemia. Tuttavia, superato il primo momento acuto e di impatto, per uscire dalla crisi è d’obbligo che alla fase di “gestione” ne subentri un’altra: quella di “pianificazione” a medio e lungo termine, nonché ad ampio raggio in termini di interazioni su vasta scala, così come rimarcato dallo stesso Presidente del Consiglio Mario Draghi

Questo ovviamente richiede un ragionato cambiamento di parametri, resi adatti e capaci di interpretare in modo coerente la realtà venutasi a creare. Il percorso coniuga aspetti di conoscenza e modelli applicativi, segnando un cambio di passo che deve trovare risultanza e avallo “oltre la carta”, nella concretezza degli ambienti e nel modo di vivere il lavoro. Che, poi, significa nel modo di produrre, e dunque di far ripartire e crescere il Paese. In altre parole, “Progettare la Sicurezza nei luoghi di lavoro durante una pandemia: dalla teoria alla pratica”, titolo e tema del convegno nazionale appena organizzato da Formasicuro, organismo paritetico istituito nel 2008 da UGL e Federterziario, in rappresentanza rispettivamente di lavoratori e organizzazione datoriale.

L’evento ha evidenziato alcune questioni cardine, in primis quella della costante e informata comunicazione fra gli organi coinvolti, esplicitata dall’Avvocato Roberto di Marzo, Penalista esperto in Sicurezza e Salute nei luoghi di lavoro: tema, questo, imprescindibile per poter governare situazioni critiche (come l’insorgenza di un focolaio Covid) che dovessero profilarsi in azienda.

La logica deve essere quella della prevenzione, da attuarsi attraverso gli strumenti normativi e operativi resi disponibili, protocolli di sicurezza e verbali del comitato di verifica e controllo. Con la precisazione, sottolineata dagli Ingegneri Stefano Bergagnin e Andrea Galli, che tale comitato – finalizzato al raggiungimento di obiettivi specifici – sia davvero organo condiviso da tutti gli attori coinvolti (datore di lavoro, rappresentanza sindacale e servizio di prevenzione). Condivisione e convergenza di obiettivi ritenuti requisiti fondamentali per la transizione anche da Fonditalia, il fondo interprofessionale che finanzia l’aggiornamento professionale delle imprese a esso aderenti. Con la specifica, secondo il Presidente Francesco Franco e il Direttore Egidio Sangue, che la pandemia abbia evidenziato anche un secondo e più diffuso divario digitale: non solo quello fra Nord e Sud del Paese ma, in generale, l’asimmetria sussistente fra centro e periferia.

Certo, ora più che mai, gli adempimenti in termini di sicurezza risentono di un contesto difficile, che il Covid ha reso ancor più a geometria variabile: andando, dunque, a decolorare un comune senso della Giustizia, per forza di cose troppo sensibile al caso per caso. È il tema dell’incertezza dei comandi normativi, rispetto ai quali il pandemonio dovuto al virus aggiunge nuovi e più marcati elementi di controllo. Il sistema, osserva l’Avvocato Francesco Paolo Sisto, Sottosegretario di Stato alla Giustizia, è stato come drogato dal Covid, la cui virulenza (in termini di conseguenze pratiche nel contesto lavorativo) ha innescato reazioni che daranno luogo a cambiamenti duraturi. La sicurezza nasce sotto il profilo di responsabilità dell’impresa, e si raggiunge attraverso una efficace organizzazione delle imprese stesse. Nuovamente condivisione, dunque, ma anche ottimismo organizzativo e imprenditorialità consapevole: perché la prevenzione della sofferenza – se vogliamo, l’antidoto – valgono e servono più dei cortisonici. E la prova documentale, ovvero la dimostrazione di ottemperanza al protocollo di regolamentazione anti-Covid, funge – anche per Rocco Luigi Sassone, Presidente di Formasicuro – da medicina che cura e previene qualunque eventuale responsabilità in capo al Datore.

L’elemento tempo è fondamentale: l’annus horribilis attraversato dalla nostra economia e la perdurante sofferenza di Lavoratori e Imprese richiedono fretta e interventi immediati. Con la consapevolezza – evidenzia il Presidente di Federterziario Nicola Patrizi – di dover salvare un patrimonio inestimabile e diffuso, dato da una costellazione di micro e piccole aziende (nella maggior parte dei casi a conduzione famigliare) sparse sul territorio. Dall’altra parte, partendo dal presupposto divenuto leitmotiv dell’UGL, “il lavoro cambia, cambiamo anche noi”, esternato dal Segretario Generale Francesco Paolo Capone.

Al webinar di venerdì 23 aprile, organizzato sulla piattaforma di Formasicuro e moderato dal Segretario Generale di Federterziario Alessandro Franco, seguiranno altri incontri informativi e formativi.

Per stare al passo di una rivoluzione copernicana che è già cominciata, e che deve continuare a mettere, sempre, l’uomo e il suo benessere psico-fisico al centro.

 

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