Fondato nel 1996 da Angelo Maria Perrino
Direttore responsabile Marco Scotti

Home » Mediatech » Cecchino di Prati, il direttore di Affaritaliani Marco Scotti a Storie Italiane su Rai1: “Bisogna arginare e normare la diffusione di quel tipo di armi”

Cecchino di Prati, il direttore di Affaritaliani Marco Scotti a Storie Italiane su Rai1: “Bisogna arginare e normare la diffusione di quel tipo di armi”

Si scatena il dibattito in studio

Cecchino di Prati, il direttore di Affaritaliani Marco Scotti a Storie Italiane su Rai1: “Bisogna arginare e normare la diffusione di quel tipo di armi”

Sono stato io, ho sparato per divertimento. Non era un gesto contro le donne“. Così Edoardo Ciardiello Crescimanno, 50enne romano disoccupato, ha ammesso le proprie responsabilità in merito alla vicenda del “cecchino di Prati” che lo coinvolge. L’uomo si è reso protagonista sparando con una carabina ad aria compressa alla scrittrice Cristina Stillitano. La donna, ferita al braccio, è stata sottoposta a un intervento chirurgico per rimuovere il piombino. Chi indaga, contesta al 50enne ben sette episodi analoghi. L’uomo, al quale è stata ritirata l’arma, è stato denunciato a piede libero per lesioni.

Si scatena il dibattito a Storie Italiane su Rai1. Sul cecchino di Prati interviene il direttore di Affaritaliani Marco Scotti: “Mi sembra che dalle sue dichiarazioni non ci sia stato nessun segnale di comprensione di quello che ha fatto. Lui dice: sono sceso per soccorrere la signora ferita ma poi me ne sono andato. Quindi non ha minimamente capito la gravità del gesto che aveva compiuto. Poi ha detto di averlo fatto per divertirsi, quindi direi che ci sono tutti i presupposti perché questa azione sconsiderata si possa ripetere anche in altri quartieri e in altri luoghi. Capisco la preoccupazione delle persone che vivono a Prati“.

“Ora – prosegue Scotti – si dice che debba occuparsene la politica, ma la politica come può in questo caso intervenire direttamente? C’è una persona che si diverte a sparare ai passanti con dei piombini. Questa è una cosa totalmente imprevedibile, quello che si può fare è cercare di arginare la diffusione di queste armi, perché sono delle armi, come dimostra la signora colpita,il sangue c’era ed era vero e il braccio è stato ferito per davvero. Non si tratta solo di giochi seppur da adulti, ma di vere e proprie armi che di conseguenza dovrebbero essere normate. Ma servirebbe anche un esame psichico per capire se le persone che le acquistano abbiano le caratteristiche atte per poterle detenere”.