Antonio Misiani (Pd): “Il bollo auto? Misura dal sapore elettoralistico. A pagare il prezzo sono le Regioni”
“Diciamolo senza giri di parole: è partita la campagna elettorale e Giorgia Meloni, in evidente difficoltà, ha deciso di finanziarla con i soldi degli italiani. Aiutare le famiglie stremate dalla crisi energetica è doveroso, ma quello che emerge dal decreto legge è un intervento dal chiaro sapore elettoralistico“. Così ad Affaritaliani Antonio Misiani – senatore del Partito Democratico – commenta l’intervento relativo al taglio del bollo auto e che prevede, per il 2027, l’esenzione dal pagamento del bollo per autovetture a benzina, diesel e ibride fino a 80 kW, oltre ai motocicli. Un intervento che interessa oltre il 70% del parco auto circolante e che costerà allo Stato oltre 2 miliardi di euro.
“Con il decreto legge varato ieri da un lato il diesel tornerà a prezzo pieno da inizio ottobre, con buona pace di chi lavora e si sposta ogni giorno. Dall’altro, ci sarà l’esenzione dal bollo auto fino a 80 kW, ma per il momento solo per il 2027, l’anno delle elezioni politiche. Per il 2027, lo sgravio sarà coperto con i fondi del PNRR non spesi. Cioè gli investimenti che il governo non è riuscito a portare a termine. Per il futuro, nessuno lo sa”, denuncia Misiani che, ospite alla kermesse di Affaritalini La Piazza, aveva già denunciato come la risposta del governo alla crisi energetica fosse assolutamente insufficiente.
Il senatore dem richiama anche una proposta avanzata lo scorso anno da Pasquale Tridico, candidato del centrosinistra alle elezioni regionali calabresi, relativa proprio al bollo auto. Una misura etichettata all’epoca da Giorgia Meloni “come una cosa da Cetto La Qualunque”.
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C’è poi la questione istituzionale. Il bollo auto è infatti un tributo regionale e rappresenta una voce di entrata per i bilanci delle Regioni. Da qui la richiesta del Pd al governo di chiarire come verranno compensate le eventuali minori entrate. “Non è un‘entrata nelle mani del Governo, è la spina dorsale dei bilanci regionali, quella che tiene in piedi trasporti, assistenza, sanità. Se Meloni vuole davvero abolirlo, non basta annunciarlo in conferenza stampa: deve sedersi con le Regioni, garantire ogni euro mancante anche oltre il 2027”, sostiene Misiani, che chiede inoltre di indicare “da dove arriveranno le coperture strutturali dal 2028 in poi”.
Tocca poi capire come verrà finanziata la misura, qualora il governo decidesse di renderla permanente: “Sarebbe inaccettabile se il taglio del bollo auto venisse finanziato tagliando ancora una volta i servizi essenziali o scaricando la patata bollente sui prossimi governi“, conclude il senatore del Pd.


