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Il futuro del Centro per il libro e il mandato in scadenza del suo presidente: cosa deciderà Bray?

Nelle scorse settimane si è molto discusso a proposito della denuncia di Gian Arturo Ferrari, ex numero uno di Mondadori Libri e attuale presidente del Centro per il libro, all’indomani della Fiera di Francoforte. Nel frattempo, il 18 novembre si riunirà il gruppo di lavoro chiamato dal ministro Massimo Bray a elaborare proposte in vista dell’atteso Piano nazionale di promozione della lettura. Che ruolo, e quale futuro, avrà il Cepell? E Bray rinnoverà il mandato a Ferrari, in scadenza a dicembre 2013? – PARTICOLARI E RETROSCENA
bray ferrari

 

SU RADIO 3 SI PARLA DEL RETROSCENA DI AFFARITALIANI.IT

Vittorio Giacopini, nello rassegna stampa culturale di “Pagina 3”su Radio3, si è occupato del lancio della pagina “Libri & Editori” di Affaritaliani.it e dei retroscena sul futuro del Centro per il libro e la lettura…

 

 

GLI INTERVENTI DEL MINISTRO BRAY

 
L’avvento del digitale sta cambiando – ed è destinato a cambiare sempre di più – il modo di leggere e quello di pubblicare. La riflessione del ministro Bray

Leggere più libri, in più contesti, con più personeUn estratto dall’intervento di Bray al Teatro Petruzzelli di Bari il 19 ottobre 2013

 

L’INTERVISTA

Teresa Cremisi e le difficoltà dell’editoria italiana viste dalla Francia: “Siamo tutti nella tempesta, ma resto ottimista”. L’intervista di Affaritaliani.it all’ex direttore editoriale di Gallimard, e attuale numero uno di Flammarion (pubblicata il 16 ottobre 2013

 

L’ARCHIVIO

Scrittori, editori, editor, interviste, recensioni, librerie, e-book, curiosità, retroscena, numeri, anticipazioni… Su Affaritaliani.it tutto (e prima) sull’editoria libraria

di Antonio Prudenzano
su Twitter: @PrudenzanoAnton

C’è stato un tempo in cui Gian Arturo Ferrari veniva considerato l’uomo più potente dell’editoria libraria italiana. Poi, l’ex numero uno dell’area libri della Mondadori, lasciato per raggiunti limiti di età il suo incarico a Segrate (dove ha ottenuto grandi risultati in un periodo ben più positivo dell’attuale per il mercato), nel 2010 ha assunto la presidenza (a titolo gratuito) del neonato Centro per il libro e la lettura.

POCHI FONDI FINORA – Il Cepell “è un istituto autonomo del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo e ha il compito di divulgare il libro e la lettura in Italia e di promuovere all’estero il libro, la cultura e gli autori nazionali”. Il problema, come Ferrari ha in più occasioni ammesso con la sua consueta franchezza, è che nell’Italia in recessione i fondi a disposizione del Centro sono insufficienti, e finora uno dei pochi risultati concreti raggiunti, non senza fatica, è stato il lancio del progetto “In Vitro” (qui l’intervista a Flavia Cristiano, direttrice del Centro per il Libro, dal titolo “due milioni di euro di buoni motivi per promuovere la lettura”, in cui la dirigente del Ministero ci ha spiegato i dettagli, e che abbiamo pubblicato il 16 luglio 2012).

IL MANDATO IN SCADENZA – Come si legge nel sito ufficiale, inoltre, il presidente del Cepell è “scelto” direttamente dal Ministro dei Beni e delle Attività Culturali “tra personalità in possesso di comprovati requisiti di capacità ed esperienza che ha la rappresentanza del Centro nella cura dei rapporti nazionali ed internazionali”. Il mandato di Ferrari (che fu chiamato dall’allora Ministro Sandro Bondi), scaduto a maggio 2013, è stato prorogato fino a dicembre. E’ dunque in scadenza

GLI ATTACCHI A FERRARI – Nelle scorse settimane, a seguito delle critiche nei confronti dei suoi ex colleghi espresse all’indomani dell’ultima Fiera del libro di Francofortemezza editoria italiana si è schierata contro Ferrari (qui l’intervista di Affaritaliani.it allo stesso Ferrari pubblicata lo scorso 15 ottobre e tutti i dettagli sulla polemica, reazioni comprese, ndr). C’è chi, come lo scrittore Christian Raimo, attraverso una lettera aperta pubblicata dal blog Minima et Moralia, ha addirittura chiesto a Ferrari di valutare le dimissioni. Tra l’altro, sul blog di minimum fax, in difesa del marito, nei giorni scorsi è intervenuta Elena Bardin, moglie dell’ex numero uno della Mondadori Libri (lo ha fatto notare Mario Baudino nella sua rubrica su La Stampa, ndr).

LA DIFESA DEL PRESIDENTE DEL CEPELL – Lo scorso 31 ottobre, sul Corriere della Sera, Ferrari si è difeso a sua volta, contrattaccando. Ha risposto, tra gli altri, a Giuseppe Laterza e Stefano Mauri, e ha concluso così il suo intervento: “(…) Oggi, mentre il privato assuefatto a una crescita lenta ma costante è in seria difficoltà di fronte all’inversione della tendenza che durava da decenni, il pubblico, con il primo piano nazionale di promozione della lettura avviato dal ministro Bray, assume l’iniziativa, si dà quel ruolo attivo che fin qui non ha mai avuto. Anche questo è un segno dei tempi nuovi. Nulla è scritto, come amava dire il colonnello Lawrence”. Ferrari fa riferimento al piano (che sarà triennale e che tra i suoi obiettivi si pone quello di “accostare al libro almeno un quarto del 54% degli italiani che non legge”), di cui il nuovo Ministro Massimo Bray ha parlato nelle scorse settimane a Bari, in occasione del decimo compleanno del Forum del libro. Entro giugno dovrebbero partire le prime iniziative, ma ancora non si conoscono i dettagli sui fondi a disposizione (e anche in questo caso tutto o quasi dipende dalle risorse economiche…). In questi giorni si è costituito un gruppo di lavoro che si occuperà della stesura delle linee guida (una riunione del Tavolo interostituzionale è in programma a Roma, presso il Ministero, il 18 novembre ). A presiedere il gruppo di coordinamento, per volere dello stesso Bray, è stato chiamato proprio il presidente del Forum Giovanni Solimine. A quanto risulta ad Affaritaliani.it, il Cepell è ovviamente presente nel gruppo di lavoro, ma non ha un ruolo di coordinamento.

CHE COSA DECIDERA’ BRAY? – A questo punto non resta che attendere le decisioni che prenderà Bray sul futuro del Centro per il libro e del suo attuale presidente: presto, quindi, sapremo se il mandato di Gian Arturo Ferrari verrà rinnovato per altri tre anni. E scopriremo anche se, e come, cambierà il Centro per il libro.
Abbiamo contattato lo staff del Ministro, che al momento preferisce non rispondere a queste domande.
Di certo, al di là dei personalismi e delle polemiche, non va assolutamente sprecata quest’occasione: per la prima volta lo Stato italiano potrebbe investire con forza nella promozione della lettura. Sarebbe una svolta.