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Le donne di Shakespeare raccontate in due romanzi verità

Non è certo una novità la tendenza di William Shakespeare a trarre spunto da opere già scritte o da episodi realmente accaduti per dare vita alle sue indimenticabili tragedie. Un aspetto, questo, che nulla toglie al talento del drammaturgo inglese, il quale seppe raccontare quelle stesse storie attraverso occhi nuovi, dare vita a personaggi di estremo spessore psicologico, indagare la natura umana facendone emergere le pulsioni più nascoste. D’altra parte, sono moltissimi gli scrittori che si sono ispirati ad avvenimenti reali, o a letture precedenti, per forgiare il proprio mondo fantastico, alcuni riuscendoci meglio degli altri. Shakespeare, è il caso di dirlo, meglio di tutti.

Sappiamo già, ad esempio, che Romeo e Giulietta nacque dopo che tra le mani del poeta inglese capitò l’Historia novellamente ritrovata di due nobili amanti con la loro pietosa morte intervenuta già al tempo di Bartolomeo Della Scala: l’autore Luigi Da Porto, italiano, lo aveva redatto a seguito dei dolorosi accadimenti che avevano segnato la sua esistenza. Fu però William Shakespeare a rendere il tutto un capolavoro senza tempo.

Qualcosa di simile è accaduto anche per Lady Macbeth e Amleto, entrambe tragedie ispirate a fatti verificatesi molto prima che il nostro amato poeta prese in mano la penna. È allora affascinante e intellettualmente stimolante, specie per gli amanti dell’opera shakesperiana, scoprire da dove tali perle dell’ingegno umano abbiano avuto origine, riesumando così storie d’altre epoche ormai cadute nell’oblio.

A svolgere questo lavoro di notevole interesse, frutto di un’accurata e attenta ricerca storica, è stata la scrittrice inglese Joanna Courtney, autrice di una trilogia dedicata proprio alle donne di Shakespeare: Lady Macbeth, Ophelia e Cordelia. In Italia la Beat Edizioni ha già pubblicato i primi due volumi, con gli accattivanti titoli di Regina di sangue. La vera storia di Lady Macbeth e Regina di fuoco. La vera storia di Ofelia.

Nel primo libro la Courtney ci racconta, utilizzando lo stratagemma narrativo del romanzo, chi era in realtà la leggendaria Lady Macbeth, ovvero una donna che visse nelle Highlands scozzesi nella prima metà dell’anno Mille. I fatti registrati dalle cronache dell’epoca nel Regno di Alba ci riportano un concatenarsi di eventi molto simili a ciò che Shakespeare descrive in una delle sue più famose tragedie, con due casati che si contendevano il trono. In questa disputa, il re Malcolm uccise l’intera stirpe del cugino MacDuff per garantire la successione al nipote Duncan, ad eccezione di Cora McDuff, che riuscì a scappare trovando rifugio nella provincia settentrionale del Moray. Fu proprio lì che conobbe l’ultimo discendente della linea di Aed: il giovane e bel Macbeth; con le loro nozze la ragazza divenne la spietata Lady Macbeth, che non esitò di fronte a nulla per avere vendetta dei torti subiti e per difendere la propria posizione.

Ne esce il ritratto di una donna che non si discosta troppo da quella immaginata da Shakespeare: sanguinaria, crudele, dal cuore infranto e pronta a tutto pur di raggiungere i propri scopi, mossa dal rancore, dall’odio e anche dall’ambizione. Insomma, una delle più affascinanti figure femminili che la storia scozzese abbia mai prodotto.

Regina di sangue libri
 

In Regina di fuoco, invece, è la disgraziata Ofelia a svolgere il ruolo della protagonista, in un romanzo avvincente e verosimile tanto quanto il primo. In questo caso, però, emerge sin dall’inizio la differenza sostanziale tra il personaggio inventato da William Shakespeare per l’Amleto e la vera Ofelia, vissuta in Danimarca nel VII secolo d.C.. Se nella tragedia shakespeariana la fanciulla ci appare debole, in balia degli eventi, in alcuni tratti poco consapevole delle proprie azioni e reazioni, la donna da cui il poeta trasse ispirazione fu tutt’altro che fragile. Figlia di genitori arsi su una pira funebre, Ofelia mostrò sin da bambina una personalità tenace, forte e intelligente, nonché una tempra che la porterà a porsi sempre come regina indipendente nei confronti di qualunque legame, compreso quello con il suo Amleto. Era considerata unanimemente, infatti, una guerriera sposata solo con la sua spada, indurita nel fuoco, alla quale nessun uomo seppe mai davvero tenere testa. Una donna estremamente fascinosa che Joanna Courtney ci restituisce qui in tutta la sua complessità, al di là del personaggio in cui tanta letteratura – specie quella di Shakespeare – l’hanno trasformata nei secoli a venire.

Ecco allora due romanzi scritti per restituire due incredibili figure femminili alla verità storica, senza nulla togliere al genio creativo di Shakespeare che proprio da esse, dallo loro forza simile e contrapposta, si lasciò ispirare per scrivere le più belle tragedie che il mondo intero abbia mai conosciuto. Attendiamo la pubblicazione in Italia, sempre per Beat Edizioni, del terzo e ultimo capitolo della saga, dedicato a Cordelia. 

Regina di fuoco libri
 

 

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