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“Le Signorine Buonasera”, un mito italiano che non tramonta

Il libro di Michele Vanossi racconta volti, aneddoti e un’evoluzione: da mamme, zIe, sorelle di stile a professioniste a tutto tondo tra TV, radio, teatro e cinema

“Le Signorine Buonasera”, un mito italiano che non tramonta


Oggi si discute sempre più di AI, avatar digitali e contenuti generati artificialmente. Ieri c’erano le Signorine Buonasera, oggi ci sono gli algoritmi: quanto abbiamo perso del rapporto umano nella comunicazione e come è cambiato, anche in tv, il modo di comunicare!

Una volta c’era un volto, una voce, una persona, che entrava nelle case degli italiani; oggi, invece, la comunicazione televisiva e digitale è sempre più affidata a piattaforme, algoritmi e sistemi automatizzati. In un’epoca in cui l’intelligenza artificiale può creare volti e voci perfetti,  continuiamo ad avere nostalgia delle Signorine Buonasera e bisogno di ricordarle perché hanno rappresentato  un’epoca in cui la televisione aveva un volto umano. Entravano nelle case degli italiani con una voce riconoscibile, con eleganza e familiarità, creando un rapporto quasi personale con il pubblico. Oggi la tecnologia ci offre una comunicazione sempre più veloce e sofisticata, ma, forse, proprio per questo riscopriamo il valore dell’autenticità, della presenza umana e di quei volti che non erano semplicemente immagini sullo schermo, ma diventavano parte della nostra quotidianità. E’ il bisogno contemporaneo di figure umane e rassicuranti inununiverso mediatico sempre più impersonale.

“Le Signorine Buonasera” sono scomparse dalla televisione italiana perché la Rai ha abolito il ruolo nel 2016 e Mediaset ha chiuso definitivamente gli annunci su Rete 4 nel 2018

Il progresso tecnologico ha cambiato la televisione. L’arrivo di telecomandi, televideo, guide digitali e piattaforme streaming ha reso inutili gli annunci dei programmi. I palinsesti ora si leggono con un tasto. Le storiche annunciatrici hanno seguito strade diverse dopo l’addio al piccolo schermo; alcune si sono ritirate a vita privata, godendosi il riposo dopo decenni di lavoro, altre sono rimaste in tv come autrici, opinioniste o conduttrici di rubriche, altre ancora si dedicano all’arte, alla pittura o alla scrittura. Erano però anche un modello di riferimento per molte donne. “Mamme, zie e sorelle si ispiravano a loro per vestirsi, truccarsi e pettinarsi”-sottolinea Michele Vanossi, autore del libro “Le Signorine Buonasera, il racconto di un mito tutto italiano, dagli Anni Cinquanta a oggi-Gribaudo”-“usando un linguaggio di oggi, potremmo dire che erano, in parte, delle vere influencer ante litteram, ma non solo. La loro importanza andava oltre l’immagine: molte di loro, nel tempo, hanno conquistato ruoli sempre più importanti, diventando conduttrici e protagoniste della televisione, in radio e anche nei film, a teatro o come cantanti . Raccontano quindi anche l’evoluzione del ruolo della donna: da presenza elegante e rassicurante a professionista capace di conquistare il proprio spazio e diventare protagonista”.

“Le Signorine Buonasera”, un mito italiano che non tramonta

Come è nata l’idea del libro che ha riscosso grande successo?

“L’idea di scrivere un libro sulle Signorine Buonasera risale a tanti anni fa, poi per mancanza di tempo ho rimandato”-aggiunge Vanossi, che, come giornalista, scrive su Il Giornale  e Vanityclass.it-“ho sempre sostenuto e, da fervido nostalgico credo tuttora che,  le Signorine Buonasera siano state parte integrante e fondamentale delle televisioni pubbliche e di quelle private. Rispecchiavano un trait d’union tra i telespettatori e le emittenti;  erano una sorta di biglietto da visita, l’ufficialità, la prova fisica dell’esistenza delle tv  rappresentate proprio dai loro volti.  L’altra loro funzione era la mediazione tra i programmi e il pubblico (telespettatori). Detto questo ho notato che c’erano pochi libri (o forse nessuno) interamente dedicati a queste donne straordinarie.  Ho deciso così di intervistarle per scoprire tanti aneddoti e curiosità appartenenti ad un contesto che ha appassionato numerosi telespettatori. L’idea è poi stata accolta e sposata dall’editore Feltrinelli/Gribaudo che ringrazio”.

Ha sempre avuto una grande passione per l’argomento?

“Sono sempre stato appassionato di televisione, nello specifico per quanto concerne le Signorine Buonasera,  mi ricordo che fin da bambino-ragazzino ero incuriosito da queste donne che apparivano per qualche minuto sui teleschermi, scomparivano per dare spazio ai programmi e poi come per magia riapparivano…

Mi sono sempre piaciute per la loro eterogeneità, erano belle, ma non asessuate, così diverse tra loro per età, modo di porsi, di parlare.. Avevano però tutte almeno tre caratteristiche comuni: educazione,  garbo e un sorriso rassicurante”.  

Quale è la signorina buonasera che preferisce? Ce ne sarà sicuramente una….

“Ce ne sono almeno una decina: tra queste Ilaria Moscato, Gabriella Golia, Maria Giovanna Elmi, Marina Morgan, Alessandra Canale, Mariolina Cannuli.  Con una di loro è nata un’intesa particolare, un’amicizia bellissima e molto solida: Emanuela Folliero”.

“Le Signorine Buonasera”, un mito italiano che non tramonta

Proprio con la bellissima e bravissima Emanuela Folliero si chiude un’epoca, perchè a suo avviso?

“E’ una domanda che mi pongo spesso e che mi spiego solo in parte. La tv è diventata on-demand, una piattaforma e non ha più una struttura verticale. Di conseguenza puoi scegliere cosa vedere come e quando vuoi. Gli orari di messa in onda non sono più così fondamentali. Sta di fatto che, personalmente  (e vi assicuro non solo io) gradirei   un loro ritorno, magari con un ruolo più moderno e integrato tra tv e web”.

Come è cambiata la tv nel bene e nel male?

“Oggi l’offerta è davvero infinita, non saprei esattamente quanti canali televisivi esistono.  Imperversano le seguitissime serie tv, ci si può informare in continuazione, ci sono tanti canali tematici, per tutti i gusti! Però noto anche il rovescio della medaglia:  maggiore  difficoltà ad affezionarsi ad un programma o ad un personaggio. Inoltre devo purtroppo affermare che tra le note negative  che spesso inducono i telespettatori ad allontanarsi dalla tv sono la volgarità e tante, troppe urla …che caratterizzano non solo alcuni contenitori o reality,  ma anche certi talk politici!”

L’abbinamento dei periodi storici salienti con le Signorine buonasera

Per gli  anni Cinquanta impossibile non citare Fulvia Colombo, Marisa Borroni e Nicoletta Orsomando. Gli anni Sessanta hanno visto al timone (degli annunci Rai) Mariolina Cannuli, Maria Grazia Picchetti e Rosanna Vaudetti. Per gli anni Settanta Mariagiovanna Elmi, Paola Perissi, Marina Morgan, Peppi Franzelin, Beatrice Cori, Maria Rita Viaggi. Gli anni Ottanta e Novanta hanno avuto come protagoniste del piccolo schermo Ilaria Moscato, Alessandra Canale, Katia Svizzero, Maria Brivio; ma anche Emanuela Folliero, Gabriella Golia e Fiorella Pierobon. In Rai,  a causa di una sorta di Restyling datato 2003, si sono poi  affermati alcuni volti provenienti dal concorso Miss Italia, come Elisa Silvestrin, Claudia Andreatti, Janet De Nardis, Giorgia Wurth ,  che hanno dato il via alla new generation delle annunciatrici.