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Bufera Domenica In, Il Pd: "Venier ridicolizza la violenza alle donne"

"Mara Venier cancella la storia del femminicidio il 25 novembre in Rai". "Mara Venier ridicolizza la violenza sulle donne". "Domenica In indecente sulle vittime delle violenze"... così si esprimono gli esponenti del Partito Democratico Pina Picierno, Bruno Bossio e Camillo D'Alessandro.

Il casus belli? Un siparietto della Venier con l'ospite della puntata di Domenica In del 25 novembre, ovvero Renato Zero. Riassumendo: la bionda conduttrice esordisce parlando di un crescendo di abusi, violenze e sopraffazioni e con l'augurio che tali crimini vengano sempre denunciati. A tal proposito introduce un filmato che conterrebbe per l'appunto una denuncia a tal riguardo, e a quel punto compare  di fronte alle telecamere, in una lugubre atmosfera, una persona paludata in una veste informe e con in testa un copricapo che ne maschera l'aspetto. Con la voce distorta digitalmente, l'ospite sconosciuto inizia a parlare di una presunta sopraffazione subìta da parte di Renato Zero... e a quel punto si comprende che è tutta una boutade. E che sotto le vesti del finto denunciante, si nasconde proprio il cantautore.

Peccato che sia il pomeriggio della domenica, lo scenario sia il salotto di Domenica In, l'ambito quello del servizio pubblico radiotelevisivo pagato dal canone. E che soprattutto la data sia quella del 25 novembre, ovvero la Giornata dell'Onu contro la violenza sulle donne. Mara Venier si era già dissociata a modo suo dalla campagna indetta dall'Onorevole Mara Carfagna con un like al post pubblicato su Instagram dal giornalista Carmelo Abbate, che aveva stigmatizzato tale iniziativa bollandola come un espediente per i Vip di ottenere visibilità.

Un commento che ha fatto infuriare la "rivale" diretta della Venier, ovvero Barbara D'Urso, una delle protagoniste della campagna, che in diretta ha rispedito al mittente l'illazione di Abbate. A parte questo, c'era già un precedente, dunque, e il "teatrino" allestito a Domenica In è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso, scatenando la reazione di vari parlamentari del Partito Democratico.

"Mi auguro che la nomina di un direttore donna a Rai1" tuona l'eurodeputata Pino Picierno, "non sia di sola facciata come temo. Il corso che ha preso il servizio pubblico nei confronti delle donne e'pericoloso. E lo dimostra quanto accaduto ieri in diretta su Rai1 quando Mara Venier, gia' in aperta polemica con una campagna promossa dal Parlamento, ha ironizzato sul dramma della violenza contro le donne". "Fatto doppiamente grave" aggiunge l'onorevole Picierno, "perche' proprio il 25 novembre, giornata in cui si celebra in tutto il mondo la lotta alla violenza di genere, si e' preferito cancellare la storia di una madre che ha visto morire la figlia per femminicidio per mettere in scena un teatrino imbarazzante. Questo non puó essere servizio pubblico".

"Mi chiedo cosa pensi la gia' vicedirettrice Teresa De Santis" denuncia invece il deputato Camillo D'Alessandro, "e - come sembra, futuro direttore di Rai1 di quello che e' accaduto ieri a Domenica In. Come e' possibile che in uno dei programmi di punta della rete ammiraglia una conduttrice donna, nel giorno dedicato alla violenza contro le donne, metta su un siparietto per prendere in giro chi e' stato vittima di violenza. Questo non e' servizio pubblico. E' pubblica indecenza."

"Tutto questo non e' tollerabile" chiosa l'onorevole D'Alessandro. "La Rai si scusi per le parole usate da Mara Venier."

Anche l'onorevole Bruno Bossio (sempre del Pd) s'inserisce nella diatriba: "Prima la conduttrice di Domenica In, Mara Venier, prende le distanze da una campagna di sensibilizzazione lanciata dal Parlamento. Poi non contenta, non solo cancella la storia di un terribile femminicidio - quello di Sara di Pietrantonio -, ma sponsorizza un teatrino indegno usando tutti i luoghi comuni per prendere in giro e ridicolizzare le denunce delle vittime di violenza... Mi chiedo davvero che fine abbia fatto il servizio pubblico".

Come risponderanno Mara Venier e la Rai a tali accuse provenienti dalla politica? Vi saranno delle scuse pubbliche la prossima settimana, o si andrà avanti facendo finta di nulla? Senz'altro, il tutto si poteva benissimo evitare, anche soltanto per tatto e rispetto del prossimo, due requisiti che non dovrebbero mai mancare per i dipendenti del servizio pubblico.  Meglio un punto di share in meno che finire per urtare la sensibilità di tante persone umiliate, offese e abusate giornalmente, e per giunta in una giornata dedicata proprio alla denuncia dei soprusi. Corrado, qualche anno fa, raccontava che all'epoca d'oro della Rai i conduttori entravano in punta di piedi nel salotto degli italiani. Urge che a Domenica In si rispolveri l'esempio dell'indimenticato conduttore storico del programma. 

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