Leggere. Leggere per capire. Leggere per informarsi e per non sentirsi sfuggire dalle mani e dai pensieri la storia del nostro tempo. Allora sì, leggere è un modo per cercare di rispondere alla domanda “che cosa è giusto”? Una domanda che ha fatto la storia del pensiero senza ahimé trovare mai una risposta definitiva. Ma leggere che cosa? In tanti hanno scritto sullo scontro di civiltà e sulla libertà di espressione. Affaritaliani.it consiglia ai lettori dei titoli che aiutino a non sentirsi soli nell’interpretazione dei fatti che stanno lacerando il mondo intero.
– Viaggio al termine della notte di Louis-Ferdinand Céline. L’opera, a sfondo autobiografico come tutti i romanzi di Céline, segue le vicende di Ferdinand Bardamu. Partendo dalla Prima guerra mondiale, passa per l’Africa coloniale e gli Stati Uniti del primo Dopoguerra (dove testimonia i prodromi del fordismo e della società di massa). Voyage au bout de la nuit è uno splendido percorso tra i dilemmi della vita e sulla diversità.
– Danny l’eletto di Chaim Potok. A Brooklyn, negli anni della seconda guerra mondiale, due ragazzi, Reuven Malter e Danny Saunders, s’incontrano in un campo da baseball nel corso di una partita che presto assume i connotati di una guerra santa. Entrambi ebrei, Danny e Reuven appartengono a due diverse comunità religiose, che da sempre si guardano con sospetto e diffidenza. Reuven, figlio di uno studioso del Talmud, è quello che Danny, chassid intransigente, definisce sprezzantemente un «apicoros», cioè un eretico, che ha l’ardire di profanare la lingua sacra studiando le materie scolastiche in ebraico anziché in yiddish. La ferita che Danny infligge a Reuven durante la partita è anche una ferita simbolica, di sfregio e di sfida. Un viaggio unico nella filosofia della diversità.
– Trattato sulla tolleranza di Voltaire. Jean Calas era un commerciante ugonotto di Tolosa. Fu accusato ingiustamente di aver assassinato suo figlio che, in realtà, si era impiccato. Venne condannato a morte e ucciso nel 1761. Voltaire, su sollecitazione della vedova Calas, prese pubblicamente le difese del commerciante e scatenò una campagna per la sua riabilitazione, denunciando la vera natura della condanna: motivi di intolleranza religiosa. Il Trattato sulla tolleranza (1763), che prende spunto da questa vicenda, è un vero e proprio “manifesto” per la libertà e il valore universale della tolleranza religiosa. E’ un’opera che dà il via al periodo dei Lumi e costituisce una delle basi ideologiche della convivenza civile.
– Mai visti sole e luna di Ferdinando Camon. In quindici rapidi e intensi capitoli, Mai visti sole e luna ripercorre la storia di una comunità contadina dai giorni dell’occupazione tedesca a oggi. Una voce dal “coro dei vinti” ci racconta quei giorni di furore e di terrore, resi ancora più nitidi dal sapiente impasto di lingua e dialetto. Sullo sfondo di una guerra sentita come scontro di orde primitive, Mai visti sole e luna è la parabola amara e feroce su una “razza” (o una “civiltà”, come correggeva Pasolini) che muore. La comunità dei buoni e dei deboli, decimata e dispersa dal passaggio degli invasori, attende mezzo secolo per avere giustizia, e oggi si accorge che delle colpe che ha patito si è persa anche la memoria. È su questo oblio che nasce la nuova Europa: la storia, lavorando in segreto, ha reso i colpevoli più innocenti delle vittime.
– La società aperta e i suoi nemici di Karl Popper. Il testo, concepito nel 1943, in pieno conflitto mondiale, costituì per il filosofo il modo di combattere per la libertà allora negata nel mondo.
– Il cacciatore di aquiloni di Khaled Hosseini. Un romanzo ambientato in America, in Pakistan e in Afghanistan che narra dell’amicizia tra due coetanei di etnia diversa: Amir e Hassan. Verso il 1971, a Kabul, Amir è un ragazzo afgano di etnia pashtun; Hassan è di etnia hazara e dimostra una grande lealtà verso Amir, suo grande amico, per il quale lavora come domestico con suo padre Alì nella casa di Baba, amico di Alì e padre di Amir, un uomo ricco, intelligente e coraggioso, che riesce sempre a cavarsela grazie alle sue doti. Una storia commovente che fa riflettere sull’etica della tolleranza e della comprensione.
– La paura dei barbari di Tzvetan Todorov: secondo l’autore, in un mondo dagli equilibri stravolti e diviso non più tra Oriente e Occidente o tra Nord e Sud, ma tra paesi dominati dal risentimento e paesi dominati dalla paura, è necessario riprendere in mano la riflessione sulla possibile convivenza con il diverso. In particolare, per lo scrittore bulgaro (che vive proprio in Francia), l’Europa, oggi preda della paura nei confronti dell’Islam, rischia di reagire in modo violento, provocando un duplice paradosso: da una parte “la paura dei barbari rischia di trasformare noi stessi in barbari”; dall’altra “rende il nostro avversario più forte e noi più deboli”.
– Lo spirito del terrorismo di Jean Baudrillard: pubblicato dopo l’11 settembre, questo saggio fa i conti con un evento assoluto; l’evento puro che concentra in sé tutti quelli che non hanno mai avuto luogo. Si potrebbe dire che la realtà è gelosa della finzione, che il reale è geloso dell’immagine. E’ una specie di duello, a chi sarà il più imprevedibile.
– Lo scontro delle civiltà e il nuovo ordine mondiale di Samuel Huntington, un testo fondamentale, che ha avuto un enorme impatto sul pubblico americano e sul dibattito politico negli USA e nel mondo intero.
– L’pologia di Socrate di Platone. Scritto tra il 399 e il 388 a.C., è la più credibile fonte di informazioni sul processo a Socrate. Forse la più bella testimonianza storica contro l’odio e la violenza.

