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Francesio svela il ’14 di Piemme & Battello a Vapore… “Previsioni? Si pubblicherà meno, e non è detto che sia un male”

In un mercato librario in crisi, quest’anno Piemme (gruppo Mondadori Libri) è andata in controtendenza, soprattutto grazie al successo del ritorno di Khaled Hosseini, “che ad oggi ha già superato il mezzo milione di copie vendute“. Giovanni Francesio, direttore editoriale, con Affaritaliani.it fa un bilancio del 2013 che si sta per concludere e anticipa tutte le novità in arrivo l’anno prossimo, nella narrativa (italiana e straniera), nella saggistica (tra l’altro, ci sarà anche il primo libro del ministro dell’integrazione Cecile Kyenge), nella Varia, e in relazione al marchio per i più piccoli Il Battello a Vapore (marchio che pubblica, tra gli altri, il fenomeno mondiale Geronimo Stilton). L’intervista è anche l’occasione per parlare del futuro dell’editoria libraraia, della tendenza a un generale abbassamento dei prezzi (che Piemme non ha seguito e che sembra attenuarsi), e dei nuovi filoni nella narrativa, oltre che dell’evoluzione del mercato dei libri per ragazzi (“Le vendite non calano, anzi… Contrariamente a quanto avviene nel mercato adulto, dove gli editori tendono ad uniformarsi, a fare un po’ tutti le stesse cose… ci sono molti editori, grandi e piccoli, che fanno cose anche molto diverse tra di loro, che contribuiscono a tenere il mercato vivo e vitale”)…
GeronimoStilton
 

 

di Antonio Prudenzano
su Twitter: @PrudenzanoAnton

Giovanni Francesio, classe ’70, direttore editoriale della Piemme (gruppo Mondadori Libri), parla con Affaritaliani.it delle novità in preparazione in vista del 2014, anche in riferimento al marchio per ragazzi Il Battello a Vapore.

Piemme
 

Da ormai un paio d’anni le vendite in libreria sono in calo e l’intera filiera sembra in difficoltà: com’è andato il vostro 2013 (rispetto agli anni precedenti)? Quali sono stati i vostri bestseller? Da quali titoli, invece, vi aspettavate risultati migliori?
“Per Piemme, in tutta franchezza, il 2013 è stato un anno molto buono, dopo un paio d’anni in cui anche noi avevamo sofferto il calo delle vendite (anche se in misura minore nel settore Junior). In primo luogo nel 2013 abbiamo avuto il nuovo libro di Khaled Hosseini,che ad oggi ha già superato il mezzo milione di copie vendute e che molto probabilmente sarà il libro più venduto in Italia nel 2013.
Poi, rimanendo sul fronte della produzione ‘adulta’ della casa editrice, abbiamo avuto nei primi mesi dell’anno il successo di ‘Illuminati’ di Adam Kadmon, che ha quasi raggiunto le 50.000 copie ed è stata forse la sorpresa dell’anno.
Altra soddisfazione è stato il ‘Grande Ritorno nel Regno della Fantasia’ di Geronimo Stilton, che ad oggi ha venduto circa 40.000 copie ma che continua a crescere e farà sicuramente un ottimo dicembre, e se consideriamo che il prezzo del libro è di 34,50€, in un momento in cui l’editoria tende ad abbassare i prezzi, credo sia comprensibile un certo entusiasmo da parte nostra nel vedere che il pubblico percepisce il valore della qualità editoriale e del lavoro che c’è dietro un progetto così importante.
Ci sono poi altri tre libri che sono ‘partiti’ molto bene, anche oltre le nostre aspettative: per la fiction ‘La vendetta veste Prada’ di Lauren Weisberger, seguito del celebre ‘Diavolo’, e per la non fiction due importantissime autobiografie: ‘True’ di Myke Tyson, uscito in Italia in contemporanea mondiale, e ‘Io nascerò’ di Loretta Goggi. Ultima bella notizia di questi giorni è il grande riscontro di critica, e speriamo anche di pubblico, che sta ottenendo la nuova edizione, appena uscita, de ‘Il giornalino di Gian Burrasca’ pubblicata nel Battello a Vapore, illustrata da Federico Maggioni, e con una introduzione di Dario Fo e una nota di Roberto Denti, un amico che ci piace sempre ricordare”.

KhaledHosseini
 

Quindi nessuna “delusione”?
“Come credo per tutti gli editori, sono molte, perché ogni volta che pubblichiamo un libro – e ne pubblichiamo parecchi – pensiamo sempre che possa essere un grande successo, visto l’impegno e la passione che la casa editrice e i suoi autori mettono nel loro lavoro, ma il mercato è difficile, molto concorrenziale, per cui non sempre si riesce ad ottenere quello che ci si aspetta, e quello che i libri meriterebbero. Per questo sarebbe ingeneroso fare dei nomi”.

Quest’anno, e si tratta di un’eccezione, siete stati protagonisti al premio Strega con “Le colpe dei padri” di Alessandro Perissinotto: quali saranno i titoli di punta nell’ambito della narrativa italiana che pubblicherete nei prossimi mesi?
“La narrativa italiana è per noi uno spazio di crescita importante, sul quale ha iniziato a lavorare già anni fa Mariagiulia Castagnone, e oggi stiamo cominciando a raccogliere i primi frutti, come è stato per la bellissima avventura de ‘Le colpe dei padri’, che è stato davvero un successo e una soddisfazione per tutti.
E’ appena uscito un libro a cui teniamo, ossia ‘Tutta questa vita’ di Raffaella Romagnolo, già autrice del fortunato ‘La Masnà’, e nel 2014 ci sono molti titoli che attendiamo con ansia: andando in ordine di uscita, e limitandomi solo alla prima parte del 2014, cominceremo a gennaio con il nuovo romanzo di Patrick Fogli, ‘Dovrei essere fumo’, che uscirà nella nostra collana Open (e sempre in Open seguiranno sempre nella prima parte dell’anno alcuni interessanti giovani autori, tra cui Vladimiro Polchi e Alessandro Bongiorni).
In primavera, tra marzo e maggio, pubblicheremo Giovanni Pacchiano, celebre critico letterario, con un romanzo intitolato ‘Era un’altra stagione, amore mio’, cui seguirà un libro molto atteso non solo in Italia, ‘Se chiedi al vento di restare’ di Paola Cereda, i cui diritti sono già stati venduti all’estero”.

Capitolo esordi: nel 2014 ne proporrete molti?
“Quelli di narrativa italiana li ho citati nella risposta precedente. Per la narrativa straniera puntiamo su tre titoli, che ci sembrano avere tutte le caratteristiche per vincere quella che a me sembra la sfida più difficile nell’editoria italiana di oggi, ossia affermare sul mercato autori esordienti di narrativa straniera. Cominceremo con ‘Promettimi che ci sarai’, di Carol Rifka Brunt, un vero e proprio ‘caso del passaparola’ in America; seguirà un giovane e promettentissimo autore, acclamato come uno dei migliori esordi americani del 2013, Anthony Marra (‘A Constellation of Vital Phenomena’). Infine un’altra giovane autrice, australiana questa volta, Hannah Kent (‘Burial Rites’).
Sul fronte non fiction ci teniamo a ricordare il primo libro del ministro dell’integrazione Cecile Kyenge, ‘Ho sognato una strada’, e la prima autobiografia di Vicka, la veggente di Medjougorje. E poi, entrambi in uscita a gennaio, gli ultimi libri di due autori molto cari alla casa editrice e recentemente scomparsi: don Andrea Gallo, che in ‘Sopra ogni cosa’ costruisce il suo vangelo laico secondo Fabrizio de Andrè, in un’opera a cui ha lavorato fino agli ultimi giorni, e Marcello D’Orta, l’autore del bestseller da un milione di copie ‘Io speriamo che me la cavo’, di cui pubblicheremo ‘La Madonna ha fatto un guaio con l’angelo’...”.

E veniamo alla narrativa straniera: quali tendenze vedremo affermarsi in libreria l’anno prossimo? Piemme su quale “filone” si sta concentrando?
“Mi sembra molto difficile individuare delle tendenze. Come sempre i grandi successi danno origine alle imitazioni, come è successo con ‘Le cinquanta sfumature’ e il filone soft-porno (che Piemme ha deciso di non seguire, perché già troppo affollato). I bestseller di quest’anno (Hosseini, Dan Brown, Dicker) non mi sembra che possano inaugurare dei veri e propri filoni (come invece fu sia per Hosseini che per Dan Brown ai tempi dei loro primi libri), per cui non so proprio che cosa aspettarmi. Piemme continuerà a mantenere da un lato la sua anima di editore ‘di genere’ (thriller, femminili, storici), e dall’altro a tentare di affermare importanti autori di Varia come quelli che ho citato prima”.

Capitolo saggistica: di recente abbiamo raccontato il caso del romanzo-verità sulla vita di Wilhelm Brasse, il “fotografo di Auschwitz”. Un libro, co-firmato da Luca Crippa e Maurizio Onnis, “nato” in casa Piemme e che è stato poi oggetto di aste in molti Paesi: l’anno prossimo riperete il modello-“Il fotografo di Auschwitz” per altri titoli?
“Sono ormai diversi anni che la non fiction di Piemme ha conquistato una quota di mercato di rilievo, con una produzione di ampio respiro, che ha i suoi pilastri nella narrative non fiction (filone che siamo stati tra i primi a seguire in Italia), nei libri di argomento religioso, nella women non fiction e nel current affair, con molti autori che sono diventati dei veri bestseller italiani e internazionali come Pino Aprile, Vauro Senesi, Sherry Argov e Paolo Brosio.
Il modello editoriale a cui fa riferimento lei, quello de ‘Il fotografo di Auschwitz’, è una cosa di cui siamo davvero molto orgogliosi, perché sono libri che nascono interamente in casa editrice, che normalmente ottengono ottimi riscontri sia da un punto di vista commerciale che da un punto di vista di critica, e che riusciamo anche a vendere all’estero, cosa che per l’editoria italiana è sempre particolarmente difficile.
L’anno prossimo, sul filone de ‘Il fotografo’, avremo sicuramente due titoli importantissimi nella prima parte dell’anno, che sono ‘Io che conosco il tuo cuore’, il racconto autobiografico di Adelmo Cervi, figlio dell’eroe della Resistenza per eccellenza, Aldo Cervi, uno dei sette fratelli trucidati dai Repubblichini durante la seconda guerra mondiale. Ovviamente il libro uscirà in occasione della Festa della Liberazione.
Per il centenario della nascita di Gino Bartali, Oliviero Beha pubblicherà una non fiction narrativa che ricostruisce la vita del grande campione, con particolare attenzione alla sua esperienza di partigiano per cui è stato recentemente dichiarato ‘Giusto tra le nazioni‘”.

IlBattelloAVapore
 

Parliamo ora del vostro marchio per i più piccoli, Il Battello a Vapore: anche la narrativa per bambini e ragazzi sente la crisi? O meno?
“Meno. L’anno scorso il calo del mercato ragazzi, pur significativo (secondo Nielsen -6,3% a valore), è stato comunque inferiore a quello del mercato complessivo, e quest’anno addirittura, sempre secondo le ultime rilevazioni di Nielsen, si registra una crescita del 3,5%. Questo secondo me è dovuto in buona parte al fatto che il mercato editoriale per bambini e ragazzi è molto variegato al suo interno, sia perché in realtà sono tanti ‘mercati’, a causa delle diverse fasce d’età del pubblico e del tipo di impostazione editoriale dei libri, sia perché – contrariamente a quanto avviene nel mercato adulto, dove gli editori, secondo me sbagliando, tendono ad uniformarsi, a fare un po’ tutti le stesse cose – ci sono molti editori, grandi e piccoli, che fanno cose anche molto diverse tra di loro, che contribuiscono a tenere il mercato vivo e vitale”.

GeronimoStilton
 

E il “fenomeno Stilton” resiste bene alla concorrenza di Peppa Pig (pubblicata da Giunti, ndr)?
“Direi che tra le due cose ci sono veramente pochi punti di contatto, e quindi anche parlare di concorrenza lascia il tempo che trova, per vari motivi. In primo luogo, sono libri che si rivolgono a due fasce d’età diverse, 6-10 anni per Stilton, pre-scolare per Peppa Pig. Poi, c’è una profonda differenza concettuale: Geronimo Stilton è, in primo luogo, un autore di libri (anzi, è l’autore di libri più venduto in Italia), uno scrittore, che ha costruito attraverso i libri un mondo dell’immaginario talmente efficace e convincente da farlo diventare un classico. Peppa Pig è un personaggio di un cartone animato. Non si può proprio fare il paragone, come non lo si può fare nemmeno da un punto di vista commerciale: da un lato abbiamo i libri di un autore/personaggio che da dieci anni è unanimente considerato come un fenomeno mondiale, che ha venduto circa 25 milioni di copie in Italia e ben 85 milioni all’estero, e sui libri del quale hanno imparato a leggere già un paio di generazioni di bambini, dall’altro una fortunata e molto ben fatta iniziativa di licensing editoriale. Sono diverse anche le politiche di marketing, visto che i libri di Peppa Pig hanno un prezzo molto basso, mentre quelli di Stilton sono nella fascia medio-alta, proprio perché sono diversissimi i due tipi di prodotto editoriale”.

Ancora una domanda su Il Battello a Vapore: l’anno prossimo lancerete nuovi personaggi, nuovi iniziative?
“Certamente sì. Teniamo presente che Il Battello a Vapore è una vera e propria casa editrice dentro la casa editrice, che presidia praticamente tutti i settori del mercato ragazzi, che come le dicevo prima è complesso e variegato. L’anno prossimo, oltre a insistere con decisione su alcuni libri/personaggi nei quali crediamo molto, come ‘Il signor Acqua’ per i più piccoli, o ‘Gol!’ e ‘Ulysses Moore’ per la fascia d’età più alta, metteremo in cantiere importanti iniziative: da un lato lanceremo alcune nuove serie, e in particolare da due ci aspettiamo grandi risultati: ‘Il castello della paura’, romanzi gialli per bambini scritti da importanti autori italiani, che usciranno in marzo, e a giugno una importantissima operazione internazionale, con un personaggio amato dalle bambine di tutto il mondo, ossia i libri di ‘Hello Kitty’.
Non meno importante è poi il lavoro che stiamo facendo sul fronte edutainment, con le nostre serie di letteratura per ragazzi, che ci permettono di tenere ben saldo una delle cose per noi più importanti in assoluto, ossia il rapporto con la scuola, e il conseguente ruolo educativo che chiunque faccia libri per bambini deve tenere sempre presente”.

La tendenza a un generale abbassamento dei prezzi da lei citata prima, che ha coinvolto quasi tutte le case editrici – e che è stata criticata da molti addetti ai lavori – sembra attenuarsi: è così?
“Me lo auguro. Come le dicevo prima a proposito di Stilton, noi negli ultimi anni abbiamo anche fatto operazioni di prezzo in netta controtendenza con l’andamento generale, e questo perché siamo convinti che ci sia un rapporto diretto tra prezzo di copertina e qualità del prodotto editoriale. E non mi riferisco solo alla qualità del testo, ma alla cura generale del prodotto, delle immagini, delle copertine, della stampa (e a questo proposito ci tengo a sottolinerare che Piemme, come tutte le case editrici del gruppo Mondadori, continua a stampare i suoi libri in Italia, cosa che di questi tempi mi sembra meritoria). Un mercato che insegue il prezzo basso non può che condurre a un conseguente abbassamento della qualità generale dei libri, innescando un meccanismo che se può portare benefici nell’immediato, alla lunga non può che fare danni all’intero sistema”.

Francesio, lei è entrato in Piemme nel 2004 come responsabile editoriale e, successivamente, ha ricoperto i ruoli di direttore marketing e di direttore generale. Conosce bene, quindi, il lavoro in una grande casa editrice “tradizionale”: come immagina il futuro del suo mestiere? E’ preoccupato?
“Sì, ho fatto un po’ di tutto, ed è stato molto formativo, ma resto un laureato su Leopardi, per cui è nella dimensione editoriale che mi sento più a mio agio. E a questo proposito ci tengo a citare i colleghi che insieme a me sviluppano il programma editoriale di cui abbiamo appena parlato, ossia Carlo Musso per la non fiction, Alice Fornasetti per il Battello a Vapore e Patrizia Puricelli per Stilton (cui si aggiungono Linda Kleinefeld per il paperback e gli e-book e Gianna Re per il coordinamento del tutto), e ci tengo a citarli anche perché credo davvero nel modello della direzione editoriale di Piemme, dove la responsabilità dei singoli sulle loro linee editoriali deriva da un vero lavoro di gruppo, basato sul continuo scambio di idee che porta poi alla comune definizione di una strategia editoriale. So che sono le cose che si dicono sempre, ma per noi è davvero così.
Quanto alla seconda parte della domanda, non sono per niente preoccupato, sia perché, come Baudelaire, ho sempre pensato che ‘lavorare, tutto sommato, sia meno noioso che divertirsi’, e quindi ho sempre preso il lavoro con serenità e molto beneficio d’inventario, sia perché sono convinto di lavorare dentro una casa editrice e un gruppo editoriale che si stanno impegnando molto per costruirsi un futuro. E poi vedremo. Se proprio vuole una previsione, penso che la produzione cartacea (nel senso di numero di titoli pubblicati all’anno) diminuirà un po’ nei prossimi anni. Ma questo non è detto che sia un male”.