“Tutto è perdonato”, tranne il capitale. Il tesoretto da 30 milioni fa litigare la redazione di Charlie Hebdo. Undici dipendenti reclamano più peso nell’azionariato e ne chiedono una distribuzione “equa”.
A promuovere l’azione è il giornalista Laurent Léger, che ha portato la sua idea nella riunione di redazione di mercoledì. Ad accoglierla con favore ci sarebbe, tra gli altri, anche Luz, uno dei disegnatori superstiti più in vista. Il gruppo è pronto ad andare avanti, tando da aver anche assunto due avvocati: Antoine Comte e Stéphane Servant.
Gli undici ribelli pretendono una redistribuzione dell’azionariato. Oggi le quote sono divise in tre pati: il 40% ai parenti di Charb, l’ex direttore ucciso nell’attentato del 7 gennaio; un altro 40% all’attuale direttore, Riss e il 20% al general manager Eric Portheault.
“La fronda” dice di non avere nulla contro l’attuale direzione, ma reclama “un maggiore coinvolgimento nel business”. L‘avvocato che rappresenta l’attuale proprietà ha confidato all’Afp di essere “dispiaciuto”. Le motivazioni, secondo il legale, sarebbero però chiare: “Il denaro fa più male che bene”. La redazione sembra “una famiglia che litiga sui gioielli della nonna al ritorno dal suo funerale”.

