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Un hub cinese nel cuore di Milano: progetto immobiliare da 300 milioni

Più di una Chinatown del lusso: sarà un hub per manager e imprenditori cinesi in Italia. 300 appartamenti, per un investimento di 300 milioni di euro nel centro di Milano. Un fondo immobiliare cinese era alla ricerca di un'area per costruire un nuovo complesso residenziale e ha trovato i suoi partner nel gruppo De Luigi, storico operatore immobiliare milanese, e in Aldo Cingolani, ceo di Bertone Design.

Aldo Cingolani

A Bertone Design
 il museo Lada

Bertone Design guarda a est. Ma questa volta senza arrivare in Cina. Il gruppo ha ottenuto un'importante commessa in Russia. Curerà la realizzazione del museo Lada di Togliattigrad.

L'intervento non prevede la costruzione ma la ristrutturazione degli appartamenti, che dovrebbero avere una metratura dai 60 ai 120 mq. La rosa delle aree papabile ha tre candidate. Le rispettive proprietà si sono già dette pronte a vendere. A questo punto però bisognerà attendere il via libera del Comune. Quando arriverà il placet di Palazzo Marino, i tempi di realizzazione saranno stretti: il progetto dovrebbe essere pronto in circa 6 mesi. E per spingerlo arriverà a Milano il prossimo 15 luglio una delegazione del fondo cinese.

Non si tratterà solo di un quartiere residenziale. Sorgeranno anche servizi, centri benessere, negozi made in Italy. Aldo Cingolani lo definisce “un super-condominio”, con appartamenti semi-arredati che cercheranno di sposare gusto italiano e cinese. Il gruppo De Luigi dovrebbe occuparsi della ristrutturazione dell'area. Cingolani curerà il design: “C'è una forte richiesta di personalizzazione, attraverso i marchi italiani”.

Il progetto, presentato nel padiglione cinese dell'Expo durante l'incontro "Italy-China Building The Future", secondo il ceo di Sogim Marco De Luigi rappresenta un cambio di paradigma. “La Cina ha capitali e voglia di investire. Dobbiamo abbandonare il luogo comune dei cinesi arrivati in Italia per i mestieri più umili o per aprire un ristorante. Adesso hanno voglia di vivere l'Italia e di integrarsi. Ma con uno status alto”. Ecco allora l'idea di una Chinatown del lusso. Che in realtà è molto altro rispetto a una Paolo Sarpi per ricchi: “E' un ambiente pensato per chi investe in Italia, un luogo per far incontrare il mercato cinese con quello italiano”, dice Cingolani. A fare da tramite tra il fondo immobiliare cinese e istituzioni e imprenditori italiani è Zhu Yuhua.

Senatore della Repubblica Popolare Cinese, presidente esecutivo dell’associazione Cina-Italia di Shanghai, presidente del Ferrari Club di Shanghai, è da Zhu (che si fa chiamare Giuseppe) che passano molti degli investimenti cinesi in Italia. Laureato in letteratura italiana, 54 anni, Zhu inizia le sue conversazioni con le istituzioni italiane nel 1980, quando fa da interprete all'allora presidente della Repubblica Sandro Pertini durante un viaggio in Cina. Intervistato da Affaritaliani.it, indossa una maglietta della Ferrari sotto la giacca, sorseggia un Negroamaro pugliese. E dice che “la Lombardia è una regione importante per gli investitori cinesi”. Con un occhio alle attuali opportunità e uno al post-Expo: “Per noi il futuro dell'area tra Milano e Rho ha un enorme valore”.

Ma non solo. Zhu ha guidato i capitali cinesi verso 12 cantine italiane. Guarda con interesse al food ma non disdegna altri settori. Svela che XinTech è pronta a investire 80 milioni in una produttrice di carta di Legnano. E che a breve una società cinese metterà le mani su un'azienda umbra specializzata nella produzione di macchine agricole.

La Cina è più vicina, a patto che gli imprenditori capiscano una cosa: “Per gli italiani 3-4 ore di cena significano grande ospitalità, ma i cinesi non sono abituati. Il 90% dei turisti non mangia italiano perché ha paura di perdere troppo tempo”.

 

@paolofiore

 

Tags:
cinaimmobiliaremilanobertone designde luigi
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