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Siti corporate, Eni e Snam i migliori: meno SEO e più contenuti

Eni, Snam e Telecom sono le aziende italiane con il miglior sito corporate. Lo afferma la ricerca Webranking di Comprend e Lundquist, giunta alla tredicesima edizione. Eni trionfa con 87 punti su 100, precedendo Snam di un soffio (86,3) e Telecom Italia (83,3). 

Ma, eccellenze a parte, il quadro che emerge sulle aziende italiane e il web è ancora incerta. Solo una su cinque è viene promossa. Con le nuove quotate ancora troppo caute, grande attenzione alle comunicazioni obbligatorie ma scarsa a chi è in cerca di lavoro. Emergono con decisione alcune tendenze: i siti sono sempre più responsive e attenti al mobile, con una crescente attenzione per i contenuti.

promossi corporate
 

Nonostante rimanga un profondo divario tra le società che superano ampiamente lo stress test e quelle che non presentano neppure i contenuti minimi, la ricerca ha evidenziato diversi segnali positivi, tra i quali il lancio di nuovi siti e il miglioramento del punteggio da parte di più di metà delle società incluse anche lo scorso anno. 

Considerando l’intero campione, la media italiana è scesa di 1,7 punti rispetto allo scorso anno per arrivare a 40,5 punti, mentre se si considerano solo aziende incluse anche lo scorso anno risulta più alta e pari a 46,8 punti.

La media italiana rimane sempre più alta di quella europea (39,1 punti), grazie al punteggio dei top performer e all’eliminazione dal campione delle società che lo scorso anno avevano ottenuto un punteggio inferiore ai 30 punti, spiega Caroline Becker che quest’anno ha coordinato il progetto Webranking by Com- prend Italia.

Prendendo in considerazione le 20 maggiori aziende per capitalizzazione, l’Italia ottiene il 4° posto nella classifica dei paesi europei, dietro solo a Finlandia, Svezia e Germania. 

top ten corporate
 

Brave a presentare solo l’informativa obbligatoria - Come risulta dal questionario Webranking dedicato al mercato finanziario, analisti e investitori richiedono non solo dati completi sulla situazione aziendale ma anche informazioni in grado di aiutarli a capire le prospettive dell’azienda.

Nel confronto con le maggiori 100 società in Eu- ropa le aziende italiane si dimostrano forti nelle aree legate alla disclosure, dove riescono a sod- disfare le esigenze dei capital market. Per capire le prospettive delle aziende il mercato richiede informazioni su strategia e obiettivi futuri: pro- spettive di crescita, investimenti in innovazione, presenza geografica, posizionamento di merca- to, oltre a debito e risk management. Rispetto alle controparti europee le aziende italiane non soddisfano queste richieste; il 55% delle società non presenta la strategia e l'83% non fornisce informazioni né su obiettivi finanziari né su come raggiungerli.

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