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Gli short movie conquistano il Natale: ecco gli spot più visti delle feste

Gli short movie conquistano il Natale: ecco gli spot più visti delle feste
Non semplici pubblicità, ma piccoli film. E’ la tendenza adv di questo Natale (e non solo) Trionfa il pinguino di John Lewis, con 19,2 milioni di visuliazzazioni su Youtube. Italiani fuori dalla top ten. La classifica di Reputation Manager

John Lewis, lo spot che racconta la romantica amicizia tra un bambino e il suo pinguino immaginario, ha totalizzato su Youtube ben 19,2 milioni di visualizzazioni, più di 89mila like e 7mila commenti. E’ lo short movie più visto. Al secondo posto i supermercati Sainsbury che, in collaborazione con la Royal British Legion, scelgono la chiave storica della prima guerra mondiale per ricordare l’armistizio di Natale tra inglesi e tedeschi, e la solidarietà nata spontaneamente tra i soldati dei due eserciti contrapposti. Il video ha registrato 14,5 milioni di visualizzazioni, più di 77mila like e 9mila commenti. Al terzo posto PooPourri.com, marca di deodoranti per il bagno, che propone uno spot con Babbo Natale costretto a correre in bagno nella casa in cui sta sistemando i regali, e viene sorpreso sul water dalle bambine destinatarie dei doni, che lo minacciano di pubblicare la sua foto su Instagram se non da’ loro anche i regali destinati ad altri bambini. Lo spot ha raggiunto 8,7 milioni di visualizzazioni, più di 4mila like e 600 commenti.

Questo i dati riportati nella “Top 10 Social Spot Natale 2014” stilata da Reputation Manager, principale istituto italiano nell’analisi e misurazione della reputazione online dei brand e delle figure di rilievo pubblico. Non ci sono spot nazionali in top 10. L’unico video in italiano è quello di Ikea che si piazza però al 14° posto con 1,4 milioni di visualizzazioni, 33 like e 7 commenti.

“Gli short movies natalizi- commenta Andrea Barchiesi, CEO di Reputation Manager- si attestano tra i video più virali del web e, come è evidente dalla classifica, i brand inglesi sono bravissimi a sfruttare questa potenzialità. I brand italiani invece sono ancora piuttosto fermi da questo punto di vista, spesso non hanno neanche un canale ufficiale su YouTube e non sfruttano quindi in partenza un canale e un genere di comunicazione che potrebbe essere molto virale, come sperimentato con successo dagli stranieri”.

Top10SpotNalate2014 Reputation Manager