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Amadeus, ecco dove può andare dopo la rescissione del contratto con Discovery

Amadeus chiude con Warner Bros. Discovery con 2 anni di anticipo. Rai, Mediaset e nuove ipotesi per il futuro del conduttore

Amadeus, ecco dove può andare dopo la rescissione del contratto con Discovery
amadeus chissà chi è

Amadeus e Warner Bros. Discovery hanno chiuso il contratto con due stagioni di anticipo. il conduttore ora è libero, ma per il suo futuro televisivo non c’è ancora un accordo annunciato.

Amadeus libero dopo l’addio a Warner Bros. Discovery

Amadeus lascia Warner Bros. Discovery e chiude in anticipo la sua esperienza sul Nove. La risoluzione consensuale del contratto è arrivata oggi 26 giugno 2026, dopo settimane di indiscrezioni su una possibile uscita anticipata. L’accordo avrebbe dovuto legare il conduttore alla media company per altre due stagioni televisive.

La nota congiunta diffusa da Warner Bros. Discovery e Amadeus parla di stima reciproca e di una separazione concordata. Il percorso di Amadeus sul Nove era iniziato nel 2024, quando il conduttore aveva lasciato la Rai dopo il ciclo di Sanremo e il successo dei Soliti Ignoti.

Sulla rete di Warner Bros. Discovery ha guidato programmi in access prime time e in prima serata come Chissà chi è, La Corrida, The Cage – Prendi e scappa e Like a Star. I risultati, però, non sono stati all’altezza delle aspettative. Solo la ri-edizione del format reso celebre da Corrado ha ottenuto ascolti tv significativi. Fabio Fazio, invece, che aveva seguito la stessa strada di Amadeus dopo l’addio alla Rai, è riuscito a convincere il pubblico di Che Tempo che Fa a cambiare canale.

Rai, il ritorno è l’ipotesi che fa più rumore

Il nome di Amadeus torna subito accanto alla Rai. Il legame con il servizio pubblico resta forte, almeno nell’immaginario del pubblico. Per anni il conduttore è stato uno dei volti di punta di Rai1, con cinque Festival di Sanremo consecutivi e una serie di successi in access prime time.

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L’ipotesi del ritorno, però, al momento non ha una conferma aziendale. Open ha riportato le parole dell’amministratore delegato Rai Giampaolo Rossi, pronunciate alla Festa dell’Innovazione 2026: “Lui non torna. Ha fatto una scelta molto chiara e netta ormai due anni fa”.

Il ritorno in Rai resta comunque l’ipotesi più naturale. Un eventuale rientro avrebbe comunque senso solo con un progetto forte, non con una semplice ricollocazione. Amadeus difficilmente tornerebbe per occupare uno spazio qualunque. Servirebbe un format capace di restituirgli centralità e pubblico, senza trasformare il ritorno in una retromarcia.

Mediaset osserva: Canale 5 può essere la pista più concreta

Mediaset è l’altra destinazione individuata per Amadeus che circola con insistenza. Il gruppo di Cologno Monzese non ha annunciato trattative, ma il profilo del conduttore resta compatibile con una rete generalista come Canale 5.

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Nel 2025 Pier Silvio Berlusconi aveva già commentato le voci su un possibile arrivo a Mediaset. “Se dovesse chiudere il suo rapporto con Warner Bros. Discovery, le nostre porte sono aperte”, aveva detto il patron del Biscione. Non si parla però di nessun accordo in vista, ma nemmeno di una chiusura assoluta davanti a un professionista del suo livello.

Ora il quadro cambia, perché Amadeus non è più legato a Discovery. Mediaset potrebbe valutare un progetto mirato, magari un grande show di intrattenimento o un game da collocare in una fascia da rilanciare. D’altronde Amadeus nel corso dei mesi passati ha spesso partecipato come ospite e giudice alle trasmissioni di Maria De Filippi. Una trattativa avrebbe comunque bisogno di tempi, budget e format adatti.

Non solo Rai e Mediaset: la terza via

Amadeus potrebbe anche scegliere una pausa televisiva breve, utile per rientrare con un progetto più controllato. Dopo due cambi di fase in poco tempo, una scelta meno immediata gli permetterebbe di evitare un nuovo salto affrettato.

Resta aperta anche la possibilità di un accordo non esclusivo. Radio, eventi, serate speciali e produzioni digitali possono accompagnare una nuova trattativa televisiva. Il conduttore ha un’identità molto legata alla tv generalista, ma il mercato oggi premia anche formule più flessibili.

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