Amadeus, Fiorello, Warner, Rai e quella voglia di tornare. Retroscena
In tempi non sospetti Affaritaliani ve ne aveva parlato. L’avventura di Amadeus sul Nove sarebbe potuta terminare con due anni di anticipo. La delusione per un access che non ha mai decollato, partendo dalla pazza idea di portare sul canale free di Discovery i Soliti ignoti, opportunamente rimodulato, titolo compreso, con la parziale soddisfazione di un prime time andato meglio, ovvero la Corrida, era li sotto gli occhi di tutti. principalmente quelli di Amadeus stesso.
Una delusione che si era cercato di mitigare con la partecipazione alla giuria di Amici, dove aveva dimostrato ancora il suo innato talento alla conduzione. Ma erano briciole rispetto a quello che aveva fatto vedere in tutti gli anni da conduttore e soprattutto nei cinque da condottiero del Festival di Sanremo.
Affaritaliani vi aveva detto tutto quello che bolliva in pentola già ad inizio febbraio. L’idea, sponsorizzata e qualcosa in più di sponsorizzata dal suo amico Fiorello era quella di aiutarlo a tornare in Rai, sua casa naturale. Ieri in una ospitata alla Pennicanza, Amadeus ha cantato “Non amarmi” il celebre pezzo di Aleandro Baldi e Francesca Alotta.
Nel testo ha cantato dei “muri enormi” fra lui e Rai che gli piacerebbe abbattere. Muri per altro issati da lui durante quella trattativa con l’AD Giampaolo Rossi, che gli offrì un rinnovo, con tanto di assegnazione di un incarico per studiare nuovi varietà, che lui rifiutò per andare a Discovery, con tanto di lauto compenso.
Ovvio ora che ci sia freddezza da parte di Rossi. Ma sempre in quel nostro pezzo dello scorso febbraio, avevamo ipotizzato un suo ritorno in Rai alla Baudo, quando tornò dopo il fallimento del suo trasloco in Fininvest che gli costò la “palazzina del Tg5”. Pippo tornò con un piccolo programma su Rai3 al pomeriggio “Giorno dopo giorno”. Si potrebbe pensare ad un ritorno light, magari con un varietà di poche puntate insieme a Fiorello, o qualcosa del genere.
I contatti, secondo quanto risulta ad Affaritaliani attraverso una piccola e delicata diplomazia parallela si potrebbero aprire, un po’ come fra Putin e Zelensky. Ma se proprio in queste ore i due leader si dicono disposti ad incontrarsi per far terminare la guerra in Ucraina, chissà che a breve non possa accadere fra Rossi e Amadeus, ammetto paragone azzardato ed esagerato. La difficile esperienza a Discovery pare stia per terminare, con un accordo di risoluzione del contratto fra le parti e dopo un periodo di stop “alla Baudo post Fininvest” ci si potrebbe incontrare per scrivere un nuovo domani.
“Passera’ prima o poi questo piccolo dolore che c’e’ in te che c’e’ in me, che c’e’ in noi e ci fa sentire come marinai in balia del vento e della nostalgia a cantare una canzone che non sai
come fa ma quel piccolo dolore che sia odio, o che sia amore,
passera’”. Diceva sempre Aleandro Baldi…

